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Con P ultimo censimento la popolazione del comune risultò di 17, 840 ab. di cui 8,758 neir interno della città, ed S, 582 nella campagna e nelle ville. La distinzione per sesso diede 8, 863 maschi ed 8, 477 femmine. Tutta la popolazione comprendeva 3,406 famiglie, abitanti 3,281 case, avendosi per ogni casa una media di 1,06 famiglie e di 5,28 ab.
la ' popolazione, per istruzione, era così distinta. Sapevano leggere, maschi 145, femmine 178; sapevano scrivere, maschi 1,716, femmine 770; erano analfabeti : maschi 7, 002, femmine 7,520. Tra maschi e femmine 14521 analfabeti! Gli analfabeti per ogni 100 erano dunque 80, 83,. e quelli che sapevano leggere e scrivere o solo leggere erano quindi solo 19,17 0i0.
Sebbene questi dati corrisponian'o presso a poco alle condizioni generali delle nostre Provincie, pure è bene portarvi sopra partico-, lare attenzione, perchè servano di norma ai perpetui lamentatoli delle soverchie spese che vanno profuse nella pubblica istruzione . . . e nella illuminazione delle strade!
ECHI DELLA PROVINCIA
Picciano 12 maggio 1876.
11 novello sindaco di questo Comune sig. Angelofedele Carulli inspirato da lodevole idea pria d1 imporre un nuovo balzello per sopperire al deficit* del bilancio comunale del corrente esercizio, convocava a sè nel giorno 4 corrente tutta la cittadinanza del nostro paese per sentire il parere della maggioranza circa il modo, e su quale cespite infliggerò un'il'.ra I imposta.
Il sig. Nicola De Angelis Civico intervenuto alt1 adunanza come semplice cittadino, j datagli la parola, si oppose vivamente alla proposta del nominalo s ndaco sì per le difficoltà che s'incontrerebbero per 1* riscossione di un' altra tassa aggiunta alle tante che affliggono le già esauslc lasche dei poveri contribuenti, quanto perchè non ne vedeva il bisogno. Difatli egli sosteneva che concesso pure il disavanzo, era innegabile andar creditore il
usurpati nella totalità, sotto le andate amministrazioni, e per i quali il comune medesimo ha pagato e sta pagando per giunta di rotolo dolorosamente il tributo fondiario di circa lire 110 all' anno, senza ritrarre rendila alcuna. Conchiudeva infine dipendere esclusivamente dall' attuale amministrazione il ben1 essere del paese accogliendo e dando esecuzione alle cose da lui esposte, senza la necessità di aggravare la popolazione con altro balzello, rimedio al certo peggiore del male. Tutti, meno pochi, applaudirono alle chiare o franche idee del De Angeli®, il quale è stato il primo a mettere il dito nella piagi. Ma il sindaco avrà tanto coraggio ad attuare quelle proposte ?
E' vero che egli è un ut.no onesto e pieno di buon volere, ma non forte abbastanza da rendersi superiore ad una tal quali pusillanimità che lo riveste per quelle relazioni sociali tanto nocevoli per chi presiede alla cosa pubblica, segnatamente nei piccoli comuni! Solo chi sta a governo della nostra provincia potrà, come spera, con la sua autorità ed appoggio morale, darvi impulso, per così salvare questo misero comune da imminente ruina.
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Ci scrivono da Giulianova in data 8: (R. D. L.) Giorni dietro la Commissione dei sovrainlendenti alle scuole comunali, presieduta dall' on. sindaco, si recava a visitare le due scuole elementari maschili del paese e con soddisfazione di tutti i componenti la medesima, fra i quali haT onore di essere annoverato il vostro corrispondente, venne constatato un notevole progresso della classe 2* elementare diretta dal maestro, sig. Di Michele. Con sorpresa quindi ho letlo la relazione sulle scuole elementari visitate nel 1° trimestre dal \\. provveditore, nella quale mentre questi afferma di aver trovati ottimi e zelanti maestri i cui nomi si fa a declinare in numero di nove, non crede aggiungerne un decimo nella .persona del nostro insegnante. E notate, sig. Direttore, che il cav. Gargano nel verbale da lui redatto in tal rincontro e che io ho letlo, si rilevano delle belle e lusinghiere parole in Iorio ri pi Ruilpttn Dof.kamente all'egregio prov-
che entrano nelle scuole del mio pa#*¬ «** mangano cattive, dal latino captimi, k $ f i locali, se non *rro, sono piuttosto *mptj spaziosi e forniti di molta buona aria, libera entrata da ampie finestre, le quali ai-* il vero sono le antitesi delle porte d' Ifl&Vffit Ma affrettiamoci a rendere giustizia al Gargano, il quale finalmente trova qualch» om di buono in Giulianova: ei
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Penna S. Andrea 8 maggio 1876.
Per debito di giustizia, e perchè il portalettere Parisii dipende da quesl' ufficio postai® sono costretto a rispondere alla girata che la S. V. nell' ultimo numero del Corriere ficen verso la Direzione delle B. Poste a carico'tè portalettere sudetto dietro reclamo d'un tak, di Forcella.
Il Parisii avrà questa pecca cbe gli è siali E inculcata, ma ha nello stesso tempo rapo*l ta i e tanto da render nulla la colpa medesimi Egli parte da Teramo dopo giunta la pria* j posta, cioè verso le ore 3 p. m. e deve cu**1-segnare la corrispondenza nientedimeno -1: due comuni e due frazioni di comune, cu»! Miano, Forcella, Penna S. Andrea, Cenniga^l senza con lare le lettere che debbonsi porla** I ad individui, che nella qualità di coloni so** ben lungi dai comuni da cui dipendono. N* ^ Parisi] andare a Forcella se passa per Miaa^ 1 Giungerebbe all' ufficio di Penna S. A»»* per lo meno in ora mollo avanzata o Ir*'**» rebbe !' orar o che gli è sialo dai la Direr^ imposto, lo credo che per riparare a ^ j inconveniente deplorato per la pubblica
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il sig. Nicola De Àngelis Civico intervenuto ali5 adunanza come semplice cittadino, datagli la parola, si oppoae vivamente alla proposta del nominato sindaco sì per le difficoltà che s'incentrerebbero per la riscossione di un' altra ta.'sa aggiunta alle tante che affliggono le già esauste tasche dei poveri contribuenti, quanto perchè non ne vedeva il bisogno. Olfatti egli sosteneva che concesso pure il disavanzo, era innegabile andar creditore il Connine di una vistosa somma dagli ex cassieri comunali. Quindi, invitava il nuovo sindaco ad agire energicamente rigorosamente contro di questi, o contro i passali amministratori, che per loro miti governo ed insipienza furono causa dei vuoti di cassa; e lo esortava inolile, astrazione facendo di qualsiasi personalità ma da uomo veramente indipendente e senza ulteriore indugio, a valersi di tutti i mezzi che fornisce la legge, promovendo anche i' azione penale contro di essi. Lo scongiurava eziandio a rivendicare tutti i terreni che una volta possedeva questo comune, e che furono
APPENDICE
COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUA VIVA
(Continuazione, vedi N. prec.)
Don Pedro Qual segreto vi tenne qui che non mi seguiste in casa di Leonato)?
Benedetto Vorrei che V. A. lo costringesse a dirlo.
Don Pedro (a Benedetto) Ne incarico voi sulla fede della vostra ubbidienza.
Benedetto Udite, conto Claudio? La mia segretezza è
quella della tomba, vorrei lo credeste; ma sulla mia fede......
vedete bene...... sulla mia obbedienza..... (a Don Pedro) è
innamoralo. Di chi? (domanda V. A.) osservate com è breve la sua risposta: di Itero la figlia di Leonato.
Claudio Cosi andrebbe detto se così fosse I
B:indetto Come la vecchia storia, o Altezza: non é cott ? cosi non era. Ma veramente, Dio voglia che cosi non fo**e '
Claudio Se non cambia in breve il mio amore, Dio togli* cbe non tosso altrimenti.
tare direna nai maestro, sig. ui ìuicneie. won sorpresa quindi ho letto la relazione sulle scuole elementari visitate nel 1° trimestre dal Ili provveditore, nella quale mentre questi afferma di aver trovati ottimi e zelanti maestri i cui nomi si fa a declinare in numero di nove, non crede aggiungerne un decimo nella . persona del «ostro insegnante. E notale, sig. Direttore, che il cav. Gargano nel Verbale da lui redatto in tal rincontro e che io ho letto, si rilevano delle belle e lusinghiere parole in lode del sud et IO; Decisamente all'egregio provveditore è venuta meno la carta del taccuino in cui aveva segnali da parecchio tempo non che le impressióni ed i ricordi riguardanti la scuola del 2° maestro elementare di Giulianova, ma gli atti redatti, scritti e firmati di suo proprio pugno per poter oggi cadere in sì flagrante contradizione. Ma non ò tutto. Il R. provveditore come ha veduto ottimi locali di scuole, cosi ne ha veduto dei cattivi. Fra questi ultimi, s' intende, va compreso il locale di Giulianova. Non so veramente che cosa intende per cattivo il R. provveditore, a meno che voglia dire cho le persone di troppo alta itatura
Don Pedro Se tu 1* ami, cosi sia, perchè essa n' è degna.
Claudio V. A. lo dice pt>r corbellarmi.
Don Pedro Sili' onor mio, non dissi altro che il mio pensiero.
Claudio Ed in mia fé' io dissi il mio.
Benedetto R in mia fede, e sull' onor mio, dico lo stesso.
Claudio Io so che 1' amo.
Don Pedro Io so che n'ò degna.
Benedetto Io so cbe non so come possfc essere amata, nè come ne sia degna; ecco la mia opinione; neppure il fuoco me la leverebbe; la sosterrei sul rogo.
Don Pedro Tu fosti sempre un eretico a dispetto della bellezza.
Claudio Mai potè sostenere però la sua parto, se non per pura forza di volontà!
Benedetto Che una donna mi abbia concepito, la ringrazio, che m'abbia allevato...... educalo...... grazie puro;
ma che io voglia avere un segnale di caccia strimpellatemi la fronte, o un corno in una invisibile cintura, che mi scusino le donne; e perchè non voglio far loro il torto di ditlidar di esse, mi arrogo il diritto di non fidarmi di alcuna; ed il bello è, cho por restar più bello vivrò calibe.
Don Pedro Prima di morire li vedrò pallido por a-moreì
segnare la corri spon non zìi iiteiiieuimono cha I due comuni e due frazioni di comune, ,ll Miano, Fotcolla, Penna S. Andrea, Cerinignf>noI senza conlare le lettere che debbongi ,>ortarJ ad individui, che nella qualità di coloni sond ben lungi dai comuni da cui dipendono. Può ili Parisii andare a Forcella se passa per Mianoil Giungerebbe all' ufficio di Penna S. Andrei, per lo meno in ora mollo avanzala o traili,, rehbe 1 orar o che gli è stato dalla Direzioni) 1 imposto, lo credo ,§i per riparare a qtifainl inconveniente deplorato per la pubblica stampa I debbano cooperare i comuni slossi. Facciano! essi come Notaresco che fa trovare in un punlo, della linea percorsa dalla diligenza ili TeramoI un individuo di fiducia dell' amminist razionivi comunale, che tolga dal Parisii le lettere, e così avranno rimedialo a tuttoché essi dicono! una colpa del portalettere. Un uomo alla finsi che in ogni giorno percorre una linea bastan-l temente lunga può davvero fare tutte le stradai traverse di .ciascuna frazione di comune'? fl[ reclamante avrebbe dovuto in coscienza sua pensare a tutto ciò, e souo sicuro ch'egli noof avrebbe sporta querela di sorta contro il po-,
Benedetto Per rabbia, per malattia, o per fama, Al-, tezza, non per amoro: e se perdessi per amore più languii di quello che potrei riacquistare cnl vino, cavatemi gli occhi, appiccatemi alla porta di un chiasso, e servitevi di® quale insegna del cieco Cupido.
Don Pedro Ebbene, se mai da simil fede tu decadevi,, saresti un beil'osempio.
Benedetto Se avviene, ficcatemi in un fiasco come tu , gatto, ponetemi al bersaglio, e colui che mi colpisce sia pro-I clamato ii Re degli Arcieri.
Din Pedro Vedremo col tempo: il proverbio dice: il bue selvaggio porta il giogo.
Btnedello Il bue selvaggiol E possibile; ma se miìl
10 portasse Benedetto, trapiantate le corna del bue nell»11 lui fronte; fatelo vilmente dipingere; ed in grandi caratter
j come son «olili scrivere cavulli da umiliarsi, scrivete soiv ^ la sua effìgie : mirate Benedetto, l' uomo ammogliato.
Claudio = Se ciò avvenire saresti geloso.
Don Pedro Uh! se ad amoro è rimasta qualcho ,
11 vedremo tremare fra pochi giorni.
Benedetto Tremare? Vi sarà forse allora un terremo**
Don Pedro Vedremo ! vedremo? intuito, mio caro nies* Benedetto, andate da Leoaato, «aiutatelo per me, e " che non mancherò d'iu'orveni/o Ula sua cena. Perchè inolia fatto grandi propara
(Conti***:
MOLTO RUMORE PER NULLA
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