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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   biblioteca begli abruzzi
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   legio del aprile del i49»>. Nel 3° dice cbe Chieti fu una delle prime città ad abbracciare la religione cristiana, che nel i526 fu elevala a sede arcivescovile, chela cattedrale fu intitolala a'SS. Tommaso apostolo e Giustino vescovo, che questa città e la sua diocesi custodiscono i4 corpi di santi, tra quali quello di S. Marco Evangelista, oltre immenso altro numero di preziose reliquie, ed in fine enumera i monasteri, le congreghe, i benefici e talune consuetudini di questa Città. Nel 4- menziona i diversi titoli de'quali è decorata la città di Chieti, capo di tutta la provincia e metropoli di tutte le allre università ; la divisione falla de' due Abruzzi nel i64>a dal duca di Medina viceré di Napoli, e le attribuzioni del Camerario e degli altri uffiziati regi della citlà di Chieti. Nel 5° e nel 6° seguita a trattare dell'uffizio del Camerario e degli altri uffizi regi della citlà. Nel 7.0 8.° 9.0 io.° ed n.° tratta degli slessi uffizi , di talune leggi e de* privilegi della citià , e della elezione di esso Nicolino a giudice di Chieti , uffizio che da taluni venivagli contrastato. Nel ia° riporta ouanto avvenne tra lui e Niccolò Toppi , per l'anzidetto uffizio di giudice conteso fra loro. Nel i3° finalmente accenna altre leggi ed altri privilegi della stessa città. — Nel capitolo primo del libro secondo poi descrive la peste , cbe nel i656 afflisse tulio il regno di Napoli, e perciò anche Chieti, nella quale città perirono oltre a quattro mila persone ; ra-
   Siooa delle varie attribuzioni del Camerario , e spezialmente ella custodia notturna della citlà , di punire coloro cbe si rinvenivano camminare per la città senza lume dopo il terzo suono della campana, di conservare le chiavi del'e porte della città, e di creare i custodi delle porte ; e fa parola delle altre consuetudini di Chieti. Nel a° capitolo l'autore segue a discorrere delle attribuzioni e delle preeminenze del Camerario e delle varie consuetudini della città. Nel 3.° tratta lo stesso argomeoto e principalmente delle cerimonie solite a farsi allo ingresso dell'arcivescovo in Chieti. Nel 4*° delle gabelle e de'dazi da'quali sono liberi la città di Chieti ed il suo arcivescovo. Nel 5.° di alcune attribuzioni del Camerario e dell'arcivescovo , e di talune leggi e consuetudini della citlà. Nel 6.° 7.0 e 8.° dell' uffizio di giudice di Chieti e delle sue attribuzioni. Nel 9.0 della esenzione dalla gabella per coloro che compravano a minuto il vivo dal monastero di S. Maria di Ci vi tei la della città di Chieti. Nel io.° del dritto che la
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