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BIBLIOTECA DEGLI ABRUZZI .
per tanto tèmpo ànno sostenuto non essere riuscita la grandiosa opera di Narciso ordinata dall' imperadore Claudio , e che non mai le a-» eque del Fucino per questo acquidotto si scaricassero nel Liri. = Questa scrittura è pubblicata anche dalla p. 161-180 del voi. X. dei frogrestQ. Napoli dalla tipografia Flautina 1835, in 8.°
L'autore si firma colle iniziali l. b.
693. Comitato della Marsica del Sottintendente Romeo. Napoli stamperia e oarliere del Fibreno 1846.
in di p. 26 numerate.
Tratta delle bonifiche fatte nelle campagne di Scurcola e di Maglia-nò ribassando il bacino dell' Imele nel luogo dove prende il nome di Salto ; e del ri pulimento deir acquidotto costruito da' romani attraverso il monte Arunzo per trasportare le acque del Liri sino a Gese. Espone esaere di utile al distretto di Avezzano, pel solo riguardo economico, la emigrazione della Marsica nello Slato Pontificio, Ragiona poi degli aUagamenti del Campo Manicano prodotti traile acque del fucino, e della restaurazione dell' Emissario di Claudio alfine di impedirli.' In fine sostiene che Torse non possa interamente disseccarsi il Fucino per mezzo dell' acquidotto di Claudio, e che quei lagu non debba interamente disseccarsi.
694. Considerazioni sul progetto di prosciugare il Lago Fucino e di oongiungere il mar Tirreno all' Adriatico per mezzo di un canale di navigazione. Del Maggiore Cav. Carlo Afan de Rivera. Napoli dalla Reale Tipografia della Guerra. 1823 — in 4.°
È di p. 358 numerate precedute da 4 carte s. n., ohe formano U frontespizio, la dedica al dnca di Noto » il permesso per la dedica e l'indice, e seguite da un' altra carta s. n. che a il permesso per la stampa. Il volume è corredato di due tavole incise in fame nella quali è ritratto il Fucino con tutto il circostante territorio.
L'autore dà principio con un discorso preliminare intorno a' vantaggi che potrebbero derivare dalla economia pubblica del reame di Napoli; indi ripartisce l'opera in >4 cap. Nat i° fa la descrizione fisica del lago Fucino con le osservazioni sulle sue alterazioni ; ed in questa narra che la città di Valeria a'tempi di Claudio imperadore non ancora era ingoiata dalle acque, e che per lo straurdinario abbassamento del la-go avvenuto nell'anno 1752 una porzione di essa ricompare ve a secco , a modo che vi furono rinvenute molte anticaglie, fra le quali le statue di Claudio, di Agrippina e di Adriaso* che furono trasportate nella reggia di Caserta. Nel a* Deaeri-