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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ' biblioteca degù abruzzi
   e degli arcivescovi Chietini traduceodo dal Ialino l'Ugbelli e proseguendo quella serie fino al i83o ed aggiungendovi ancora tulio ciò che di sacro e di religioso esiste nella città di Chieti. Perciò egli incomincia la serie de'vescovi da S. Giù* stino e la termina a Felice Trofimo nel 1524- ; e quella degli arcivescovi dallo sfesso Trofimo nel i5a6 fino all'anno 1822 in Carlo Maria Ceroelli. Finalmente discorre della edificazione e del ristauro della cattedrale di Chieti , delle sue dignità ecclesiastiche, della sua giurisdizione, delle religioni, de' conventi, e de' monasteri di monaci e di monache, degli ospedali e degli altri luoghi di beneficenza. L'opera è corredata di molti documenti.
   556. Miscellanea Hieronymi Nicolini I. C. Thea-tini. — in 4.°
   £ di p. 120, delle quali le prime 117 numerale. Non & frontespizio, ma la sopra trascritta intestazione sul cominciare delia prima pagina. La segnatura di questo libro è da a in p, tutti duerni completi. Le ultime tre pagine, che non sono numerate formano 1* indice, il quale rimane incompleto, esso incomincia alfabeticamente dall'* e termina all' e, e propriamente con I seguenti versi, che nell' originale sono due : Civi-tatem Thetinam temper fuisse promptam ad tustinendum omnia rerum pondera , et labore» prò nottrit Regibus, ibi n. 3 et in to-
   Il Nicolino divide l'opera in due libri, il 1* in i3 capitoli ed il a° io x3. Nel primo capitolo del libro primo traila della edificazione di Chieti (atta oa* greci dopo la distrazione di Troia, secondo alcuni da Teti regina de'Pelasgi e ma* dre di Achille, secondo altri dallo stesso Achille, che per venerazione della madre la disse Teli ; ed io fioe al dire di taluni altri questa città fu fondata da' compagni di Achille. Discorre del modo di vestire de'nobili per distinguersi dalla plebe, e sostiene che Chieti per antichità oou solo sta innanzi a tutte le città di Abruzzo, ma alla stessa Roma per 43o anni; e che per la sua grandezza fu detta grande città, come lo attesta Io steso Silio Italico. Indi fa parola de'suoi privilegi come città demaniale, che passata nel i645 sotto al dominio di Ferdinando Caracciolo duca di Castel di Sangro, il quale la comprò per i7omila ducati, tosto nel 1647 81 r'~ scattò e novellamente fu dichiarata di regio demanio. Nel 3° capo fa la descrizione della città di Chieti e poi quella della Terra e della fortezza di Pescara , del teatro di Cbieti e del dritto di batter moneta accordatole da Carlo Vili, eoa privi-