Vincenzo Bindi
Gaetano Braga da' ricordi della sua vita


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Braga dopo il 2° giro in America torna a Parigi.

     Recatosi nuovamente in America per iniziarvi il secondo giro, giusta gli accordi presi con Albites, trovò colà tutto mutato: la tournée non ebbe più luogo ed egli dovette tornare a Parigi sconfortato e con i pochi mezzi che possedeva, quasi completamente esauriti. A Parigi cercò di riannodare le antiche conoscenze e riconquistarvi, possibilmente, la posizione di prima: ma non se ne nascondeva la difficoltà. Si lamenta della poca conoscenza che hanno i nostri ministri e diplomatici dei valorosi italiani, che onorano all'estero il nostro nome e quindi della poca o nessuna protezione che ad essi concedono, mentre i francesi, i tedeschi, gl'inglesi e fino gli spagnuoli sono aiutati e sorretti quando si trovano lontani dalla patria loro. Ed a questo proposito racconta quanto gli avvenne col generale Cialdini, allora ambasciatore d'Italia a Parigi:
     “Non solo i francesi, ma i rappresentanti di tutte le Nazioni, grandi e piccole, appena un loro connazionale si distingue e può all'estero fare onore al proprio paese, danno ricevimenti per farlo conoscere e cercano tutti i mezzi per proteggerlo. Ne' miei viaggi, invece, quasi sempre conobbi per caso i rappresentanti del mio paese, e mai per loro immediata volontà. Basti questo episodio a giustificare le mie asserzioni. Il generale Cialdini, ambasciatore italiano a Parigi, dove la colonia artistica italiana emergente non era numerosa, perché eravamo pochi, Giuseppe Palizzi, Giuseppe de Nittis, Pasini, Soldini e io, non doveva ignorare la posizione ed il merito di ciascuno di noi. Aggiungi che agli occhi di Cialdini io non potevo essere il primo venuto, avendomi una sera presentato a lui la Principessa Matilde, in casa sua, con queste parole: 'Excellence, J' ai l'honneur de vous presenter une des gloires de votre pays'.