CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    lettori del vostro Corriere, molto diffuso anche in questo estremo lembo della provincia.
    don deliberazione del 18 gennaio ultimo, regolami ente vistata, il Consiglio comunale a suffragi unanimi (ma non senza il dispiacere di dL'uni) nominò medico condotto il sig. Giuseppe CaiL-osi di Tocco Casauria, coli1 annuo stipendio di L. lò'OO, e per la durata di anni 5, delegando fa Giunta alla stipulazione del relativo capitolato. Avutane appena notizia il nominato si recò qui, e ringraziali ad uno ad uno lutti i consiglieri dell'onore conferitogli, non fece un mistero a nessuno che I1 avrebbe accettalo. Se non che più tardi e propriamente con lettera del 26 dello mese, per le arti adoperate dagli avversari della sua nomina, mandò al sindaco la propria rinuncia. Ma rinfrancato ben presio dagli an ici e fallo di nuovo venir qui, fu da f/ue consultori presentato al sindaco, a cui dichiarò di accettili' % e con cui anzi si convenne del modo. Scrisse egli perciò una seconda lettera al sindaco, colla quale ritirando la prima espresse formalmente la sua accettazione. Fissò quindi stanza nel comune, e col 1° febbraio cominciò a prestare servizio, riscuotendone regola niente lo siipeddio pei mesi di febbraio, marzo ed aprile. In questo frattempo però i suoi avversari non se ne stettero, e promossero contro di lui ed in favore di altro medico una numerosa petizione al Consiglio comunale, mentre il sindaco da! suo canto eccedendo! propri poteri lo invitava infruttuosamente una e due volte alla stipula del contralto. Sembra che mosso da queste dm» circostanze, a cui non si può negare un certo valore morale, il sindaco avesse con soverchia vivacità riferito al sotto-prefetto lo stato delle cose, sì da indurlo a consentire a una nuova riunione consiliare per la nomina di un altro medico, sulla semplice sua richiesta, violando lo spirito della disposizione contenuta neli: art. 78 della legge. Il fatto è che il Consiglio adunato il di 11 di marzo (previo regoline invito a domicilio colla indicazione dell'oggetto) rilenendo fosse come vuota di effetto e non avvenuta la precedente nomina, {che non veniva nemmeno revocata) procedette alla nomina di un secondo medico in persona del sig. Delelti.
    Naturalmente il Garosi non se ne stette, e
    Se non che ben considerato ogni cosa non mi sembra che la matassa fosse tanto arruffata da non potersene trovare il bandolo. E per verità, è perfetta nella forma la deliberazione dell' It marzo? Francamente, io credo di nò, tra pel vizio già notato in base dell'articolo 78, che trattandosi di materia d'iniziativa, e d'interesse puramente municipale, il sotto-prefetto non poteva autorizzare la nuova convocazione del Consiglio, sulla semplice richiesta del sindaco; e principalmente per la disposizione contenuta nell' articolo 221, non essendosi coli' atto consiliare 11 marzo revocato il precedente del 18 gennaio. Nè vale il dire che sarebbe stato ozioso il revocare un atto che il Consiglio giudicav.a vuoto di effetto e come non avvenuto; poiché ciò p-oleva bene essere allora nella mente del Consiglio (nè sarebbe stato I1 ultimo degli errori che l'agitavano) ma non può nè deve oggi avere efficacia di alterare la fisionomìa giuridica del fatto colle sue naturali conseguenze. Come mai infatti si giudicherebbe vuota di affetto e come non avvenuta una deliberazione, che è in pieno e perfetto esercizio? Poteva egli il Consiglio adergersi a giudice assoluto del valore giuridico di un alto, nel quale non rappresentava cbe una delle parti contraenti ? lo credo che nò: I' allo esisteva, e quale che fosse la sua efficacia giuridica (la cui ricerca trascende i poteri del Consiglio,) volendo modificarlo o revocarlo, bisogna vìi bene che il dichiarasse , sotto pena di nullità espressamente fulminata dalla legge.
    Entrerà il Consiglio di prefettura in questo ordine d' idee? Non sappiamo, ma ciò che sappiamo è che se il facesse, mentre non farebbe cbe eseguire la logge, salverebbe il comune da un grave imbarazzo, *
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    Bellante 23 maggio 1875
    Sembrava che il nostro paese fosse completamente purgato dai ladri che l'infestavano, quando alcuni fatti ripetutisi piuttosto di frequente, il furto d^ una vacca a danno m »n contadino nell1 ambito del comune , e P altro di tre pecore perpetrato sotto le mura dell'a-
    , dino valido e robusto, autore d1 un graferimento avvenuto nei primi giorni del cestini» mese. Egli si sottrasse allora con la fuga malgrado che fosse stalo inseguito appena comminato il delitto.
    Comunicatone
    Il sig. cav. Nicola Castiglione di Penne ha interesse che si pubblichi aver egli esposta querela innanzi a quella R. Pretura per la indebita perquisizione fattagli in casa. Egli spedisce pure al nostro indirizzo una copia della querela, che noi, aderendo al suo desiderio, riassumiamo :
    Il 6 corrente, nelle prime ore pomeridiane, mentre il sig. Castiglione riposava, fu destato da sua moglie che gli annunciava la visita tli un delegato di P. S. e di due guardie. Presentatosi a loro, ebbe richiesta di esibire un , calice di proprietà del Capitolo cattedrale, sotto minaccia di una perquisizione. Il sig. Casti-I glione negò di avere il calice ed aggiunse che , se I' Autorità si credea facultata d' una perquisizione, avrebbe protestato per violazione dell' art. 27 dello Statuto e non si sarebbe opposto alla forza. Allora il sig. delegalo, eoa ì' intervento dei carabinieri, fece una minuta , visita domiciliare, la quale finita, si redasse analogo verbale negativo, sottoscritto dal delegato e dal brigadiere, ed in cui il perquisito , chiese I1 inserzione delle sue proteste. In forza , dello Statuto del Regno, espone perciò que-! reta contro il delegalo Nicola Orsalli per vio-I lozione di domicilio.
    -A.]pp>\a.xi-fci ÌDÌl3liocjr*afìci
    Qui sii one GiurlsfHzion-Its biella Rampigna fra l <5®®ttai Pescara e di C asm li amaro Adriatico.
    Memoria del B. Domenico de' Guidubaldi, consigli^0 Pv vinciate dal 1." Abruzzo ultra.
    Tipografia Marsilii.  t»
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    oi     a una nuova riunione consiliare per la nomina di un allro medico, sulla semplice sua richiesta, violando io spirilo della disposizione contenuta neli ari. 78 della logge. Il fatto è che il Consiglio adunato il di 11 di marzo (previo regolare invito a domicilio colla indicazione dell'oggetto) ritenendo fosse come vuota di effetto e non avvenuta la precedente nomina, (ehe non veniva nemmeno revocata) procedette alla nomina di un secondo medico in persona del sig. Deletti.
    Naturalmente il Garosi non se ne stette, e adoperando un poco di quella energia e risolutezza, che forse avea tenuto in serbo per casi estremi, mosse lite al comune presso codesto tribunale; perchè dichiari giuridicamente perfetto il contratto col consenso chiaramente espresso dalle due parli contraenti, e condanni il comune ai danni e interessi.
    £ così mentre ci lagnavamo di non aver medico condotto, ne abbiamo due e per giunta una lite sulle spalle !
    APPENDICE
    COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUA VIVA
    ,Continuazione\ vedi N. prec.) Atto secondo
    SCENA PRIMA Una sala nel palazzo di Leonato
    Leonato, Antonio, Beatrici, Nero ed altri.
    Leonato  Non intervenne il conte Don Giovanni alla cena ?
    Antonio  Non lo vidi.
    Beatrice  Che sguardo severo ha quel signore ! quando io vedo mi sento sempre stringere il cuore.
    fiero  È di un assai malinconico lemperaraonlo.
    Beatrice  Colui che fosse una via di mezzo fra Don Giovanni e Benedetto, sarebbe un uomo eccellente: I' uno «eoifera una statua e non parla, 1' altro ciarla troppo.
    iidyiMuuiv «jii v oy i; " i"" 1 ¦¦¦ .....
    rebbe che eseguire la logge, salverebbe il comune da un grave imbarazzo.
    * #
    Rollatile 23 innggio 187?)
    Sembrava che il nostro paese fosse completamente purgalo dai ladri che l'infestavano, quando alcuni l'atti ripetutisi piuttosto di frequente, il furio d> urta vacca a danno d' un contadina nell1 ambilo del comune, e l'altro di tre pecore perpetrato sotto le mura dell'abitalo, ci fecero avvertili che la infame genìa non è' del tulio spenta. Ma se i ladri ripullulano, l'energia del brigadiere della stazione di Campii si raddoppia, e si ha luogo a sperare che, grazie allo zelo di questo, il nostro Comune ritornerà allo stato di sicurezza goduto per lo passato. Anche nella scorsa notte mercè la vigilanza e solerzia della benemerita Arma col bravo brigadiere alla testa, è stato agguantato un tal Domenico Pedicone, conta-
    Leonato  Bisognerebbe allora che metà della lingua di Benedetto fosse nella bocca'di Don Giovanni, e parte della malinconia di Don Giovanni nella fisonomia di Benedetto....
    Beatrice  Con buone gambe, zio, e danaro in copia nella borsa, sarebbe uomo tale da guadagnar qualunque donna nel mondo..... ove però sapesse cattivarsene la benevolenza.
    Leonato  In fede mia, nipote, seguitando lu ad avere la lingua sì mordace, mai troverai marito.
    Antonio  Per bacco! è troppo malvagia.
    Beatrice  Troppo malvagia vai più di malvagia: cosi diminuirò quel che Dio manda, secondo il proverbio, che dice: ad una vacca malvagia Dio fa corte le corna; ma ad una vacca troppo malvagia non gliene fa.
    Lionato  E così credi, coli'essere Iroppo malvagia, che il Signore non ti manderà le corna?
    Beatrice  Senza dubbio, se non mi manda marito; il che prego in ginocchio mattina e sera, dicendo : Signore ! non potrei mai sopportare un marito colla barbi; amerei piuttosto coricarmi nella lana.
    Leonato  Potresti trovar anche un marito sbarbato.
    Beatrice  E che cosane farei? Dovrei vestirlo coi miei abiti e farlo mia dama di compagnia? Chi ha la barba è più che un giovinotto; e chi non 1 ha è meno che un uomo: sò , più che un giovine non fa per ino, e se è meno che un uomo non fo per lui: preferirei prendere caparra di dodici soldi da un domatore di bestie feroci puf condurre all' inforno lo «ue scimmie*
    CIMI S< I IIIM I fcHMH. wnii5 'in., ni J * » T 7,
    dello Slattilo del Regno, espone perciò jg, rela contro il delegalo Nicola Orsalti per vi^ lazione di domicilio.
    Appunti iDilDliocfr-afìci
    Quistione Giuris<     Memoria del B. Domenico de' Guidohaldi, consigliere provinciale dal 1." Apruzzo ultra.
    Tipografa Marsilii.  Teramo 1873.
    Sono più anni che fra i comu ti di Pescara e di Castella mare Adriatico, e per conseguenza fra le provincie di Teramo e di Chieti si agita , accennata controversia giurisdizionale.
    Nella seduta del '28 maggio 1874 il Consiglio provinciale di Teramonecommi.se l'esame al consigliere de' Guidobaldi, uomo compelentissimo in simigliami studi.
    Fratto di queslo incarico con generoso animo accollilo è il presente lavoro, stampato a cura e spesa della provincia, il cui obbiettivo speda istmo é di dimostrare com« nella vertenza tra la provincia di Chieti e quella di Te-
    Lionato  Allora v' andresti arche tu.
    Beatrice  No, giungerei solo fino alle porle; colà il diavolo dalla vecchia tei-ta cornuta mi verrebbe incontro e direbbemi: va al cielo, Beatrice, va nel Paradiso, non é questo il sito per vui donzelle: così lascerei i miei sci miotti a lui in consegna, ed andrei da San Pi tro per ottener l'entrata del Paradiso; egli mi mostrerebbe il posto-dei celibi e là vivremmo tutto il giorno in allegria.
    Antonio  (ad Hèroj Brava, nipote! spero che voi almeno vi farete regolare da vostro padre.
    Beatrice  Sì, davvero! mia cugina ha il dovere di essere riverente e dire: padre, come vi piace: (ad Hèro)ma con tutto ciò, cugina, bada che sia un bel giovine, in diverso casu fa un' altra riverenza dicendo: padre, come piace a me.
    L"onato  Eppure, nipote mia, spero vedervi un giorn» maritata.
    Beatrice  No ! se il Signore non compone gli ui>uiinf di altra materia che dì crei». Credete non si a'IIigga un» donna di esser comandata jp un sacco di polvere ? Hi dover render conto deli sua vita ad una zolla di fango? fk zio, non ne ho voglia: i figli di Adamo sono miei fratelli; sincerameli e, c edo sia peceato il maritarsi fra parenti.
    Leonato  tad Hèro) -Figlia, rammenta ciò che ti $,fJ sai come devi rispondere se il principe ti fa proposte     (Continua)