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biblioteca begli abbozzi
servava Dell'archivio de'celestini di Gelano nel 17B8. È citato dal Corsignani alla pag. 609 del voi. (.'della sua Reggiti Morsicano..
CCLXVII. Pipzbno (abate Pietro) Oratorium opus metri-cum in laudem SS. Marlgrum Simplicii, Constantii, et Victoriani. Questo libro citato dal Corsignani alla p. 62 della sua opera notata al num. 4-62, è detto olim excueum, senza indicarne la data del luogo, l'anno o lo stampatore.
CCLXVìll. Rossi (Marco Antonio) Consuetudines, si usus Bonorum Gentilitiorum Status Celani. MS. citato dal Cor-signani alla p. $29 del voi. 2.0 della sua Reggia Morsicano.
CCLXIX. — Notizie istoriche intorno Celano. MS. in idioma latino citato dal Gorsignani alle p. 574., e 576 del voi. 1della sua Beggia Morsicano. Costui fu nativo di Ce^ lano vivea oel 1726 ed erasi già morto nel 1788.
CELLINO
470. Saggio di statistica generale con applicazio-c ne al comune di Cellino in Provincia del primo A-bruzzo-Ultra. Per Agostino Taraschi. Napoli Stabilimento tipografico di P. Androsio, 1851. in <9.°
È di p. 310 numerate, precedute da 4 earte s. n., cbe contengono il bottello, il frontespizio e la dedica a Santo Roberti intendente di Teramo ; una carta in fine del volume s. n. forma l'indice. Per errore tipografico dopo la faccia 72 la paginazione salta di un tratto al numero 82 e cosi erronea prosegue ; U p. 184 à in vece il num. 162 e la p. 187 il num. 167.
Dopo una lunga introduzione intorno alla economia pubblica ed allo studio della statistica , l'autore divide la sua opera io tre libri. Nel tratta del territorio di Cellino, e perciò delle sue condizioni naturali, agricole f manifatturiere , industriali e politiche. Fra le altre moltissime cose ivi narrate rilevasi che Cellino messo nel primo distretto del Teramano , è un paese di circa 200 case tra comode abitazioni e casucce poste sul ciglione della catena di colline che diramandosi dalle falde appennine nella direzione di Sud-Est va a terminare nella città di Atri ; che innanzi a1 Romani e nel tempo del loro universale dominio, faceva parte dell'agro di Atri, e poi fu posseduto dalla famiglia Acquaviva.
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