CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Anno 11%
    Sabato 13 Met^grio Ì876
    . 30
    
    IWZ21 ABBONAMENTO
    Anno . . L. 9
    Se. iti fistn® . " 3
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    In me>e . » J 23
    Per l"* Estero aumento delle s^o&e puslali
    Ub «M-eero ««paralo .errata «eoi. 1-9.
    P0LITIC0-LETTEHAH10
    Esce il Merooledì © il É3o.k>»to IN TERAMO
    La po itiea dalla settimana
    Le cose dJ Oriente hanno degli^lti e bassi. Oggi sembrano più fosche di jeri; I'ii3surrezi«-n* -che jeri pareva vicina ad' essere soffocata, oggi risorge più forie e minacciosa. Un programma degl'insórti cristiani della Bosnia in ita i loro compatrioti musulmani a difendere i propri dritti e la propria autonomia. La Bulgaria, incoraggiata perciò dai suol vicini, si appresta a chiedere al Sultano la si a indipendenza, Cotesto è un sintomo che tutta la penisola balcanica, è prossima ad ardere coltro la Turchia.
    Intanto, perchè si aggravi meglio la situazione, si aggiungono ora i fatti di Salonicco. Usa giovine bulgara, che era condotta a farsi musulmana apostatando la sua fede cristiana, fa divelta dalle mani musulmane per opera dei cristiani, istigati, dicesi, dal console americano. I musulmani, adirati di cìò^si sbagliarono contri i cristiani e nel conflitto trucidarono i consoli di Francia e di Germania. E superfluo i- «^mmozione che ne successe nei go-
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    grante violazione degli ordini costituzionali.
    A voler prescindere, in fatti, dai mille abusi invalsi e dalle tanto irregolarità che intralciavano il naturale andamento e impedivano il buon esito della cosa; e a voler tacere, in ispecic delle liste elettorali manomesso e alterate, secondo che così o così avesse dettato lo spirito parziale della passata aniministrazione, si domanda: dov'era la libertà dei .votanti ? Dove il rispetto, che pur si doveva, alla indipendenza del loro ufficio ? Chi, tranne
    10 scarso numero degl'intrepidi, poto* calmo e tranquillo seguire in tal bisogno
    11 dettame della propria coscienza ? Son forse un mistero le insidiose arti del potere per aver dalla sua quanti glie ne capitavano ? Sono un' invenzione i pattuiti favori e le promesse onoranze, onde per le elezioni e subito dopo le elezioni lar-gfieggiavasi verso i collettori, di schede partigiane? Sono'una chimera le acerbe quanto ignobili lotte che si combattevano contro le più oneste riputazioni a solo fine di portare fin dentro la Camera il
    Virtzi&ae ed Amm ¦ ni stia zi onc tòno pi ovtistriamenle presso la Tipografi* del giornale
    Inf'orworvft in t" pa.Tins coni. 18 per 1U w»a ln«gli«/.y.a di «solonna - In pattina iccst.. IS - Per pia iu«errìoui éi m une scolto - 1.9 !lc!loro aPraììcair, e < ialiti po-. girili de bili/ino essere diretti alt' ullìuif» dei '" Uorrierr Abiuzzesa in Tortaio, jfon si resti tu ieruni) < iiHtnnsuittk.
    elettorali seppero raggranellarla; e la più parte delle parlamentari deliberazioni ebbero a rivelare il vizio intrinseco dei principi, ond' erano informate. E poteva essere altrimenti? Certo che no. Chi di gallina nasce, convien che razzoli : e tanto anch' essa 1' ibrida maggioranza razzolò, che non pure ne fu stanca la pazienza degli amministrati, ma tin nel deciso partito della Destra ebbe da ultimo a seguirne lo scoppio inevitabile della mala contentezza.
    Fu così che, dopo sedici lunghi anni di errori e di colpe," cessò un sistema di mal governo amministrativo, e succedette ad esso un indirizzo più illuminato più retto e più liberale della cosa pubblica.
    Non tutto però si arresta qui, ed occorre ben altro per lo meglio d'Italia. Le nostre istituzioni, per ciò che si è detto, han molto sofferto in tal periodo di tempo, e ne sono rimaste, bisogna confessarlo, estremamente avariate e matconee. IT perciò d' uopo reintegrarne il concetto, ravvivarne lo spirito, e rimetterne in piena osservanza il diritto e I' uso: lo che sarà     
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    I «a giovine bulgara, che era comi pi la a farsi musulmana apostatando la sua fede cristiana, fu divella dalle mani musulmane per opera dei cristiani, istigati, dicesi, dal console americano. 1 musulmani, adirati di ciò, si scagliarono contro i cristiani e nel conflitto trucidarono i tivosoli di Francia e di Germania. É superfluo dire la commozione che ne successe nei governi europei, \ quali si affrettarono a mandare in quei lidi navi da guerra. Il nostro governo immantinente spedì una piro corazzala ed un avviso. La Turchia promise di rendere le mag gì ori soddisfazioni e di usare tuli1 il rigore per punire i co-pevol . 1 e ultime nolizie cons-. a a-no la tranquillità che regna oggi a Salonicco Staremo a vedere se la Turchia saprà tutelare H drillo internazionale, sommamente olfeso per la morte dei due rappresentanti francese e tedesco.
    Le elezioni generali
    Ci scrivono dalla provincia chietina in data 10:
    Può dirsi che P assemblea dei deputati com' ella è oggidì, sia una schietta e legale rappresentanza del paese?
    A questa dimanda noi, se non in senso assoluto, in un senso relativo rispondiamo di no.
    Imperocché, per giudicarsi vera e legittima una tale rappresentanza, bisognerebbe che le condizioni occorse nelle ultime elezioni trovassero esatto riscontro con la spontanea determinazione degli animi e con le prudenti norme della legge; ma ciò è appunto quel che fa difetto nel nostro caso.
    E invero, chiunque abbia assistito e preso parte alla prova degli ultimi comizi, ai è dovuto intimamente convincere come cv*j altro non fossero che un'assoluta negazione del diritto elettorale ed una fla-
    forse un mistero le insidiose arti del potere per aver dall i stia quanti glie ne capitavano? Sono un'invenzione i pattuiti favori e le promesse onoranze, onde per le elezioni e subito dopo le elezioni lar-gheggiavasi verso i collettori, di schede partigiane? Sono una chimera le acerbe quanto ignobili lotte che si combattevano contro le più oneste riputazioni a solo fine di portare fin dentro la Camera il sistema d' un abbietto servilismo? Intorno a ciò non ci ha giustificazione nè scusa che tenga. Quello che noi diciamo è storia, non vuota declamazione; e i fasti e-lettorali, di questi luoghi specialmente, stanno lì per farci piena ragione.
    Che erano mai sino a jeri i diversi ordini di autorità e che facevan essi? Erano e facevano tutt1 altro da quel che si dove a; a tal che tu vedevi il primo magistrato di provincia disertare affatto l' ufficio precipuo di vigile amministratore e spogliarsi in farsetto per compiere ammodo il mandato di emissario politico; P alto impiegato di finanza valersi di questa come d' una leva potente a smuovere le opposte volontà e a vincere le più gagliarde resistenze ; gli agenti di polizia e ì guardiani armati della pubblica sicurezza convertirsi in altrettanti strumenti di cor-ruzione o di vendetta a servigio dei dominanti; e tutti in fine i subalterni, chi più chi meno, cospirare talmente al conseguimento dello scopo, che,- trovato o-nesfco ogni mezzo e reputato giusto qualunque genere di eccéssi contro la libertà, ? dove gli uni (novelli falconi da caccia) avevano il carico assegnato di ghermire *, i voti, gli altri erano destinati a tonare il sacco.
    Che do ve a. quindi derivarne? Che non potessero venir buoni effetti da sì trista causa, come da quercia non vengono limoni. E però le urne riboccarono di nomi imposti; la maggioranza (fatte molte ono-revoli eccezioni) fu quale i turpi maneggi
    retto e più liberale della cosa pubblica.
    Non tutto però si arresta qui,, ed occorre ben altro per lo meglio d'Italia. Le nostre istituzioni, per ciò che si è detto* han molto sofferto in tal periodo di tempo, e ne sono ri in aste, bisogna confessarlo, estremamente avariate e maJconce. IT perciò d1 uopo reintegrarne il concetto, ravvivarne lo spirito, e rimetterne in piena osservanza il diritto e I uso: lo che sarà opera di quel festinn lente, ond' è capace il senno e il patriottismo dei novelli ministri. Ma non sarà mai presto far si eh© il Parlamento torni ad essere, qual deve fedele interprete della maggioranza del paese; e ciò non avverrà sino a che il peccato d' origina delle ultime elezioni non si cancelli col battesimo delle nuove, che è quanto dire con la piena libertà de' suffragi.
    Ci pensi dunque per tempo il governo e batta il chiodo ora che è caldo; giacche spesso chi non sollecita si mette al risico di perdere I' occasione.
    11 Meeting Abruzzese
    Ecco il riassunto del discorso d?< sig. G. De Sanctis:
    Scopo di questo popolare congresso è di con gratularsi della trasformazione politica che dono Iti anni si è compiuta'in Italia, ti ih quella occasione che stringendoci la mano, cittadini elettori ed operai abruzzesi, concorreremo a ' so iteci taro il Governo perchè provveda al ben' essere di coloro ehe impiagano il senno e la mano nel lavoro. È uffizio dei governanti di promuoverlo agevolarlo, compensarlo.
    L" oratore svolge questa idea; indi conchiu-de : giovane anch'io ed operaio del pen siero, senio ancora il vuoto del passato che deva assolutamente riempirsi co' fatti di un glorioso avvenire, ove il Governo voglia aver l'appoggio del popolo. Termina invitando l'assemblea a gridare: viva la fratellanza abruzzese, e viva PUah'a e la liberlà!
    La Comm'ssione prò mot ri ce ebbe, tra le