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      Il popolo oppresso dal peso dei balzelli salut˛ gli alleati al grido: Ó bas les droits rÚunis! La nazione distrusse con radicale durezza la vita peculiare delle sue provincie; e la comprensione delle nazionalitÓ straniere le Ŕ sempre mancata del tutto. Ma quando la voglia di conquista dell'imperatore vag˛ fino all'Adriatico e al Baltico, anche lý, in mezzo a quel popolo spregiatore della storia, principi˛ a farsi udire forte il quesito, se il dipartimento delle Foci dell'Elba si sarebbe annesso all'impero con la stessa condiscendenza, con cui la Provenza aveva tollerato di sommergersi, trasformata in dipartimento delle Bocche del Rodano, nella piatta unitÓ del regime francese. Sý; chiunque guardava un po' lontano riconobbe, che alla fine il nuovo impero di Carlomagno avrebbe infallibilmente annientato la nazionalitÓ francese. L'imperatore volentieri si vantava, che la Francia sarebbe una nazione-sole circondata da nazioni-satelliti, e dichiar˛ ai vassalli, che i loro stati esistevano solo mercÚ la Francia e per la Francia. Singolare accecamento! La peculiare civiltÓ della Francia, come quella di ogni altro paese, era destinata a sparire in una nuova civiltÓ mondiale dell'occidente, non appena il grande sistema federativo sarebbe stato un fatto compiuto, e a Parigi sarebbe sorta l'Accademia europea pour animer, diriger, coordiner les institutions savantes de l'Europe; quando vi sarebbe fiorita quella letteratura mondiale, che Napoleone raccomandava al nostro grande poeta, e sulla Senna una Corte di Cassazione europea avrebbe spianato le contese del continente.


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La Francia dal primo Impero al 1871
di Heinrich von Treitschke
Editore Laterza Bari
1917 pagine 597

   





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