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      Doppo prendette una bottiglia dell'acqua medicinale e le tre mela avanze alla su' cena, e sceso lo scalone d'alabastro, sortý fora con l'idea di visitare per bene quel logo maraviglioso 'nnanzi di rimbarcarsi.
      Di rieto al palazzo ci vedde un amenissimo giardino e 'n fondo c'era una villa spaziosa; vi si nentrava per una porta tutta di pietra dura e co' serrami di bronzo a spartimenti pieni di ficure; sotto la v˘lta dell'Óndito, con arte da ingannar gli occhi, vi si trovava un mosaico che copriva il pavimento, e poi seguivano du' loggiati, uno per parte, su colonne di pietra forte spulita, co' su' capitelli d'oro e i palchi di legni odorosi e gemmati, e tra le travi eran quadri dipinti; e ne' loggiati da ugni lato s'aprivano du' archi di pari ampiezza, ma di lavoro differente, con marmi e bronzi e ornati fatti da mano dotta, e da quest'archi per du' maestose scale si montava in una sala piena zeppa di ricchezze e d'adornamenti 'nsenza numero, che troppo ci vorrebbe a descrivergli tutti.
      Basti sapere che nel mezzo c'era una vasca con una fonte d'acqua limpida e viva a cascate scompartite e abbondanti, e d'attorno ci stevano immobili pi¨ paggi e donzelli 'ricantati in atto di prendere il fresco; e la vasca tutta vieniva coperta da una cupola a mo' di padiglione e a cielo azzurro tempestato di stelle d'oro, con otto statue di marmo che la sorreggevano in alto con il braccio manco, in nel mentre che con il braccio man ritto verciavano dientro il bacino otto zampilli d'acqua da un corno; e queste statue rappresentavano tante famose donne, compagne nel vestiario, ma diverse in nella faccia, ed erano, Lucrezia di Roma, Isabella di Ferrara, Elisabetta e Leonora di Mantova, Varisilla veronese, [379] di bell'aspetto e di sembianze rare; la sesta, Diana di Regno Morese e Terra Luba, la pi¨ rinomata per bellezza in Spagna, Francia, Italia, Inghilterra e Austria e pi¨ sublime per regio sangue; poi Beatrice di angelico viso, che vedova rimanette in Ancona per la morte del marito Antipasso; e, finalmente, Doralice di Parigi: di pi¨, nel destro lato della pomposa sala si vedeva ritto un cavallo di bronzo con sopra Ciprina Stella, e gli facevano guardia a due a due ben quattro cavaglieri valorosi, Muzio e Ercilio sostegni delle briglie, Tebaldo e Ercole Strozza sostegni delle staffe.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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