quelle dell'età più matura egli riusciva ad esprimere il suo pensiero con straordinaria limpidezza e spontaneità di forma, benché con poco colore e scarso carattere personale; e questo, per la lunga abitudine di reprimere e soffocare, per la sua veste di sacerdote, per il suo uffizio di rettore e maestro e per una certa particolare tendenza dei tempi, ogni inaspettata e incomposta manifestazione dell'anima individuale.
Oltre l'arte del dire egli insegnava, come abbiamo detto,* anche il latino, di cui possedeva larga e sicura conoscenza, naturalmente nel senso umanistico. Ma non aveva nessuna cognizione di greco, del che egli forse si affliggeva ; e i nemici e gl'invidiosi a volte gliene movevano accusa, a bassa voce.
Del resto, ripeto che non era un dotto nè uno studioso, nello stretto senso della parola : era soprattutto un uomo d'ingegno e un profondo e attento osservatore di uomini e cose. E, come tutti i veri conoscitori dell'uomo, era pessimista: egli propendeva a scorgere nelle altrui intenzioni più il male che il bene, e non si fidava di nessuno. Era ben difficile, a proposito di colpe o di vizii nascosti, che dicesse: — Non è possibile. — A questo suo pessimismo aveva contribuito l'esercizio della confessione, specialmente delle donne, poiché egli era confessore di un convento di monache. Quante disillusioni al suono di quelle vocine basse e trepidanti attraverso la grata, e come doveva allargarsi la visione del cuore umano!
Forse avrebbe trovato più facilmente la via di esplicare tutto l'ingegno datogli dalla natura, se non fosse rimasto troppo chiuso nel piccolo ambiente dove esercitava il suo ufficio di canonico e di educatore. Aveva acquistato poche conoscenze fuori del mondo dove viveva abitualmente, e aveva viaggiato pochissimo. Il suo più