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BIBLIOTECA DEGLI ABRUZZI .
Lolli Sopraintendente della grand' Opera del Fucino , e de' Regj soavi di antichità in quella Provincia , colla quale si mettono in chiaro tutte le difficoltà insorte finora , e si mette in sicuro la felice riuscita di sì grand' opera. (Napoli 1801) in 8di p. 70. numerale.
11 Canonico Lolli avendo proposto al Governo il nettamento deir e-missario di Claudio per restituire alla prosperità quelle infelici terre coperte dalle acque del Fucino per tanti secoli, il suo progetto fu dal Consiglio di Finanze dato in esame all' architetto Cartelli, il quale non solo lo dissappiovò, ma propose una severa punizione pel Lolli. Le osservazioni del Cartelli non convinsero il Consiglio di Finanze, a modo che un seoondo esame fu affidato a'rinomati architetti SUle e Ponticelli, i quali pienamente approvarono quanto dal Lolli si proponeva. Alla fine non ostante allre opposizioni suscitategli contro da gente invidiosa e spinta da vari interessi, il Lolli ebbe affidala la condotta di quella importantissima opera , che già avea in gran parte e con felice successo eseguita, quando il Targioni e La Pira scrìssero due progetti per lo scolo delle acque del Fucino, dichiarando ineseguibile e dispendiosissimo quello del Lolli ; ed in vece proposero un canale «coverto con una strada consolare. A difendere il suo progetto ed a confutare quelli de* suoi oppositori, il Lolli pubblicò la presente Risposta. Dopo aver descritto topografica mente il lago, F emissario, i Piani Patentini e Inlti i circostanti luoghi, dimostra che coloro i quali sostengono non essere riuscita l'opera dell' emissario, restando tante fatiche e tanta spesa inutile , confondono l'emissario di Claudio col canale «coverto formato da' romani prima che si mettesse mano all' emissario, il quale canale partendo dal lenimento di Castellafiume e passando sotto il monte Arunzo ed al di sotto del piano Patentino, va a terminare con diversi rami di fontanili nel comune di Cese ; e questo canale e non l'emissario fu fatto nettare dal contestabile Colonna per uso delle sue razze di cavalli. Indi sulle teslimonianze degli antichi scrittori e di antiche iscrizioni documenta che l'emissario portò le acque del Fucino nel Liri, e che l'opera non si disse riuscita perchè non disseccò interamente il lago ; per la qual cosa 1* imperadore Claudio ordinò accomodarsi per siffaUo fine ; che per la morte di Claudio restò sospesa quell'opera (ino al tempo di Traiano, il quale la prosegui durante tutto il suo regno. ed il suo successore Adriano costituì un curatore per f acquedotto gii in azione. In fine dice questo emissario costruito da Claudio , rifatto da Traiano , perfezionato da Adriano e ripulito da Federico 2° lo avevo e da Alfonso 1° di Aragona re di Napoli, essere il solo mezzo per cui potere ottenere lo scolo delle acque con riuscita ed economia ; e dimostra ineseguibile pel tempo , per la spe«a e pe' danni che produrrebbe il progetto del Targioni e del La Pira.
727. Succinta relazione del viaggio fatto in Àbruz-