CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    I
    AlMlO II.
    Merooledì 31 Ma^cyio 1876
    3\T. 44
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    Asaae . . Semestre , Trimestre. Ln mese .
    L. 9 « 5 » 3
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    Armo L. 9 Semestre L. 5 - Trimestre L. 3, All'Estero aumento di spese postali.
    PAGAMENTI ANTICIPATI Teramo 15 Maggio 1876.
    POLITICO-LETTERA IU0
    Esoe il IVI ero ole eli e il Sabato IIM" TERAMO
    La Direzione ed Amministrazione sono provvisoriamente presso It Tipografia del giornale
    Inserzione in 4tt pagina cent. 10 'per linea lunghezza di colonna - In 8a pagina eent. 15 T Per più inserzioni si fa uu» sconto - Le lettere affrancate»? vaglia postali debbono essere diretti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo. jYon si restituiscono i manoscritti.
    m.vmmavaBai
    agitazione che tendesse air estensione ciol dritto del voto, oggi è lo stesso Governo che si mette 3 capo di essa e la dirige. E' 1' unico modo, a parer nostro, per venire ad una pratica definizione.
    Il fatto, su cui è mestieri tutto lo studio degli uomini designati ac( affrontare l1 ardua questione dell'estensione del voto, si ò che in Italia, sopra 27 milioni di a-bitanti si conta appena mezzo milione di elettori, e la classe artigiana, la più numerosa e su di cui rifidiamo sia costringendola a pagare tasse gravose^ sia ingaggiandola nei ruoli della milizia, è affatto esclusa dal dritto del voto. È un fatto la cui ingiustizia appare evidente; è un monopolio morale che tende a l'ormare un governo di casta; e in un governo libero^ fondato suIP eguaglianza dei dritti e dei doveri,, ogni ingiustizia prevalente v ogni monopolio di governo, ogni casta fatile a prevaricare, non avendo altro ritegno che la sapiènza e la prudenza delle pèrsone che vi partecipano* non può ne dev'essere fondamento della cosa pubblica.
    Fin qui, tutta la scuola dei pubblicisti
    tresì un mezzo altamente educativo, di cui il pubblicista deve tener conto, 11 Tocqueville, parlando degli Americani, vede nel voto elettorale non pure una guarentigia politica, ma una cagione essenziale della grande intelligenza e della non men grande disposizione alla vita pubblica nella massa del glorioso popolo che, duce Washington, seppe rivendicare la sua indipendenza. Noi certamente non crediamo che la nostra classe operaia abbia dei punti di rassomiglianza con la inglese o con t'americana. Non abbiamo adulato nessuno, e tanto meno aduleremo per desiderio di popolarità, le nostre classi operaie. Ma non sarebbe per avventura una cagione efficiente della negletta educazione degli operai italiani e della esigua loro disposizione agli affari pubblici, lo stesso ristrettissimo suffragio elettorale ? Forse non mancheranno, quelli che la cagione da noi ricordata^toeranno frivola ed inefficace; ma è là *T Esempi o degli Americani del nord, che usano di questo dritto con prudente coraggio, come direbbe il Thiers; è là fi esempio della democrazia inglese, che
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    Anno L. 9 Semestre L. 5 - Trimestre L. 3. All'Estero aumento di spese postali. PAGAMENTI ANTICIPATI Teramo 15 Maggio 1876.
    La settimana fu oocupata nella discussione ed approvazione dei bilanci difìnilivi dei ministeri di Grazia e#iust zia, dell'interno e degli esteri. L'on Donati interpellò sul movimento del personale della magistratura, e il ministro guardasigilli rispose con l'usata facondia, difendendo tra gli applóusi della Sinistra le traslocazioni fatte per ragioni di servizio e senza che sì fosse violala la legge. Lron. di Rudinì interpellò il ministro dell'interno sul movimento del personale nell'amministrazione provinciale, e il resoconto di questa seduta i nostri lettori potranno leggere in un carteggio particolare arrivatoci da Roma. La discussione del bilancio degli esteri passò senza notevoli incidenti, tranne alcune osservazioni sul personale delle legazioni per parte dell'on. di Cesarò. Ad una interrogazione dell'on. Massari sulla politica d'oriente, il ministro Mele-gari rispose che l'Italia farà sempre opera di-paci fica zio ne e saprà tutelare in questi frangenti il prestigio nazionale, Lunedì fu discussa la legge per la soppressione dei giornali che si mantengono con le inserzioni ufficiali e per l'istituzione del Bollettino di prefettura.
    L'OPERAIO
    nella, riforma elettorale I.
    Il Ministero Depretis, nominando una Commissione reale per esaminare e riformare la legge elettorale, ha portatoinun nuovo campo la questione eh e: agita tutte le democrazie d' oggidì. Mentre negli anni scorsi il Governo era estraneo ad ogni
    monopolio morale cho tende a lormare un governo di easta; e in un governo libero,, fondato sullv eguaglianza dei (fritti " e dei doveri,, ogni ingiustizia prevalente , ogni monopolio di governo, ogni casta fatile a prevaricare, non avendo altro ritegno che la sapienza e la prudenza, delle persone che vi partecipano, non può ne dev* essere fondamento della cosa pubblica. Fin qui, tutta la scuola dei pubblicisti liberali è d1 accordo. In Italia sono concordi in ciò il Mazzini, il F'errari, il Cattaneo,, il Correnti, e, se la questione restasse nei termini da noi esposti, non sapremmo so lo stesso Bonghi potesse in buona fede essere di contrario avviso.. Oltrv Alpi, Louis Blane, il Tocqueville, Stuart Mill si accordano nel giudicare che il benefìzio del voto non può essere un privilegio, tanto più vergognoso, in quanto è sommamente ristretto, come tra noi. Lv operaio italiano, s.e non virtualmente, è in fatto escluso dal novero dei cittadini aventi dritto al voto,. Mentre noi lo costringiamo a pagare la tassi de! macinato, che colpisce in modo crudele il pane de' suoi figli, non gli diamo il diritto di*giudicare quegli uomini che, seduti nel parlamento, furono la precipua cagione della fame che ora lo tormenta. Dov' è V e-quilibrio dei poteri? Dov' è la giustizia e-guagliatrice ?
    « In uria nazione adulta e incivilita, scrive Stuart Mi II nel suoGtfvtrnp roppre-seritutivo, non vi dovrebbero essere riè paria. nò uomini colpiti ci' incapacità se non* per propria colpa.... Niun ordinamento di suffragio può durevolmente sodisfare, qua-» lora per la sua organizzazione unaolasse od una persona trovisi assolutamente t§j8 sciupa,, o il privilegio elettorale noa sia accessibile- a tutti gli adulti che desiderano ottenerlo. »
    Ma il voto elettorale non è soltanto un modo di evitare le rappresaglie e il dispotismo dei pochi privil ;giati, ma è al-
    ciuciente aeiia ncgicua caucazione uegu operai italiani o della esigua loro disposizione agli affari pubblici, lo stesso ristrettissimo suffragio elettorale? Forse non mancheranno, quelli che la cagione da noi ricordata,^ÉU>ccaniao frivola ed inefficace; ma è là TEsempio degli Americani dei nord, che usano di questo dritto con prudente coraggio, cerne direbbe il Thiers; è là I' esempio della democrazia inglese, che quantunque colpita pur essa dal suffragio ristretto, va tutt' i giorni imponendosi alla stessa coscienza dei lords.
    A tal proposito non sapremmo non sottoscrivere a quanto ebbe adire il celebra pubblicista inglese, che non è certamente dei più radicali,, nella sovraeitata opera.
    « Gli è col mézzo della, discussione j politica, scrive il Mill, che l'operaio la eui occupazione è affatto macchinale, il cui modo di vivere gli vieta qualsiasi varietà dvimpressioni, di circostanze o d'idee, giugne a comprendere come le case' ri mote,, gli eventi che maturansi altrove hanno pure un inteso sensibilissimo sui suoi personali interessi; gli è. col mezzo delia discussione politica e della azione politica collettiva che l'uomo,, i eui interessi sono dalle occupazioni giornaliere limitati a un' angusta cerchia, impara a simpatizzare co' suoi concittadini, e diventa scientemente membro d'una grande comunanza. Ma quando un ordine di cittadini non ha voto,, nò cerca di acquistarlo, te discussioni politiche sfuggono affatto alla sua- attenzione. La, situazione sua rispetto agli elettori, è quella deHvuditoria è1 una Corte di giustizia rispetto ai dodioi individui che stanno sul banco' del giurì. Non è il suo suffragio che si chiede; non è bii.Ua sua opinione che cercasi di prevalere;, gli appelli son tatti ad altri, gli argomenti ad altri indirizzati; nulla dipende dalla, decisione ch'ei può pigliare ed è affatto inutile e poco ragionevole ch'ei pigli» una decisione qualsiasi. Quél