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      Tra loro appena una decina possono con piena veritÓ chiamarsi persone, uomini a sÚ e per sÚ. Il rimanente di questi abili esecutori si scambiano facilmente tra loro, si distinguono appena per un maggiore o minor grado di alterigia, di attivitÓ ed efficacia, di devozione al padrone, di talento nelle specialitÓ tecniche. Si confrontino le figure dei marescialli napoleonici, non dico con gli eroi della nostra guerra d'indipendenza, ma semplicemente coi capitani e uomini di stato di Federico il Grande o di Luigi XIV, che pure doverono piegarsi anch'essi davanti a un potente autocrata. Ebbene, per un Turenne, per un Podewils o per un Ferdinando di Braunschweig, non ci sarebbe stato posto nell'impero di Napoleone.
      Nei momenti lucidi, l'imperatore ha riconosciuto la debolezza del regime violento e convenuto, che chi opprime le idee lavora alla propria perdita. Effettivamente il suo governo si risolveva in una lotta incessante contro ogni movimento di libertÓ dello spirito. Alcuni dotti specialisti devono alla spedizione di Egitto un acquisto di tesori alla loro scienza. Laplace potÚ scoprire sotto l'impero le leggi della meccanica celeste. Le scienze esatte ebbero incremento dal politecnico, creato dalla rivoluzione, che mercÚ i grandi matematici deriv˛ proprio dal trono la propria importanza. Ma gli storici, il cui bisogno immediato Ŕ la libertÓ e la cui prima condizione Ŕ la fortezza del carattere, sono diseredati; a loro deve bastare, che l'imperatore permetta a Lediard la traduzione della storia di Marlborough.


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La Francia dal primo Impero al 1871
di Heinrich von Treitschke
Editore Laterza Bari
1917 pagine 597

   





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