Vincenzo Bindi
Gaetano Braga da' ricordi della sua vita


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     A Milano continuò nell'amicizia di Fogazzaro, che nel maestro Chieco ritrasse lui; spesso suonava il violoncello per fargli piacere, accompagnato al piano dalla figliuola del grande scrittore, che era buona pianista; pure a Milano spesso s'intrattenne con Pasquale Villari, suo vecchio amico e cognato di Morelli. Con questo insigne artista, gloria, ed ornamento della pittura italiana ed uomo di gran carattere e di gran cuore, Braga visse fraternamente fino alla morte; e racconta:
     “Nella IV Esposizione internazionale di Venezia, una sala era destinata ai quadri di Domenico Morelli. Io intanto vivevo in pensiero perché Villari non mi aveva date notizie molto rassicuranti sulla salute di lui. Gli scrissi: 'Villari mi ha spaventato dicendomi che eri seriamente ammalato. Non mi rispondere, ma voglio che tua figlia Eleonora mi dica la verità: come stai?' Infatti quella buona figliuola mi dette tutte le notizie più minute, da me desiderate. Alla vigilia della mia partenza per Venezia, mentre io mi cullavo nella gioia di rivedere dopo tanti anni i bei quadri di uno de' miei più cari amici, i giornali annunziavano che Morelli era ricaduto gravemente ammalato, e immediatamente corro a Venezia, la quale, nell'ora della sera, quando cade il sole, è proprio la città delle lagrime. Varii amici miei mi danno coraggio, dicendomi che avevano migliori notizie del gran pittore.
     Io, però, sempre dubitando, rimasi triste e pensieroso, vagando per Venezia fino alle 9 dell'indomani. Aperte alle 9 le porte dell'Esposizione, mi feci dal custode indicare la Sala dove si trovavano i quadri di Morelli e corsi a vederli, in preda alla più viva agitazione, perché quei dipinti mi riconducevano a Napoli, a' miei primi anni giovanili ed a Morelli, allora nel rigoglio della gioventù e dell'arte. Ero da un'ora in quella contemplazione, quando la gentile Signora del mio amico Avv. Usiglio mi richiamò alla realtà. Rivisitata la Esposizione, passai a Milano, dove poco dopo seppi che Morelli era morto!...".