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      Uccisero un povero vecchio, certo Inversetti. C'era Volpi, ora a Regina Coeli. Oltre l'omicidio si erano distribuite molte legnate ai rossi che non avevano che la colpa di essere tesserati. La magistratura non ne ha processati che due. Il terzo rimasto latitante. Ai due si spalancarono le porte come innocenti. Al terzo si diedero 14 anni e mesi. Il terzo si chiamava Volpi. ora uno dei sicari del Matteotti. In appello stato poi assolto anche lui. In quei giorni non si andava in prigione per degli omicidi.
      Il funerale del povero Di Vagno riuscito grandioso. Intorno alla sua bara c'era tutto il sovversivismo barese. Mentre il convoglio funebre passava per Conversano, avviato al cimitero, in via S. Benedetto, si sentito il fragore di una rivoltellata. nato lo scompiglio. Ci furono pochi minuti di panico e di sbandamento. La pallottola stata raccolta. Era uscita dalla casa del fascista Ferrari. Avvenne un'invasione tumultuaria. Lo sparatore era fuggito. Non si trovarono che armi e munizioni.
      XIII
     
      L'ASSALTO ALL'"AVANTI!"
     
      G.M. Serrati aveva pisolato qualche ora nella propria abitazione, stracco morto del lavoro fatto. Poi, saputo del turbine fascista, si cacci in una automobile pubblica con il Passigli, redattore capo, e si avvi alla casa dell'Avanti! invasa dai rivoluzionari rebours. Mi trovavo nei dintorni dei tumulti. I fascisti che vegliavano al va e vieni di quei momenti trepidi fermarono l'automobile, imponendo ai passeggeri, con le rivoltelle in pugno, di retrocedere.


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Mussolini
di Paolo Valera
pagine 213

   





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