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      Le vince la testa calma e austera, la quale dal senso della realtÓ apprende istante per istante che operare Ŕ provare, Ŕ errare, e che dagli errori propri e altrui ha sempre la mano pronta a spremere il profitto, come se fossero stratagemmi a decezione del nemico. Le vincono gl'imperturbabili nel turbine, i buoni cittadini, che sentono la responsabilitÓ dell'ora e serbano anche in mezzo al gorgo degli eventi quel tranquillo e meditativo rifugio del senso storico, dove nasce, come da un osservatorio infallibile, il giudizio pacato e imparziale sulle cose e le azioni tanto degli amici che dei nemici. E con questo la traccia della via che arriva.
      L'ora corrente passa sulla nostra nazione, madre della civiltÓ antica, nel momento che, dopo essersi estenuata nel lungo puerperio della civiltÓ nuova generata all'Europa, era da poco risorta giovinetta, nuova affatto del mondo moderno, fresca nata della civiltÓ europea, figlia di sua figlia. E moveva i primi passi nella vita mondiale tra gli errori che la generositÓ accumula sulla giovinezza, tra le esaltazioni e le disperazioni degli anni giovanili tanto duri per ci˛ a passare, tra le inesperienze che pi¨ sono pericolose quando maggiore Ŕ l'innata bontÓ, tra le illusioni dietro le cui rose Ŕ l'aspide, tra le calamitÓ di natura che Ŕ dato pi¨ ristorare alacremente che accortamente prevenire, tra i mali atavici alla cui radice di secoli non arrivano i decenni. Ma volonterosa e laboriosa, fervida del suo fervore antico, geniale della sua antica e inesausta genialitÓ, aveva giÓ in pochi anni acquistato nell'incivilimento oltremarino un merito enorme che, come avviene sovente delle opere sostanzialmente utili e veramente grandi, era passato quasi ignoto, coperto dal romore dei nuovi commerci e delle nuove industrie, che pure nulla potrebbero senza il bene fondamentale della coltura delle terre.


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La Francia dal primo Impero al 1871
di Heinrich von Treitschke
Editore Laterza Bari
1917 pagine 597

   





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