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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   * biblioteca degli abbuzzi
   229
   cafestrano
   410. Della maravigliosa vita , gloriose attioni, et felice passaggio al cielo, del B. Giovanni di Capi-strano , frale minore osservante Cittadino, et Protettore della fedelissima Città dell'Aquila. Et vittorioso Capitan Generale dell' Essercito della Cruciala per Santa Chiesa contra Mahometh Secondo di questo nome , et Nono Imperator de' Turchi l'Anno 1456. Libro primo, scritto da Salvator Massonio— In Venetia , MDCXXVII. Appresso Marc' Antonio Brogiollo.—in 4
   Vedi il mimerò 235.
   411. Pel Vener. Regal Convento di S. Giovanni da Capestrano in Apruzzo — Contra il Rever. Parroco di Capestrano medesima.— in    Di pag. 50. numerate. L'autore i l'abaie Giuseppe Vebli cbe si firma in piede dell* ultima pagina colla data di Napoli a 30 ««ttm-
   S. Giovanni da Capestrano fondò nn convento in quella terra di Capestrano sua patria, e propriamente nel luojgo detto Palumbaria ed intitolalo a S. Francesco di Assisi. Vi concorsero con offerte moltissimi di que* cittadini, ed il conte e la contessa di Celano signori di Capestrano, tra le altre cose offerte , nel decembre del »447 donarono a quel convento tutto lo spazio e tutto il territorio che conteneasi neli* ambilo del Vallo ossia Fossato, che diceasi fatto dal re Desiderio d'intorno allo slesso fossato ed a (ulta la sommità del monte di Castelvetere fino alla via pubblica che mena a Capestrano ed a S. Pe logia. — I padri di S. Francesco rimasti per oltre a due secoli nel pacifico possesso de'loro diritti in quel sacro eramo, nel 1767 ne vennero turbali dal parroco di Capestrano Gesualdo Alessaodroni. Costui pretendeva che introdotto il cadavere nella chiesa de* frati, dovesse il parroco in-luooare. il Subvemie Sancii Dei ed assistere alla recita del notturno de' morti : che il parroco dovesse cantare la messa coli'assoluzione e colla Liberai che le cere dovessero esaere
   he 4775.