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      Esso Ŕ stracciato, cencioso e scalzo come un Apostolo, cencioso e scalzo come Sant'Antonio, e se somiglia a Sant'Antonio, gli si lascino i suoi porci.
      Chi dando a questi l'ostracismo crede di consultare alla nettezza dell'abitato sconosce la Calabria. Sul rompere dell'alba d'un giorno estivo mettetevi per entro alle viuzze dei nostri meschini paesi, e ditemi un po': Che vedete? Su gli usci a destra ed a sinistra, mentre le stelle tramontano, e il cielo arrossisce vi verranno agli occhi stupefatti delle figure bianche. Paiono una, due, tre lune cadute dal firmamento e non son lune; spettri avvolti in lenzuola di neve, e non son spettri; fate che meditino un incantesimo, e non son fate. Chi sono dunque? Son donne. Saltarono nude dal letto, si chiamarono dietro il porcello, e fanno (Signorine, perdonate!) e fanno le occorrenze accanto all'uscio di casa! Or quando i nostri Comuni mancano di chiaviche e fogne, e barbieri, sarti, calzolai e muratori, pria di mettersi al lavoro, si dispongono in fila, a giorno fatto, verso le ultime case del paese, e lÝ con la pipa in bocca, e con la gravitÓ filosofica dei Cinici fanno ci˛ che il Galateo vieta di nominare, non Ŕ un'impertinenza bandire l'ostracismo ai porci, che, fogne e chiaviche animate, lungi dal creare immondezze, le distruggono? Noi vorremmo che in ciascuno Comune si costruisse una Cloaca massima da un capo all'altro del paese; poi si obbligassero i proprietarii delle case a costruire a spese loro altrettanti condotti, che mettessero in quella, ed insieme non si lasciasse che altri fabbrichi un novello edifizio senza fornirlo di fogna.


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Persone in Calabria
di Vincenzo Padula
Parenti Editore Firenze
1950 pagine 319

   





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