CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


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    Fatisi si iAKbono ali1 egregio maestro cavalier H jfeniani, il quale come direttore ti' or-rhesliw, è uno     Co riere delia moda
    Lettera ad una signora
    Eccoci nel mese di maggio, signora mia.
    to su, mi risponde lei. Ma io ho volalo ricordarglielo, perchè; con una temperatura sì h.t->sa, come abbiamo ia qu'è c sere che lo dimentichi
    SìHiiwf dunqne nel mese di maggio, in piena primavera, e >nl limitare della calda stagione Questo mc»e vede la terra che verdeggia, gli albori che fruttificano, i giardini ohe ri->plenduqo ti i fio fi dai brillanti colori. Dicono pure che maggio sia il Uttiasì degli asini, nn ques.Io non fa per lei, ani/i, per farle piacere, dirò clic è il mese della rosa, colorila come lo sjue guance, odorosa come (me l' iiuagino) il suo seno.
    ¦ \a inai a paleggiare per il nostro, cosi dello, giardino pubblico, laggiù dietro la chiesa della Madonna?
    Non le dò tempo a rispondere ho so che lei non ci va., perchè le è in erdetto dalli barocca consuetudine di non u-ture che in sulla >*ra, all' ora dei pipistrelli, Eppure;, quanto bene farebbero lei e le sue compagne, se andassero a rallegrare quei viali e contemplare quelle belle ajunle del mi-cìusoopi co giardino del Municipio. Chis.-à che, vedendolo frequentalo da loro, i nostri padri coscritti non si commuovano ad aberrare (,ucl muro che lo interseca, a coltivare a giardino il resto dell' or q, e a iormare nel boi mez/.o un tempietto per la musica.
    Le piace l'orse più la passeggiata di S. Giorgio? Ma, allora bisogna attendere a[lro tempo pqiché si apra q.iella tal birreria... di là da venire. E bisognerà pure che si raccomandi alle guardie municipali dinoti far rompere dai nvonclli i rami degli alberi che C'ancheggiano le passeggialo, lo credo clic, tranne certi casi, le rollare non siano inai permesse, tanto più quando si tratta (licose pubbliche. Ma, tra noi, tutto è permesso non oslanle il regolamento e le nutiQca/.ioui del lulivo Nicola.
    Non è permesso di turbare la pubblica quiete, ma tulle le domeniche, i monelli sparano nelle ore pomeridiane i mortaretti ad onore di questo o quel santo, ftou .è permesso di questuare, ma qui si q-uesiua in pubblico e in privato con I' esenzione dalla lassa di ricchezza mobile. Si è falla una prose mone contro i cani J' unico atto energico del passato sindaco'..), ma quos'.i si vedono tuttora girare per la cill^ senza collare c museruola. . , 'V' '
    iuta lasciamo stare queste nenie. Già veggo che lei si annoi i: anch' io sono annoialo da parecchi giorni; unt' è vero che ho comiuciato a scrivere senza sapere dove andassi a li ni re.
    Fero, mi accorgo che lei attende qualche cosa sulla moda. .Eccomi qua a servirla.
    ' .Avete a sapere dunque, che; se crediamo ai giornali, tornano in moda i tessuti indiani, la ballista d' Irlanda, i brache», i crespi di China, i foulard* scozzesi, le stolte a, ri-glie Watlean ed i pompadoars minuti- la quan.tq, a colore, ¦¦ urimesrtri. Ed è ragionevole: gli'--i e falla
    abusi, sottoponendo delle oneste famiglie a misure di polizia, che meritano la più viva riprovazione.
    # #
    Una numerosa Commissione di cittadini del Comune di Morro d'Oro si è presentati al prefetto reclamando vivamente contro quell'Amministrazione comunale, che da più anni preoccupa seriamente la nostra prefettura. La Commissione ebbe le migliori promesso.
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    Anche ila Castellante Adriatico son venuti a reclamare contro , Amministrazione Pandolfi alcuni egregi cittadini e consiglieri comunali, segnalando precipuamente dello molte e gravi irregolarità scoperte nei conti. Jf prefetto gli ha accollo con cortesia, promettendo severa od efficace giustizia.
    Noi, che più volte abbiamo levato la voce pe' fatti di quel Comune, infeudato, corno tanti altri della provincia, alla piccola satrapiapandol-frsca, uniamo la nostra voce a quella dei reclamanti chiedendo pronta giustizia ai gravi torti patiti, e confidiamo pienamente nell'energia del cav. Millo.
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    Ed eccoci al dazio di consumo. Finalmente... L'oracolo ha parlato e il pubblico ha avuto l'onore di conoscere il più grosso errore commesso dai nostri amici nell'amministrazione del comune. Sissignore, ò proprio nell' ostinarsi a mantenere in economia la riscossione dei dazi che essi hanno sbaglialo.... Poveri passi sprecali e notti indarno vegliate! E dire che noi credevamo che anzi questo fosse per loro un titolo di onore I...;
    « Vedi giudizio uman come spesso erra! »
    Ma così è: , accusa e 11 bella e spiattellata dalla Gazzetta, e bon gre mal gre conviene difenderci. Già si sa: chi tante no dà, qualche volla conviene pure che ne pigli... Fortuna che qui si tratta di una quistione di fatto, e coi falli non si cianciai Mano a' ferri....
    L' amministrazione daziaria fu istituita dal cav. Trosini col 1 gennaio 1867. Quali molivi la determinarono, non accade ricordare. Basti accennare cke ciascuno dei prece dea li aoualli generò due o Ire liti, finite tulle con
    Che ne dice la Gazzetta? Vorrà per avventura faro una colpa ai nostri amici di a ver tenute così basse le tariffe, essa che, yurr applaudì alla soppressione del dazio sulle farina, e che si struggeva e si strugga tuttavia in lagrime di tenerezza pei poveri contribuenti? Ma già la Gazzetta non na obbligo di avere buona memoria: non ha essa lodata e basimata nel tempo slesso la fabbrica del palazzo per la Banca? Domandatene, di grazia, il cav. Paoli-ni-Cnppuni11
    # * *
    E stala una vera abdicazione ! Con queste memorabili parole si chiuse la tornala di giovedì (11) del nostro Consiglio comunale, che fu pure I ultima della sessione.
    Ecco brevemente di che si tratta: La Giunta in una precedente relazione, già divulgata per
    10 stampe, presentando il bilancio per I' esercizio in corso, avea fatto delle giudiziose proposte sui modi 'di estinguere il disavanzo. Una Commissione, appositamente istituita, approvava queste proposte con lieve modilicazionc quanto ai modi di esecuzione; poiché dove la Giunta proponeva che una Commissione di due membri, «celti nel seno del consiglio, si recasse in Roma ed in Firenze per trattare col ministro delie finanze per la restituzione del dazio di consumo, e col direttore generale della Cassa dei depositi e prestili, la Commissione era di parere che questo incarico dovesse darsi ai rappresentanti politici della città, aggiuntavi la cooperazione del comm. Devincenzi, colla gita del sindaco in Roma.
    Preso la parola il consigliere Costantini (Settimio) e dopo avere con pazientissima a-nalisi dimostrata I' opportunità ed eflicacia pratica delle proposte della G unla, mediante le quali, ove sortissero I' effetto desideralo, il disavanzo consuntivo- verrebbe ridotto a Ito £7,988: 13, e sarebbe quasi affililo estinto senza ulteriori gravezze il disavanzo» di competenza, propose cho quanto ai modi se ne lasciasse
    11 carico alla prudenza della Giunta, che saprebbe certamente scegliere i più efficaci.
    E,ra il mezzo, più semplice per spogliare la quistione da quel colorilo quasi personale, che evidentemente e intempestivamente aveva as-
    cu n I n___ _ _
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    HB!
    .ua >,u 's.i si vedono tuttora girare per la ciità sisi'a collare c museruola
    Ma luciamo) slare queste nenie Già veggo che lei si an-n li: aneli* iu sono annoiato da parecchi grimi; tant'è vero che ho cominciato a scrivere senza sapere djve andassi a finire.
    l'ero, mi accorgo che lei attende qualche e osa sulla moda. Eccomi qua a servirla.
    Avete a sapere dunque, che, se crediamo ai giornali, tornano in moda i lassù ti indiani, la ballista d' Irlanda, i èr«rJi<-s, i crespi di China, i foulard* scozzesi, le stoffe a Ù-g'uc U'aMrati ed i pòmpadoafs minuti. In quanto., a colore, pare che il c reme primeggi. Ed è ragionevole: gli 'A e falla latìta guerra nella scorsa invernala 1
    Con la primi 'era comincia il bisogno del yen taglio. Le signore della faÈimri ne portano di piccolissimi ; an/.i ritornano i i vugd i ventagli a pugrile guarniti in ehrisophle o in cuoio di Russia. Il ventaglio a pugnale serve a doppio uso per u 1.1 sigii-ira: a far ver»U> ed a b andirlo contro qualche adoratore importuno o insipido.
    Per le .-ignoro ehe andino la campagna e *k passano il giorno a correr dietro alle farfalle, è d* uopo un cappello iu paglia o iu faille, a tese aperte oa tese rialzato. Dev'essere una carb.e e di fiori, se. vuoisi, anche naturali. Aggiustino con gusto, e senza esagerazione, fiori, erbe e verdure, e saranno in perfètta moda.
    E per oggi basta, signora mia. Ad altro giorno^ le dirò dì alcune hilelles, quali ce le a minarti.scotio Ics Modes parisi eri né un giornale che va per la maggiorò in quanto a Còsa che riguardano i h.yh - ife.
    Pria di iu<*lter giù la penùa, mi lasci che lo ricordi la prima fe»!a che ci ha «iato la Socie à Borghese. Non so selci vi fosse, mi molta sue bello compagne giravano per la puzza la sera di giovedì. La bandi della società musicale, diretta dal Parmigiani, diede il primo tocco del risveglio suonando p-r la città 1'inno tradizionale dell'e ue di Marsala. La sera poi inaugurò la serie dei pózzi di musica con una brillante marcia composta per I' occasione dal detto maestro.
    Vi furono dei palloni.... specialità del* secolo. Una di e«i Untava di cadere sul tetto della nostra .stamperia, ma si accorse presto d' aver a lottare con altri.... palloni di maggior (aria, e andò a cadere in .alir.o luogo.
    E poi. .. i fuochi. La Società borghese volle raffigurare il suo trionfo tra i fuochi del bengala E fece bene. Le apologie sono sempre buone. Sono buone anche per certuni, non o-tìanle le pietre quadre per chiudere certe fogne.'....
    Signora mia, la invito, per r ppossimi divertimenti ohe ci ari»maàntèce la nostra Società, e si ricòrdi di volermi bene e di rinnovare I' abbonamento in fin del nieso.
    Informazioni e ricordi
    I canonici di Penne hanno tentato di vén-ierp nn calice d' argento di gran pregio artistico (taluni lo attribuiscono al Cellir.i) per L. 18000. Sappiamo che il prefetto, in virtù di antiche disposizioni, tuttavia vigenti in questo provincie, è intervenuto con energia e solleci-t idiue per impedire 1' effettuazione di questo con fra! lo. Non dobbiamo però tacere che nel-l 'menzione degli ordini superiori P Autorità fumica locale è Irascorsa a inutili e violenti
    P -----spnmnpi uvuIO aureso ri l il ; 9
    Ma così è: 1' accusa e lì bella e spiaMoliata dafla Gazzella, e bon gre mal gre conviene difenderci. Già si sa:, chi tante no ila, qualche volta conviene pure che ne pigli... Fortuna che qui si tratta di una quistione di fallo, e coi falli non si ciancia! Mano a' ferri....
    L' amministrazione daziaria fu istituita dal cav. Trosini col 1 gennaio 1867. Quali motivi la determinarono, non accade ricordare. l>asli accennare eke ciascuno dei precedeili appalli generò due o tre liti, finite tulle con gravi perdite del comune. Il cav. Costantini l'afforzò e la mantenne a tutto il 1873. Durante questi anni colle tariffe di quel Itmpo, si ebbero i seguenti incassi: anno 1867 liso 106,818: 32 - id. 186S-. lire 116,58.1: 14 - id. 1869 L. 110.241; 24 - i(h 1870 L. 111,305: 27 id. 1871 L. 117,955: 24 - id. 1872 L. 120,894: 72 id. 1873 L. 90.950: 64. Questo settennio diede dunque il prodotto medio annuale di lire 110,708: 65. Applicando però le tariffe presenti ai daziati dei detti anni, diligentemente consacrati nelle statistiche di consumazione, si a-vrebbe il prodotto seguente:
    t l
    Anno,
    1867
    1868
    1869
    1870
    1871
    1872
    1873
    Lire 168,374 178,358 181,798 176,973 189,938 196,476 160,576
    Cent. 54
    m
    10 »
    93 24 03
    Media annuale
    L. 164,173. 06
    La spesa media annuale di riscossione sugi1 introiti effettivi fu di L. 18, 13 #j°: sugl'introiti che si sarebbero Ottenuti, come sopra, colle presenti tariffe, sarebbe stata di lire 12, 13 oi°.
    Per contrario l'Amministrazione governativa incassò nel 1874 lire 141.119; 65 e nel 1875 lire 170,605: 76: vale a dire ottenne il prodotto medio annuale di lire 155,862: 7C Per converso la spesa generale di riscossione nel 1874 fu di lire 43,376: 68, colla propor ione del 30, 73 0,°, mentre nel 1875 crebbe a lue 44,016^ 78, diminuendo la proporziooe pel maggiore introito a lire 25, 71 oj0: ciò che determina la spesa media di riscossione per gli anni 1874 e 1875 in L. 28, 03 0,°.
    Sono evidenti i vantaggi dell Ainmhiislra-ziono comunale sulla govcrna'iva.
    pratica delle proposte della G unta, mediante le quali, ove sortissero 1' effetto desideralo, il disavanzo consuntivo, verrebbe ridotto a I re 27,988: 45, e sarebbe quasi affililo estinto senza ulteriori gravezze il disavanzo di competenza, propose cho quanlo ai modi se ne lasciasse i! carico alla prudenza della Giunta, che saprebbe ccriamenis scegliere i pìà efficaci.
    Era il mozzo, più semplice per spogliare la quislione da quel colorito quasi personale, che evidentemente e inleliipestivamente aveva assunto.
    Ma la proposta non piacn.no, e il proponente fu costi etto a ritirarla in mozzo alla più paride confusione. Posta quindi ai voli la mo-ziOn-e della Giunta, fu rigettata a maggioranza di voli 7 sopra 6,1 astenendosi il consiglio"! Costantini; e messa da ultimo a partilo quella della Commissione, venne approvala a maggioranza di voti 8 sópra 6,-quattro astenuti fra cu-i i m.embri della Giurila e il consigliere Costantini 4. e due contrari.
    Ora che farà, la Giunta5? Con quale autorità compirà l'è difficili pratiche impostele? E gli stessi uomini politici delegali a trattare accolleranno un incarico dato in questa forma? Confessiamo che fu una deplorevole seduta, ed auguriamo dal più vivo dol cuore Icmpi
    migliori al nostro povero Comune!
    # *
    Anche il sig. L. Muzi smentisce, por quolla papié che lo riguarda, ciò cho narrava nel suo comunicalo il sig. D' Angclàntonio.
    I nostri lettori sanno che noi ci siamo dichiarali estranei n11e asserzioni di quest'ultimo, non ostante cho a noi costasse che i fatti deplorati fosseroidi,pubblica ragione a Moritesi! va no e nei paesi circonvicini. Ma, ora che abbiamo da una parie affermazioni reciso, dall' altra non men recise smentite, ci crediamo in dovere di domandare una inchiesta alle au-, ferità competenti. So il cav. Rati al li ne uscirà innocente, tanto medito: chi pagherà il fio sarà quegli, che abusò della nostra buona fede. So poi il comunicato del sig. D'Angelantonio svola il vero, il medesimo castigo noi chiediamo per chi abuserebbe cosi vilmente dell' uflicio di sindaco. È questione di pubblica moralità!...
    F. Taffiorelli direttore responsabile