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LETTERE FRENTANE
Lanciano 27 maggio (ritard.)
Il Giovine Operaio, giornaletto che si stampa qui, ha creduto pubblicare un supplemento al suo N. Ila bella posta per mostrar« erronea la notizia da me data circa la pretesa benedizione del vessillo. È riuscito nell' intento? Giudichino i lettori. Mi duole solo che il Giovine Operaio soffra di miopia e non vegga, che certi fattarelli e certi aneddoti io li narro non per gusto di suscitare la curiosilà o lo scandalo, ma per uno scopo ancora più nobile; mi duole e molto, quando, dopo avermi chiamato anonimo corrispondente, lo veggo cadere nell' istesso vizio che mi rimprovera ed a torto, perchè un corrispondente di un giornale che si rispetta , non ha bisogno di dire ai molti curiosi: Ecco, lo scrittore sono io, vostro umilissimo-servitore. In quanto alla voglia di farla da critico, io non ne ho; in quanto alla capacità di operare, prego il buon Dio a presentarmi la occasione di sperimentare le mie giovani forze, in cose più u.ili per il mio paese, ed a vo-fermi frattanto conservale la forza che ho sufficiente a punzecchiare certa gente ed a ridere di certi principii. Viva pur certo il G.ovine Optraio, che , se nelle mie corrispondenze dovessi per avventura uscire dalle generalità e combattere il sig. Cecco e il sig. Beppe; rton sarò certo io quegli che si trincererà con 1' art. 517 cod. pen., invocato (con quanto strazio di quel povero articolo, Dio lo sa) in un opuscolo veramente anonimo, stampato alla macchia nella occasione delle ultime elezioni politiche.
E poiché parlo di anonimi, ho da dirvi che qui si fa un gran parlare di certi geritii, che chiamano satire, ma che in Gostanza non sono che una raccolta di basse ingiurie e di parolacce, proprie del vocabolario della gente da trivio e da bordello. Non è q lesto vizio nuovo nel paese: si scarabocchiano quattro infamie e fra le tenebre contra onesti cittadini ed oneste famiglie, e si smerciano poi di contrabbando con la vigliacca compiacenza, che un lazzaro qualunque prova nel tirare una manata di fango addosso ad un gentiluomo. E di questi scritti ne girano parecchi; equantunque riguardino individui, che non sono nè miei amici politici nè personali, pure invoco la Cooper azione del Giovine Operaio a levare alla la voce contro siffatti attentati alia riputazione ed alla pace altrui ed a predicare contro codesti scarafaggi umani, che non contenti di avvoltolarsi nello sterco, ne vogliono lasciare a qualunque costo una parte su,,' abito del prossimo.
Questa sorla di scrini è il fiore cho germoglia dalla poca istruzione e dilla nessuna educazione; e più che combattere 1' analfabetismo io combatterei la istruzione scompagnata dalla educa/ione, eh'è male peggiore. Quindo a mò d'esempio, è' ha della gente che si studia di mettere lo spegnitoio sugli affé ili domestici, si può essere certi che a poco a poco si spegnerà anche P amore alla patria: quando qualche tribuno predica potersi essere ottimo cittadino e pessimo padre o figlio senza che 1? una qualità noecìa all' allra, si può vivere sicuri che si avranno pessimi cittadini. Per ine questi uomini a doppio fondo non li comprendo, e le loro distinzioni sono corruttrici a, pestifere. Occhio però alle scuole; si rischiari la mente e si educhi il cuore.
Il Seminario di qui fu 1' anr>o scorso ispezionato dal Nicolai, ora provveditore degli studi a Foggia, ed a quanto mi si dice egli sarebbe restato luti' al irò clic contento! Perchè, se le cose stanno così, non se ne ordina la chiusura, od almeno non si limitano le scuole a quelle teologiche ? Stiamo fralianto col mese di Maria, ed abbiamo in prospettiva la festa di S. Luigi, il santo che per pudicizia non guardò mai in faccia la i j ' g io «a ti re fa capolino la I
simare V incuranza del nostro municipio in cose che in fin dei conti, non portano un aggravio enorme alle nostre finanze. Si traila d'inaffiare la piazza nelle sere in cui c' è la musica. On. Moschioni, la prego di tenersi bene col sesso gentile. Un po' d' acqua per carità 1...
Domani sera, nella ricorrenza della festa dello Statuto, avremo la musica in piazza, a cura della Società borghese.
*## Ci scrivono da Tortorelo che nei giorni 25 e 2t>, in occasione di una festa paesana, quella banda diretta dal M.° de Fabritiis ebbe lodi ed applausi.
In Aquila i Briganti di Offenbach furono trovati privi d' interesse, ed accolli perciò, dice la Gazzetta, con vivi e manifesti segni di scontento e di disapprovazione.
APPUNTI GIUDIZIÀRI
(Contin. vedi n. prec.)
La cassazione di Roma crede aver trovala la potente leva di Archimede nella terza eccezione, sostenendo che il legislatore chiaramente ha manifestata la intenzione di voler comprendere nel termine dei tre giorni anche quello della pronunzia (sempre in rapporto al ricorso del P. M.)
Ecco su di che nou crediamo consentire La quistione, cosi ridotta, cade nelle disposizioni degli ari. 649, 851 e 653 codice di procedura penale, che bisogna guardare nel-l1 insieme per stabilire i veri termini, in cui si possono produrre i ricorsi in cassazione a seconda le ipotesi della legge.
Ora nell' art. 649 cod. dì proc. pen. si prescrive a chiare note, che il condannalo ha tre giorni interi per fare la menzionata dichiarazione del giorno successivo alla pronunzia della sentenza, o da quello successivo alla notificazione. Su ciò non vi cade controversia.
Nell'art 651 di dette leggi invece si legge, che il P. M. e la parte civile potranno fare tale dichiarazione nello stesso termine, ed aggiunge; « a contare dal giorno della pronun-ziazione della sentenza. »
Da ciò la Cassazione di Roma conchiude,
anche pel P. M. anzi per costui si deve estendere un poco di più a causa degl1 interessi più eslesi, che merita tutelare.
Non per gli effetti che informano le attuali leggi di rito penale, poiché se da una parie è vero che per la L. 41 §. 13 de fìdem libel: 29, §. 5; 30, §. 8, ad Leg: Tul: de ad ult; 1, §. 40 de vi et armeta, il termine principia a decorrere dall' allo stesso della pronunzia; dall'altro pel combinato disposto degli art. 322, 323, N. 5, 148, 510, 511 e 722 cod. di proc. pen. sarebbe pericoloso stabilire il punto di partenza dei termini per non aversi nella sentenza I' ora, la quale precede il suo momento dalla data del giorno in cui viene pronunziata. Che non sarebbero di lieve momento gl'inconvenienti, che ne deriverebbero, adattandosi il sistema della Cassazione, specialmente nei pronunciali delle Corti di Ass si, ove per lo più i verdetti si emettono ad ora inoltrata del giorno, ed anche nel cuore della notte. I tre giorni per produrre i ricorsi resterebbero lettera morta. Che 1' unica eccezione si trova nell' art. 653 delle leggi, ove in caso di assoluzione dell'accusato, o imputato, o quando non si sarà fallo luogo a procedimento penale, il P. M. deve fare la dichiarazione di appello fra le 24 ore della pronunzia della sentenza. Nella quale ultima ipolesi vi è la ragione legale della eccezione, trattandosi di assoluzione, e di dichiarazione di non esservi luogo a procedimento penale, che è la forma la più solenne della innocenza del cittadino, da non andare soggetta ad ulteriori pastoje processuali; nel mentre nel caso di condanna degli altri due articoli 649, 651 la ragione è identica, ed identici devono essere i mezzi per garentire la legge, tanto nell' interesse della parte che del Pubblico Ministero.
Dal fin qui delto non vogliamo avere V arroganza di erigerci a censori della Cassazione romana, ma additare unicamente i dubbi, che tuttavia esistono nel nostro animo, onde meglio possa essere risolta la quistione. All'uopo invitiamo i cultori delle scienze giuridiche. X
Nostre informazioni
Domani mattina, al largo S. Giorgio
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