Federico Adamoli
Lo Scudo d'Abruzzo. Tra storia e sport
fasti e documenti di una competizione di motociclismo
(1935-1961)


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     Col Circuito del Castello (strano a dirsi) si inaugura ufficialmente a Teramo la stagione estiva e il tempo di andare in giro in maniche di camicia. A proposito di caldo non ci siamo meravigliati molto, ieri l'altro quando i corridori della Cooper, Hoffman, Wicken, e Taylor, usciti dall'albergo, hanno guardato il cielo azzurrissimo, come in una gara di campionato, e tentennando la testa ci hanno invidiato questo dono supremo.
     Ma lo sportivo non guarda il cielo, a lui piace la Cooper, incrocia i propri commenti con l'ammirazione esternata da altri per la Stanguellini che resta, a parte la mal ridotta Giaur di Taraschi, finita fuori strada al Circuito delle Caldaie, la rivale d'alto rango della prima. Naturalmente i parenti sono discordi, ogni buon cittadino si sente un esperto, e l'automobilista che ha preso la patente tre mesi fa dice che, secondo lui, persona del mestiere, la Stanguellini... ecc. Capitolo a sé fanno i portoghesi, non meglio identificati, i quali, dopo gli espedienti degli organizzatori, prendono le necessarie contromisure per tenere alta la tradizione, mentre gli ultimi innamorati, dacché la popolazione si riverserà compatta lungo il Circuito, prenderanno la strada della Specola per vivere in santa pace un'ora d'amore avendo quale imperativo categorico la solitudine. (Nino Rubini)