Pagina (54/213)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Il Lavoro da lui diretto una continua deplorazione dei metodi inaugurati dall'Avanti! e dalla Direzione del Partito. Gli sta sullo stomaco il binomio Lazzari-Mussolini. A sentire l'on. Canepa - autonomo che partecipa al congresso dei
      destri" - (pochi uomini rimarrebbero nella posizione politicamente superanguillesca del Canepa) il Partito Socialista sull'orlo dell'abisso. L'on. Canepa pu andare al diavolo, quando vuole. Il Partito Socialista Italiano sta rifiorendo malgrado le insidie dei destri, l'ostruzionismo di molti sinistri e l'apatia di qualche rivoluzionario che riduce il rivoluzionarismo a una questione di semplice intransigenza elettorale. Adesso scendono in campo i generalissimi dei "sinistri". Ci sono nell'ultimo numero della Critica Sociale due articoli... sensazionali. Sono le grosse batterie d'assedio che entrano in funzione, contro l'Adrianopoli rivoluzionaria. Non preoccupatevi. Sono, per il momento, tiri di prove, a salve. Ci troviamo dinanzi ai due luminari del riformismo italiano: Turati e Treves. Il primo guardingo. inutile seguirlo nel suo esame delle cause che condussero al trionfo dei rivoluzionari a Reggio Emilia. Fu, egli dice, una "raffica" scatenatasi dagli abissi dell'imprevedibile. Questa una frase iperbolica. Per noi fu un atto naturale. Il Partito volle liberarsi dall'aberrazione monarchica rappresentata da Leonida Bissolati, come nel 1892 e nel 1906 si era liberato dall'aberrazione anarchica e sindacalista. Le accuse di intolleranza, di inquisizione colle quali i diversi Podrecca volevano cattivarsi le simpatie proletarie, sono cadute.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Mussolini
di Paolo Valera
pagine 213

   





Lavoro Direzione Partito Lazzari-Mussolini Canepa Partito Socialista Partito Socialista Italiano Critica Sociale Adrianopoli Turati Treves Reggio Emilia Partito Leonida Bissolati Podrecca