CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    t* 155-
    vero portalettere che alfine è un buon diavolo!
    * Spero nella, sua cortesia e nella sua imparzialità di giustizia, onorevole Direllore. perchè dia pubblici là alla presente. Gradisca i sensi di mia itima.
    Eugenio Cebulli
    # #
    Da Bisrrfi riceviamo una lungl'ssiraa" lettera in cui s' invita quei sindaco a provvedere il palazzo municipale di Albo pretorio. Lo conienti subito, sig. sindaco, quell'assiduo nostro ieltórr.
    L' ultimò foglio della Gazzetta di Teramo (14) pubblica due lettere dell'avv. Felice Da ilichetli, che attaccano con insolita violenza il nostro giornale. Non usi a tollerare in pace i facili oltraggi, ma sdegnosi di raccogliere le poco invidiabili galanterie\ che compongqno il vocabolario tascabile dell' avv. De Miche Iti* -diremo che quel signore quando, non chiamalo, scese in campo per la prima volta a spezzare una lancia in favore dell'intendente di finanza, ci fece pervenire una letjera, che noi, non obli gali per alcun titolo a pubblicare, non credemmo accettare come era scritta non per le dure verità che conteneva (le dure verità dovremmo dirle noi) ma per la forma assai poco cortese e conveniente alla dignità del giornale. Per mezzo di un nostro redattore r invitammo a riformare la lettera riducendola nei termini di lina semplice dichiarazione personale in favore dell' intendente, se voleva che trovasse posto nelle colonne del Corriere. JL' avvocato De -Michelii scambiando forse per un sentimento di debolezza questo atto di cortesia, tendente ad evitare una polemica incresciosa, nella quale gli ò piaciuto di trarci poi pei cape gli, ne colse motivo per novello insolentire; e prendendo occasione dalle parole, che facevamo precedere alla prima sua lettera fa unsi che accettando quella il giornale avesse, abdicala la sua dignità e libertà di apprezzamenti) ce ne fece tosto porVenire una seconda invitandoci a pubblicarla, e rjue-- orioni*r mira cortesia, ma in forza
    uomini devóti al culto del grandi prlncipt, sì fra quelli che obbediscono solo all' impelo delle passioni e al corso mutabilissimo dei personali interessi; e che in fine tra noi e l'avv. De Michelli invochiamo tranquilli il giudizio della pubblica opinione;
    Il nostro avvocato (assai poco nostro per verità e molto d'altrui ) ci accusa l'in temperanza. Singolare accusa e massimo nella sua bocca! Ma. non ricorda il De Michel ti che in tempi non molto lontani, quando egli stesso porse argomento al nostro giornale di censurare (come fece con piena coscienza ) gli alti di un' allrs. Autorità, ben più importante del nume, cui brucia tanto incenso al presente, fummo noi che più volte ci vedemmo costretti di dare a lui consigli di moderazione e di temperanza? Se potevamo quindi col suo pieno consenso* anzi col suo vivo entusiasmo, censurare allora gli atti delle primarie autorità, perchè oggi l'avere osato discutere il capitano dei carabinieri, e porre la mano sull'arca santa , dell'intendenza di finanza, ci aHira sul capo i fulmini dell' avv. De Michelti ? Lasciamo al senno dei pubblico 1' apprezzamento di questa condotta, bastandoci di dichiarare per conto nostro che non aggiustiamo alcuna fede al vantalo legittimo ed irresistibile bisogno dell' animo.
    Il De Michelti gì dichiara che egli nel-l1 ultima eleaionc votò per Sebastiani; ina tralascia di soggiungere una circostanza importante, vaie a diro se siasi trovato e dichiarato sempre soddisfatto del voto dato, massime ai tempi di un famoso processo istituito dalla polizia - contro l'intendente di finanza, ch^ si volle strozzare sul nascere. Che che ne sia, noi non gli vogliamo male per quel voto, non riconoscendoci in diritto di valutare il vaio di un privato cittadino, di Cui in fine non conosciamo troppo nettamente le opinioni politiche.
    Ma non possiamo dire li simiglianlo del cav. Sibilla. Egli non portò nello appassionate gare elettorali, che il peso dell' alto uffizio, ond" è rivestito, coir impelo di un «a-raltere ardente o irritabile oltre misura. Si
    --I ' " -  1 ¦ /tal Mìniclrti-n»
    A titolo di saggio dell' indebita ingerenza del sig. Intendente, pubblichiamo la -seguente circolare riscrvatissima agli Esattori, su cui richiam amo i' attenzione degli oh. minisi ri Depretis e Ni colera, osservando cho con essa 1 intendente trascese visibilmente le istruzioni ricevute dal ministero colla circolare C, a salini de' 4 ottobre 1874, che abbiamo soli' occhio, e non diretta che agV impiegali dello Stato, nel cui novero non sappiamo che si contino gli esattori. Siamo sicuri che I' autenticità di questa circolare non verrà impugnata dal sig. Sibilla.
    Intendenza di Finanza del!a Provincia di Ter omo
    967 di Gabinetto
    OGGETTO Elezioni pilitlcbs
    Riservatissima
    Addì 20 Ottobre 1871.
    Trascrivo a tergo una ministeriale riservala del & andante mese perchè dalle, avvertenze e dalle istruzioni calla me le-sima impartite abbiano i dipenden i impiegali a prendere nuruia del proprio contegno nelle imminenti elezioni politiche, cerio ebe nessuno di essi mi porrà nella dispiacevole con ingenz.i di dovere segnalare atti e (itti in opposizione alle avvertenze sleése.
    E poiché contro gì' invidiosi conati d' una sistematica opposizione, che anche qui in (alani Collegi tenta, ma inda rn», dì farsi strada sotto il pretesto di nobili, mi per essi solo ambiziose, aspirazioni, abbiamo per noi fatto ben più incoraggiante ed espressivo, l'immensa maggioranza del pae?a e della nazione, la quale, amante sopratutto della conservatone delle libere istruzioni che ci reggono, con tanti sagri-ficii conseguite, e penetrata dal principale supremo bisogno di raggiungere al più presto il completo pareggio delle entrate colle spese, va giornalmente dimostrando con pubbliche attestazioni di fiducia e di stima alle eminenti persone che lo rappre&ontano di volerò continuare all' attuale Governo il suo appoggio anche nel prossimo politico verdetto, così io sono crr o cho gì' impiegati tutti, nou solo concorreranno ci proprio voto al co. in pi ni onta, cui poco mano, del finanziario assetto, ma si varranno col massimo impegno, n§t limiti però della giù strétta lega lièi, della pro.ir a influenti per ottenere nei Commi eiettar ili di questa nobile j rovinai.!
    fu vanfinra fra nrimn a esonerare al bene delta Bl-
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    _____«... vTimitj unu polemica incresciosa, nella quale gli ò piaciuto di trarci poi pei capegli, ne colse motivo per novello insolentire; e prendendo occasioneWàlle parole, che facevamo precedere alla prima sua lettera {'quasi che accollando quella il giornale avesse abdicata la sua dignità e libertà dì apprezzamenti) ce ne fece toslo pervenire una seconda invitandoci a pubblicarla, e questa volta non già per pura cortesia, ma in forza dell'articolo 44 della legge sulla stampa. Quando con magnanima alterezza sijriliuU una cortesia, di cui prima si è usato ed abusalo, e si accenna di ricorrere a una disposizione di legge, bisogna pure porsi in regola colle formalità della logge stessa; o un avvocato, di così sottile ingegno, dovrebbe saperlo meglio di ogni altro. 11 De Michetli ci balena la minaccia di un processo per reato di stampa; tanto meglio!... dinanzi al magistrato competente noi T attenderemo a piò fermo!... Oh! abbiamo lottalo con ben altri avversari noi, vecchi e recenti, e più volle abbiamo visti in viso eoo cuore intrepido ben diversi pericoli, per temere ora le spavalde minacce dell' avv. De Michetli L:
    Quanlo alle cose poco benevoli, che dico del nostro giornale, e all' accusa mossaci di averne violato anzi sostanzialmente mutalo il programma, rispondiamo che questi sono suoi apprezzamenti personali, che non ci toccano punto; che anzi, a giudicarne da certi segni, hanno tutta I' aria di pretesti per colorire il recente abbandono, molivato da altre e ben più riposte ragioni; che in ogni caso nò l'avv. De Micheli] , nè quelli di cui senza nomi-tìaìnarli, cita il parere, formano la maggioranza dei nostri azionisti e dei nostri lettori; che anzi !' autorità assunta dal giornale in provincia ò fuori e la sempre crescente dif-* fusione, mostrano chiaramente che noi battiamo senza baldanza, ma con fermezza, la via che ci abbiamo tracciala , e che venne approvata senza riserva dallo stesso De Mietetti; che quando fa appello alla testimonianza di alcuni nostri redattori, non fa che ooa inqualificabile insinuazione, perchè la Redazione del nostro giornale procede unanime sella via, che le viene indicata dai pubblici »ftt*re*§>, come unanime firma il presente scritto: Hie le facili mutazioni non avvengono fra gli
    voiie strozzare sul nascere. Che che ne si», i noi non gli vogliamo male per quel voto, non riconoscendoci in diritto di valutare il vaio di un privato cittadino, di etti in fine non conosciamo troppo nettamente lo opinioni politiche.
    Ma non possiamo dire 11 simiglianlo del cav. Sibilla. Egli non portò nelle appassionate gare elettorali, che il peso dell' allo uOizio, oud" è rivestito, coli'Ìmpeto di un carattere ardente o irritabile oltre misura. Si dirà che obbediva agli ordini del Ministero; e sia: ma poteva il Ministero ordinargli di trascendere i limiti della più comune prudenza, e assumere in pubblico ed in privato, con una certa aria, direi quasi, di giovanile baldanza un'attitudine fieramente provocatrice? E poi, passi per le elezioni politiche; ma, e lo amministrai ive dell'anno successivo ? Gli avea forse ordinato il Ministero di mescolarsi così vivamente nelle nostre lolle intestine, e commuovere ai danni dei nostri amici una caterva di gabellieri, che misti ai questurini e carcerieri decisero della loro sconfìtta? Gli avea forse ordinato il Ministero di fare che le liste dei nostri avversari si biografassero negli uffici dell' intendenza, e che il giorno de.i comizi (16 luglio 1B75 ) si distribuisse il doppio presi alle guardie doganali, quasi in premio dei fedeli servigi? Oh! l'avv. De Michetli si lagna a torlo di noi, lui che invoca la pietra quadra sopra cerle memorie! Non sa per avventura che le pitlrt quadre si mettono sopra i cimiteri? E vuole lui, proprio lui, indurci a smuovere quella che copre gli errori del cav. Sibilla, sui quali pur ieri invooava, con miglior senno, l'oblio?!... Sarebbe proprio il caso di ripetere col tielo adagio: dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io !
    Vogliamo augurarci di non dovere ritornare più mai su questo increscioso incidente: ma se non fosse così, si accerti l'avv. De Michetli che nò egli nè altri riuscirà giammai ad imporci; che noi non siamo di quelli, ehe paventino l'audacia o il cinismo, la voce grossa o gli scalpori da qualunque parte provengano; e che acceltìamo. La responsabilità dei nostri atti fino alle ultime conseguenze  ed
    egli non dovrebbe ignorarlo!.......
    LA REDAZIONE
    ficii consegnile, e penetrala dal principale supremo bisogno di raggiungere al più preslo il completo pareggio delle entrale colle spese, va giornalmente dimostrando con pubbliche allestiuioni di fiducia e di slima alle eminenti perdano che lo rappre&entana di volero continuare all' attuale Governo il suo appoggio anche nel prossimo politico verdello, così io sono ccr o cho gì' iia;>icgati tutti, non solo concorreranno c i proprio volo al couipimonlo, cui poco manca, del finanziario assetto,, ma varranno col massimo impegno, nel limili però della più siedila legatili, della prò.ina influenza por ottenere nei Coiai/.ii fcle.ttnjr ili di quasta nobile i rovinoia che fu sempre fra le prime a cooperare al b^ne della patria, la notazione, dal Gov&mo esclusivamente desiderata, delle egrfgie persone ohe con larvi» d.i=in,.ere.     Prego di un sollecito e cortese cenaa di ricevimento.
    L* InUndinle SIBILLA
    Della presente, sebbene non la riguardi, perchè esclusiva-netite diretta agli impiegati governa ivi, mi permetto rimetterli un. esempla »- i» eia affc.t'o riservata per ratea-mandare alla su a influenza ia ritlezioue del depuint».
    L'Intendente S1D1LLI
    Signor N. N. Esalterò
    Informazioni e ricordi
    Ci scrivono da Aquila che in quella provinola è generalmente lodala la prudenza del Ministero, dimostrala noi non toccare il comm. Ferrari, amato e stimalo come pochi prefetti soglio RO.
    Ci rallegriamo di cuore col nostro vecchio
    amieo e solerle amministratore.
    *
    * *
    Il nostro prefetto è partito per Roma: lo si attendeva ieri di ritorno.
    Nel nostro ufficio di f\ S. si notano dei cambiamenti! L1 ispettore signor Balenano, da pochi mesi qui giunto, fu traslocalo a Pisa; il delegato s:g. Guglielmi verrà mandato la reggere I1 ufficio di Castellamare Adriatico. L'uno e , altro lasciano desiderio di sè. A sostituire il primo arriverà il cav. Coppi da Pisa, cerne scrive il Corriere deli Arno»
    F. Tafiìorelli direttore resnonsabile