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maro che l'epigramma del sig. Boni 0. M., di cui parlammo in uno dei numeri precedenti, provenne da un equivoco; il che essendo stato personalmente riconosciuto anche dal detto sig. Boni, noi ci affrettiamo a restituirgli tutta la stima che merita.
DA ROMA
(Carteggio parlamentare)
li 7 maggio 1876 Spento Alessandro, la discordia dei suoi generali rovinò l'imperò macedone nell'Asia. È su per giù ciò che è accaduto alla Destra italiana dopo la morte di Cavour. Uicasoli, La-marmora, Lanza, Minghetti, Sella, Peruzzi si contesero a vicenda ii vello d' oro, e la Destra si ruppe in altrettante piceole dinastie, .non molto dissimili, sotto certi punti di vista, dalle antiche satrapie. Fieramente astiose fra loro, non ebbero altra cura che di difendere il potere dalla Sinistra, pronte a immolare oggi gli antichi rancori siili1 altare de gì' interessi comuni per ripigliarli domani con maggiore acerbità. Ma ogni bel giuoco dura poco, e sdrucita una volta la nave, i flutti l' invadono e la sommergono. E ciò che è accaduto alla Destra il 18 marzo. Nondimeno un partito che annovera nel proprio seno, (che varrebbe il dissimularlo ?) aon pochi dei più eminenti uomini d'Italia, e che ha legato il proprio nome ai falli più memorabili dell' epoca, cade ma non muore. E la Destra l' ha inteso e pensa seriamente a riordinarsi. Prima necessità, ristabilire la disciplina, ristabilendo la concordia fra i capi. E il Minghetti, l'ultimo generale sconfìtto, ne ha presa l'iniziativa: lodevole iniziativa che onora altamente il carattere del vecchio ministro. Egli ha fatta alla Destra la più grande ferita, ed egli sente il debito di sanarla. Nò I' Italia vorrà avergliene male. I romani si effusero taciturni fuori delle porte della città, ed accolsero con mesta riverenza il console Vairone sconfitto a Canne, perchè non avea disperato delle sorti della patria: perchè mai gì' italiani farebbero il viso dell' armi al Min-"hpiii. ciuandò tenta di ricostituire sotto mi-
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parlando di sè, e pur dichiarandosi obbediente al volere degli amici, dice di non sentirsi i-doneo all' allo uffizio. Il mio nome, soggiunge, è troppo immedesimato colle tasse, che affliggono il paese, e molte prevenzioni e molta impopolarità pesano sul capo mio. Fui il primo operaio del terribile edificio I Un personaggio importantissimo consultato in proposito, con o-nesta franchezza, mi sconforta dall' impresa. Che il partito lo sappia e si consulti maturamente prima di deliberare!
Queste dichiarazioni sincere o simulate cho fossero, non valgono, e gli adunati conferiscono il suffragio al fiero biellese e lo scelgono a loro capo.
Il personaggio importantissimo accennato di sopra è il Lanza, che non intervenne alla seduta. Evidentemente egli è imbroncialo e non approva la nuova evoluzione del Minghetti e do' suoi amici. È troppo duro il Lenza per piegarsi alle perpetuo flessibilità del Minghetti, e troppo orgoglioso per patire in pace che il suo giovane ministro delle finanze gli sovrasti di tanto. Sarà ciò il seme di nuove discordie, da aggiungere alle vecchie non bene sopite? È ciò che H' avvenire dimostrerà.
Anche la Sinistra ieri sera si è adunata alla Minerva sotto la presidenza del Depretis. Stabilì che il capo virtuale del partito abbia ad essere il presidente del consiglio. Pregò nondimeno il Depretis, per viste di disciplina, a scegliersi un luogotenente generale: scelta che cadde sul Crispi. Il Nicolera disse fra gli applausi che in vista dell'attitudine della minoranza egli si affretterà a compiere il programma del partito. Cbe vuol dir ciò? É forse la campana di Moth tecitorio che suona a morte ? Non sarebbe improbabile.
Rivista amministrativa
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Si domanda se la carica di esattore fondiario sia incompatibile con P ufficio di consigliere comunale. Senza tanti preamboli e senza avere la presunzione d' impancarci a maestri, possiamo affermare che tale incompatibilità pur troppo esiste, e a meglio persuadere i lettori, trascriviamo un parere dot
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questa provincia cho rivestono ancora l'ufficio di consigliere comunale, ma il p*ss;ttt» prefetto non si è dato di loro vermi pensino ai mondo avvegnacchè egli preferiva starsene sempre li cheto ch'Ho ed imputato come il santo Ermolao beato e duro del Giusti':
Cho a rompergli la testa co' malanni Era lo stesso come diro al muro.
Y.
Informazioni e ricordi
Sappiamo che il 5 volgente fu firmato il decreto cho nomina procuratore del represso questo tribunale I* avv. Francesco Griso li a, che già coperse con pubblica lode il medesimo uffizio presso i tribunali di Nicastro e di Sala Consolimi.
La nostra provincia che conosce l'eminenti qualità inorali e intellettuali del Grisolia, accoglierà con gratitudine questa notisia, sicura che un magistrato di tanto valore e di così inflessibile indipendenza di carattere rialzerà fra noi il credilo dall' ordine e la maestà della legge.
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La Gazzetta questa volta ci ha degnali di uno sguardo. Non sappiamo a che ascrivere /' insigne onore...... Che mai avesse a pentirsene presto?... Diavolo non vorremmo crederlo !....
All'articoletto sul dazio di consumo risponderemo sabato. Oggi due parole sugli attacchi.
Dunque da qualche tempo in qua la buona Gazzetta assisto allo scandalo di vedere attaccate le primarie Autorità senza una ragiono al mondo. Anzi vi ha di più: gli attacchi, via, si comportano, ma le ingiurie.... Ohi le ingiurie... è troppo, troppo davvero!
Adagio, la mia .buona zitellona, adagio; e innanzi tratto sì rimangi quelle ingiurie, cho possono essere adoperate da lei e da suol a-inici, che non sanno che leccare i polenti e calpestare gli oppressi - non già da noi, che spesso pigliamo la causa di questi contro di quelli, e che non fiossi da invidia nè da altre ree passioni, anche nell' attacco serbiamo la misura e la dignità, propria del nostro carat-
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muro. hgli ha fatta alla Bestia la più grande forila, ed egli sente il debito di sanarla. Nò l Italia vorrà avergliene male. I romani si effusero taciturni fuori delle porte della città, ed accolsero con mesta riverenza il console Varrone sconfitto a Canne, perchè non avea disperalo delle sorti della patria: perchè mai gP italiani farebbero il viso dell' armi al. Min ghetti, quando tenta di ricostituire sotto migliori auspici il parlilo moderato, che pure ha resi così eminenti servigi al paese? La costituzione definitiva dei partiti col retto funzionare degli ordini liberi, non sarà I' ultimo vantaggio dell'avvenimento della Sinistrai.....
All'invito del Minghetti 117 deputati intervennero ieri sera a Montecitorio. Egli calmo e sereno, ma non lieto e festivo com' è suo costume, pronunciò un discorso notevolissimo. Si sentirà che qualche segreto pensiero lo struggeva, e che non senza pena s'accingeva a deporre io scettro lungamente ambilo e tenuto non senza onore. Disse che tre cose a suo giudizio costituiscono il partilo: la comunanza nei principi, la concorde determinazione del metodo e la scelta dei capi. Discorse brevemente la prima, scagionando la Destra dall'accusa di avere abbandonalo il poncetto delle riforme amministrative e tributarie, e di avere esagerata la teorica dell'ingerenza governativa. Circa il metodo disse che I1 opposizione deve essere longanime, per non logorare le forze proprie e quelle del Ministero conguerricciuole infeconde, ed aver sempre unr con cello da sostituire a quello contrastato. Evidentemente i vinti hanno P orgoglio d' insegnare ai vincitori le vie della vittoria! Sulla scelta del capo fu grave e solenne. Disse: volete un comitato direttivo, o nn capo unico? Il primo partito si attaglierebbe meglio alle precipue condizioni della nostra parte; ma il secondo conferisce di più alia rapidità dei movimenti e degli attacchi. É l'unghia che tradisce il leone ferito!... Parlò di sè con modestia e dignità, e scartata l'idea del comitato, finì per proporre il Sella a ge-fierale in capo, e sedette fra gli applausi.
Sorge il Sella pallido e commosso. Ammira Palla virtù del Minghetti, che brucia lo scettro ««ir aliare della coucordia, ed augura lieti e-trtll al partilo da cosi nobile inizio. Prosegue
improbabile.
Rivista amministrativa
Si domanda se la carica di esattore fondiario sia incompatibile con P ufficio di consigliere comunale. Senza tanti preamboli e senza avere la presunzione d' impancarci a maestri, possiamo affermare che tale incompatibilità pur troppo esiste, e a meglio persuadere i lettori, trascriviamo un parere del Consiglio di Stato, in data 18 marzo 1873, dal ministero adottalo.
«A fronte dell'art. 14 della legge 20 aprile 1871 sulla riscossione delle imposte dirette, combinato cogli art. 25 e 222 della legge comunale nè P esattore può essere nominalo consigliere, nè un consigliere comunale può assumere, sia per nomina, sia per aggiudicazione, J' esercizio dell' esattoria del comune a cui appartiene, o del consorzio di cui il suo comune faccia parte. >>
Arrogi che in base a questo parere il ministero della finanze ha receduto dall' interpretazione data in senso contrario con decisione dellì 3 agosto 1872.
Vi ha receduto con oircotore f7 giugno, 1873 ai prefetti, ove si raccomanda di negare 1' approvazione, di cui agli art. 3 e della alle nomine di esattori che coprono 1' ufficio di consiglieri comunali, onde il conferimento dell' esattoria sarebbe di per sè nullo; nel quale caso hawi di più, che quando i' salloria si conferisce all' asta pubblica, la rap-. presentanza, in senso dell' art. 12 del regolamento ottobre 1871, dovrebbe respingere dall' asta gli aspiranti che non ^facciano dichiarazione di non trovarsi in tale incompatibilità, o contro i quali fosse notoria la sussistenza della medesima.
La circolare soggiunge ebe, quanto agli esattori già nominati e che pure sono consiglieri del comune e dei comuni compresi ne!!1 esattoria, i prefetti si adoperino per ottenere la rinunzia al posto di consigliere, dimostrando ad essi che non potrebbero fare altrimenti, considerato che a quello di esattore non possono rinunziare perchè si trovano vincolati con un contratto.
E con tutto ciò vi sono taluni esattori di
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si comportano, ma le ingiurie.... Oh! le ingiù ne... è troppo, troppo davvero!
Adagio, la mia buona zitellona, adagio; e innanzi trailo sì rimangi quelle ingiurie, cho possono essere adoperate da lei e da suol a-mici, che non sanno che leccare i polenti e I calpestare gli oppressi - non già da noi, che spesso pigliamo la causa di questi contro di quelli, e che non ffiossi, da invidia nè da altre ree passimi, anche nell' attacco serbiamo la misura e la dignità, propria del nostro carattere.
il - Sì, abbiamo attaccalo Cavagnoli, P amico della Gazzetta, destituito da Cantelli .«otto il peso di (infiltro o cinque querele, con quello care rubriche di furti, violazione di libertà individuale, diramazione ec.: abbiamo attaccalo Capponi, trasferito da Vi gli ani a Sarzana, tribunale circondariale di poca importanza: abbiamo attaccato Maccaferri, mandato a pigliar I' aria fresca nrlte pròva!li alpine. E per centrino abbiamo difeso Cavarocchi, proprio lui, un miserabile, diseredato dalla fortuna, livido di sangue e coperto di battiture, ma innocente.... sì innocente e assoluto perciò dall' incorrotta giustizie del tribunale.
Che ne dice la Gazzetta? Erano infondali gli attacchi e ingiusta la difesa ? Il pubblico deciderà....
LV-altra parola - una delle due: o abbiamo atiaccato con fondamento, e non sappiamo di che ci si rimprovera ; o 1' abbiamo fatto a torto per fini biechi e maligni intendimenti, e perchè fa Gazzetta la grave Gazzetta non è scesa in campo, paladina degli oppressi ? Non è più beila, e più comoda la difesa che I' ait.ìcco? Perchè appena comparso il Corriere ella si rituffò nel brago, come fanno i ranocchi all' approssimarsi della tempesta,, e si ritrasse nel guscio
Come face le corna la lumaccia?
Ma vi sono delle accuse gratuite, che non si rilevano, perché cadono da sè. Baie; signori della Gaz-tettabaie da dare a intendere ai fanciulli il dì della befana. ,.. Gli è che sapete benissimo anche voi cho avete tra mano una causa pessima e odiosissima aHa pubblica opinione!.... M1 intendete'^....
F. Tafiìorelli dire tore responsabile
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