206 • biblioteca degli abruzzi
567. Lettera del dottore Niccolò Sorricchio al eonte Cesare Orlandi intorno ad una recente sua scoperta , che molto può servire ad illustrare le antiche magnifioenze di Atri.
Dalla pag. 278—283 del voi. 2° dell* opera del detto Orlandi intitolata Delle Città A' Italia ecc. — Perugia 1772 in
568. Dissertazione, illustrante in antico l'Adria del Piceno.
Di questa opera MS. dei dottore Niccolò SoaaiccHlo di Atri , colla quale si dimostra cbe il mare Adriatico abbia preso il nome da IT A-dria del Piceno, ora Atri di Abruzzo e non dall'Adria del Veneto, Cesare Orlandi ne pubblicò i tre principali paragrafi. XXII. XXIIt. e XXIV., dalla pag. 296 alla pag. 3*26 del voi. 2° della Sua opera Delle città d'Italia ec. Perugia 1772 in k:
569. Lettera del signor P. D. B. D. A. D. R. S. D. A. al Giornalista Letterario di Napoli.
Dalla pag. 39-46 del voi. LXX11I.15 Aprile 1797 del Giornale Letterario di Napoli per tervire di continuazione all' analiti ragionata de libri nuovi. — Napoli MDCCXCfil. Pretto Aniello Nobile — in 8.° La lettera porta la dala di Teramo 18 marzo
Le origini italiche , dice F autore, e le etimologie geografiche sono cosi incerte, così cootradiltorie, e spesso così irragionevoli , che si possono riguardare come mere puerilità. Tale è in falli quella di Ader o Alberò significarne Fuoco in lingua persiana , mentre nel territorio di Atri non si ravvisa traccia alcuna di vulcano. Che non dissimile sia quella dell* illustre Mazzocchi , il quale fa derivare il nome di Atri dall' ebraico Batter o Hatir, che dinota luogo senza recinto di mura , giacché questa dovette essere la condizione comune di tulle le prime aggregazioni sociali, e per conseguenza diventava un nome generico applicabile a tutti i luoghi primitivi. Che mollo meno sia accettabile l'etimologia dal greco tratta da Stefano , perchè i Tirreni o Etruschi popolavano l'Italia prima della distruzione di Troia e dell'arrivo di Diomede in quelle regioni » e che bene si conosce che per greca vanilà dicevansi fondatori di quelle città nelle quali approdavano, lodi passa l'autore a trattare delle maoete di Atri e della sua zecca , che sembra essere la più antica d'Italia ; e dimostra che 1' Adria Picena , ossia Atri, colla sua remotissima antichità della sua munismalica contestando
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