BIBLIOTECA DEGLI ABKUZ21
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644. Mìci*. Archangeli Lupuli in mutilam vete-rem, Corfiniensem inscriptionem commentarius. Nea-poli MDCCLXXXVI. Ex lypographia Raymundiana—
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È di p. Vili, e 235 tntle numerate ; la p. 336 è s. n. ed à Ferrala. Innanzi alla p. 1. sta una larghissima tavola incisa in rame , sa cui è ritratta la iscrizione di P. Mammio, dopo la p. 104 nna mappa in islampa con la iscrizione Atellana dissepolta nel 1751 sotto le mine della cattedrale di Aversa; e dopo la p. 184 altra tavola incisa in rame con tre monete di Corfinio.
Il Lupoli dopo aver dimostrato che la iscrizione non può appartenere al tempo di Augusto, benché la sua tersa dizione la faccia credere di queir epoca , espone tutte le ragioni per istabilirla del secolo di Tiberio. Passa poi a narrare come Corfioio innanzi alla guerra Italica fu la città capitale dei Peligni, i quali dal fiume Saogro veniyano divisi da'Freola-ni; che Corfioio prima della legge Giulia non fu municipio romano, ma che con la legge Sempronia , emanata nell'anno 6ao di Roma, fu per la prima volta dichiarata colonia dedotta ed assegnatole l'agro. Che da Augusto fu dedotta colonia per la seconda volta ,e facilmente a colonia militare , dopo il principio del suo triumvirato. Che Corfiniò, metropoli de* Peligni, da tutte le città d'Italia, in vece di Roma, fu costituita loro Capitale e capo della confederazione Italica contro Roma. Che nell'anno 670 di Roma fu municipio romano col dritto del suffragio, dell'ascrizione alle tribù e col dritto a' magistrati io Roma. Vieoe poi a trattare del sito della distrutta città e lo fissa dove oggi sorge Pentima sei miglia da Solmona. Finalmente illustra e spiega con molta dottrina la iscrizione. Dalla p. io3-io6 l'autore si applica a commentare la iscrizione marmorea dissepolta nel 1751 nella cattedrale di Aversa e da Michele Arcangelo Patricelii fatta collocare nel seminario aversano — Dalla p. i5o-i5a discorre del valore de'sesterzi e quindi ne paragona la valuta con la moneta del regno di Napoli. Dalla p. 165-173. 197 e seg. fa la storia della città di Solmona e la dice antica città de'Pe-ligni e dedotta colonia da Nerone a testimonianza di Frontino; indi narra la sua origine, le sue vicissitudini nelle varie guerre de* tempi de* romani e la sua distruzione eseguita per ordine di Siila. Riporta infine diverse iscrizioni antiche di Solmona, che illustra. Colla p. 184 termina il Commentario
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