Vincenzo Bindi
Gaetano Braga da' ricordi della sua vita


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     L'effetto di questo pezzo fu immenso e, gràce a toi, è uno de' migliori del mio repertorio musicale, come pure quello sul Trovatore, che suonai già altre volte con un successo colossale. Anche questo sarà tra breve istrumentato. Starò qui fino al 10 ottobre, perché debbo suonar ancora in due serate musicali espressamente organizzate pel Re di Prussia, e poi credo andrò a visitare la Svizzera, cominciando da Bàle. Dio sa quando avrò il bene di riabbracciarti a Parigi. M."e Damain m'incaricò di molte cose affettuose e tenere per te. Felice te che la vedrai ne' primi giorni di ottobre! Qui piacque immensamente; la sua carriera artistica sarà brillante: lo spero. E tu, sciagurato, scrivimi due righi, e raccontami la tua interessante storia. Ti abbraccio con tutta l'anima. Tuo aff. amico Sivori.

     Lugano, 24 aprile 1902.

     Illustre e caro amico,
     Un comune amico tempo fa mi mandò a salutare a nome vostro, ed io spero che egli abbia contraccambiato l'affettuoso saluto che doveva portarvi a nome mio. In ogni modo, è una festa per me di avere oggi l'occasione di dirvi quanta simpatia, di quella che mi avete ispirato un tempo, è rimasta nel mio vecchio cuore di amico; di ripetervi che ancor oggi mi pare di sentire le vostre allegre risate in compagnia del nostro indimenticabile Ghislanzoni, del buon Ponchielli, di Gomez e di tanta illustre gente morta, che per me e per voi è ancora viva, e più di prima. Sento ancora il sospiro del vostro violoncello, che, consigliato da Voi, sapeva dire parole di paradiso, e mi strugge il desiderio di riudire quelle arcane voci che solo voi potete oggi ripetere al mondo stupito, e mi strugge pure il desiderio di riudire la vostra buona parola e rivedere la vostra faccia lieta, che immagino sia rimasta, a dispetto della vecchiaia, quella di una volta.