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altre, anche questa lettera dell'avr. L. Patrizi ex direttore dell1 Ila li a Meridionale
Egregi cittadini
Se la malattia di mio figlio non mi costringesse a restare in ca
in prima io credo sia urgente lo sciogliere la Camera e'eltiva. Essa porla sulla sua fronte ed ha innata nel suo seno la macchia infame del peccati d' origine impressale dal Gorra e suoi sbirri. Quali arti siansi adoperate dal caduto ministero per ottenere quella maggioranza che di un tratto gli sfugge di mano, a tutti è m t >; ed io ebbi agio parecchie volle porle in chiaro nello colonne del mio giornale (Italia JSJertd J, che 1' arbitrio fiscale rainghcltiano.- con so-lonue abuso credè dover strozzare.
Con la Camera altua'e non è possibile poter governare a lungo; già tulli sanno che gli uomini di destra stanno preparando una evoluzione per riprendere il potere e tiranneggiarci di nuovo, Gli e dunque necesjar q che tulli i migliori 'cittadini si sforzino per persuadere il governo allo -scioglimento della Cantera, lì così che dalle urne liberamente co usui la e, potrà uscire, come disse Depretis, la rappresentanza re-ile dei pae-e; perche, abbìamq pur troppo spesso vedu » il paese ledale phsmato a be;onda dei voleri di ohi può dispone dei fondi segreti.
Ed è dalla rappr.-s nt.vn a del paese reale, egregi cittadini che potremo vedere secondale al lino i nostri voti, nò le urne saranno più le interpreti di una minoranza che si dissse il paese legale.
Voi ben vedete, o cittadini, che io alludo al riordinamento della I gge elettorale, secondo il concetto del nostro amico Caivuli. Vi pare e^li infatti ragionevole che una popolazione diottre 2t> milioni conti poco più di oOO.OOO elettori^ E quattro q itili sono impiegali che obbediscono quasi sempre a chi tiene il manico della gran mestola ?! E fra questi 500,000 ole tori sono, pure quelle schiere di sbirri, di guardie di dogana e carcerarie che tuta vedemmo accostarsi alle urne al cenno imperativo del Gena e del Cantelli!!
Inferni ala coàì la nuova ràppresentania. si potrà radical-
a caro prezzo che nolla sterile Inghilterra. Bisogna ricordare che a tempo dei Romani la Sicilia e la Sardegna bastavano a sfamare le innumerevoli popolazioni del vastissimo impero; e l'Italia tutta non potrà bastare a sfamar® i Suoi figli?.'!
Meridionali ed unitari noi doveri, vogliamo e dobbiamo esserlo egualmente nei dritti; la viabilità, i canali irrigatori e tutti gli altri vantaggi agrari che hanno nel Piemonte nella Liguria, nella Lombardia ecc. dobbiamo cercare anche per noi cbe pur tanto per 1' edificio nazionale facemmo.
Ma per ottenere tutto ciò bisogna mettere in pratica grandi economie che non si otterranno mai finche avremo tante prefetture e sottoprefelturc, finchò non si ridurranno i tribunali moltiplicati dai consorti, finché non si manderanno alle case quei tanti questurini che furono buoni soltanto a fomentare la maffia in Sicilia, la camorra a Napoli, il furto a Torino e il mal costume ovunque.
Del resto, o cittadini, come possiamo noi ottenere le bramate economie, se sono oltre a 50, dico e sostengo oltre a 50, le lasso che si pagano? L'Inghilterra la più florida potenza del mondo ba una tassa unica e progressiva. Non potremmo o meglio non dovremmo noi adottare il sistema della tassa unica? E anche su questa unità di tassa che noi dobbiamo fondarci, ed in avvenire trovare la convenienza e per lo Stato e pei contribuenti.
Solo svolgendo così il programma politico economico noi potremo vedere estinta, come spera 11 Depretis, la circolazione cartacea a tutto il 1867.
Dolente di non potere meglio svolgere a voce costà questi concetti io fi:; i degli Abruzzi vi rinvio il mio saluto o vi propongo il scgie^le
Online del giorno Il comizio dei cittadini abruzzesi tenutosi il 30 aprile 1876 in Pescara, invila il ministero di Sinistra a Jseioglierc la Camera , èrchè CQn la rappresentanza del paese REALE si potranno ottenere le riformo radicali polilieo-amministrali> e di cui il paese ha bisogno e passa all' ordine del giorno.
Accettalo egregi cittadini il mio affettuoso saluto é credetemi
Tutto vostro Avv. LilGl ììsumardi PatWIzV
rzie
Chieti 8 maggio 1876.
Vi promisi di scrivervi qualche cosa sulla riapertura del nostro Teatro Marrncino,ed ec-comi a tenervi, la parola. E primieramente sento
, addobbo dei palchi; ricchissima I iHomi»*. zione a gaz. Il pubblico vi accorre num*r*~ sissimo ogni sera; e trova che questa volta H Municipio ha fatte le cose por bene, non f?**, nando sa qualche migliaio di lire di più, * riponendo la sua fiducia in persone co?npotentissime, che vi hanno così splendidamente corrisposto.
La stagione teatrale è ijatìt inaugurata fot la grandiosa Opera-ballo Faust eseguita da \u>& compagnia di valenti artisti, i quali facendo gustare le belle dillicullà della musica del Goti-noi! interpretano a meraviglia la sublime creazione dol Goéthe.
La signorina Lorini (Margherita) riscuoti meritali applausi, e sa trarre portentosi effe!li da una voce, che, se non può dirsi robustissima, è però tanto modulata ed agile da non temere confronti. La scena dei gioielli, ed il duetto con Faust le procurano ogni sera prolungati evviva e chiamate al proscenio.
Il tenore sig. Ugolini (Faust) ha bellissimi roce, ma !« economizza soverchiamente, e rivela direi quasi a sprazzi la sua indiscutibile valentia. Ha una specie di accidia, dalla quale, speriamo, riesca a guarirlo presto la simpatia che il pubblico gli dimostra.
Benissimo il baritono sig. Masi nella parte di Valentino: ha voce estesissima, accento appassionato, e distinzione di modi non comune.
Mi resta a parlarvi della signora Treves (Siebel) e del basso sig. Garcia (Mefistofele). La signora Treves ha una sufficiente voce di Contralto, o, perfetta disinvoltura sotto F abito maschile, che fa risaltare evide demente le grazie della sua bella persona. Applaudita sempre, essa ò riuscita a galvanizzare tino un cadavere, il Nicate, che nel suo numo'o di ieri. dà ri posto d' onore ad un articolo in di lei omaggio. Infine il sig. Garcia è un Mefistofele iuap-punlabilè. Artista provalo, piace moltissimo, ma la sua voce è leggi erme ole rauca.
I cori numerosi e ben concertati. Quella dei vecchi è di un e fletto stupendo, e se chiede ogni sera il bis. Splendida la minr ** scéne e la parte coreografica. È uno spellaci insomma cho sott1 ogni riguardo, può sdirai
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Voi ben vcdclc, o cittadini, che io alludo al riordinamento della 1 gge elettorale, secondo il concstlò del nostro amico Istruii. Vi pare §p, infalli ragionevole che una popolazione di olire 2t> milioni conti poco più di 500,000 elettori? pj quadro q itili sono impiegati che obbediscono quasi sempre a chi tiene il manico della gran mestola ?! E fra questi 500,000 ole (ori sono, puro quelle schiere di sbirri, di guardie di dogana e carcerarie che lutti vedemmo accostarsi alle urne ai cenno imperativo del Gerra e del Camelli il
Informala coàì la nuova rappresenlacua, si potrà radicalmente forse riformare tutto il nostro sistema tributario , è con giuste ecuiromie si p >lrà allora, senza aumentare 1'uscita e>sere soddisfatti dell' entrala, che non fu mai bastevole al governo sedicenne di una triste fazione.
Con queste larghe veduto, si potrà rif rmare I iniqua tassa del m tcinala , cho meglio dovrebbe chiamarsi la tassa (leila pubblica miseria.
Tutti gli onesti patroti debbono far voti per la riforma della lassa i!ella pubblici miseria, i;è più deve tollerarsi che nel paese il più ricco, ii più foglile del mondo, il pane si paghi più
APPEN DICE
MOLTO RUMORE PER NULLA
COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUA VIVA
(Continuazione, vedi N. prec.)
Beatrice Questa è una fortuna per le donne; in diverto caso avrebbero un noiosissimo amante. Grazie a Dio ed al mio sangue freddo in ciò almeno siamo d' accordo; preferisco 1' abbaiare del mio cane ai corvi, all' udirmi pronità iar da un uomo parole d' amore.
Benedite? 11 Signore vi conservi sempre questo opinione! così qualche povero uomo non avrà il viso graffialo.
Beatrice Se fosse un viso come il vostro, lo sgraffiarlo non lo farebbe diventar peggiore.
Be ned tt> Brava! siete una eccellerle insegnatrice di pappagalli.
Beatrice Un uccello colla mia lingua vai meglio di una bestia qualunque con la vostra.
13 me tic Ilo Volesse il ciclo che il mio cavallo possedesse la rapidl.à della vostra lingua, e sì a lungo durasse: ma ora Lisia, per amor di Dio, io ho finito.
Beatrice Gii vi conosco da un pezzo, finite sempre con una freddura.
__________ v,0. s. ,vllll,m ii min uiteuuuso salato C credetemi
Tutto còslro Avv. LÌjigi Bsunaudi Patrizi
Notìzie Artistiche
Chieti 8 maggio 1876,
Vi promisi di scrivervi qualche cosa sulla riapertura del nostro Teatro Marrncino,ed eccomi a tenervi la parola. E primieramente sento il bisogno di tributare i dovuti encomii all'Ingegnere s';g. Giovanni Vecchi, che con tanta perizia d' arte, buon gusto, ed infaticabile e-nergia ne ha ideati e diretti i lavori di riparazione e d1 ingrandimento. Il Teatro è oggi un vero bouquet di eleganza, sul quale esimii artisti, come il Samoggia, il Ponticelli, il Ma-lagodi hanno sfoggiato il loro ingegno nelle splendide decorazioni della sala, nello stupendo telone, nel bellissimo scenario. Bello
Don pedra (volgendosi al seguilo) Lionato, insomma, messer Claudio e Benedetto, 1' amico Leonato v'invita tutti. Gli dissi che qui ci tratteremmo un mete, e mi risposo sperare .:he si desse alcuna circostanza da farci oltre rimanere. Oso affermare non essere egli un ipocrita, ma aver parlato Col cuore.
Le màio V. A. ben si appose ed affermò il vero; benvenuto dunque, signor mio' vi debbo ogni riguardo e dovere essendo voi riconoiliato col principe vostro fratello.
Don Giovanni Grazie: io non son uomo di molle parole, ma vi ringrazio.
Leonato (a Don Pedro) Vuol entrare V. A.?
Don Pedro Datemi la vostra mano, Leonato; entriamo insieme.
(Entrano nel palazzo di Leonato tutti, meno Claudio e Benedetto).
Glaudio Bonedetlo ! ossorvasii la figlia di Leonato? ,. Benedetto Non !a osservai, la vidi.
Claudio Non ti sembrò essa una leggiadra e modestissima damigella?
Benedetto = Domandi il mio semplice giudizio, o quello della mia professione, cioè tiranno del loro sessu?
Claudio No, parla, ti- prego, con giudizio sano.
Benedetto Ebbene, in fede mia io credo essa sia troppo bassa per una lodo alta, troppo scura per una chiara lode, e Iroppo piccola per una lodo grande; solo posso tributarle il seguente compenso: se foste diversa da quella che è, sarebbe brutta ed essendo quella che è non ini piace.
essa e riuscita a galvanizzare uno un cauaven» , il Nicate, che nel suo nuino-o di ieri, dà , I posto d'onore ad un articolo indi lei omag^ I gio. Infine il sig. Garcia è un Melistofele Hi E puntabile. Artista provalo, piace moltissimo I ma la sua voce è leggiermeiilc rauca.
I cori numerosi e ben concertati. Quello I dei vecchi è dj un effetto stupendo, e sj chiede ogni sera il bis. Splendida la mise § E scéne e la parte coreografica. È uno spettacolo insomma cho soli' ogni riguardo, può affroa, , tare le Critiche e le appendici d' Arcais, e che, diciamolo *pure, è di moHo superiore a' mezzi dei quali si può disporre In un Teatro di provili eia'..',
Stasera concerto generale del fìigoletto, dove invece della Lorini e dell' Ugolini, canteranno la Cottas ed il Baragli: probabilmente andrà in iscena domani insieme al grandioso ballo Nelly.
Non chiudo la presente senza dirvi che i maggiori elogi per 1' ottima esecuzione det
Claudio Tu credi io trastulli, ma ti prego dirmi sinceramente come li compiace.
Benedette Chiedi di essa con molla insistenza, vorresti compra/la?
Claudio Può il mondo comprare simile gioiello?
Benedetto Senza fallo, ed anche un astuccio per rinchiuderlo. Ma parli sul serio? O mi tieni a bada per dirmi poi che Cupido è un buon cacciatore di lepri, o Vulcano no hujn falegname? Orsù in qaal chiave bisogna risponderli;» imbroccar nella canzone?
Claudio « Ai miei occhi è la più soave creatura ch'in mai vidi.
Benedetto Io veggo bene senza occhiali e non vedo qnfr-slo; sua cugina, se non fosse una furia, la eltrepasserebbt in bellezza, come maggio supera dicembre. Ma spero non abbi intenzione di diventar marito/
Claudio Ah/ sebbene io abbia giurato il contrarie, temo non mi fiderei di me slesso se Ucro ad esser mia me* glie acconsentisse.
Bmedetio Per bacco 1 siam già arrivali a questo? 5»» àvvi al anndo un solo uomo che porti la sua berretta seiai sospetti? Non vedrò adunque mai più un celibe di sessant'aam? Continua pure, in fede mia/ e quando il Ino collo aonsolo porterà il giogo, ma ne serberà eziandio le impronte, aliata rimpiangerai i perduti giorni di festa. Osserva, Don Peilf* ritorna a cercarli. (Don Pedro ritorna)
(CohI/MM)
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