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1 ^^D 1Xm Sabato IO Giugno 1676 IV. 4tV
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POLITICO-LETTERARIO
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La politica della settimana
. Le voci bellicose ebbero in questa settimana un crescendo fenomenale. La Russia che aveva preparato 20 mila uomini in Odessa, pronti a salpare su Costantinopoli; la Grecia che chiedeva un prestito alla Germania; la Serbia e gli altri piccoli Stati che si univano alla Grecia per muover guerra alla Turchia; F Italia che aveva pTonto il decreto di mobilizzazione delllesercito per Tonnare un corpo d' osservazione a Brindisi; la Gran Brettagna che trattava d' alto in hasso F Orso del nord, -- tutte queste voci ripercosse su cento giornali facevano dubitare fortemente della stabilità della pace europea. Per fortuna di tutti, alcune di esse, come F alleanza della Grecia coi principati vassalli della Turchia, non sono esatte; altre sono destinate ad avere una conferma. Non che l'orizzonte sia rischiarato; tutt'altro, ma non è così buio, e procelloso, da far pre~ «no /»nnflaerazione più che imminente.
cF ogni genere. Non sappiamo se in questa classe dovremo mettere quello che si preparerà ad Ems, dove sta da qualche giorno lo Czar e vi si attendono Bismarck e jl nuovo ambasciatore italiano a Pietroburgo, il oom. Nigra. Quasi a chiudere queste nostre note sulla questione d' Oriente; diamti il seguente telegramma del 7 che è però di fonte ,slava: «t(*e legioni comandate da Karageorvick hanno battuto i turchi presso Carborika: i turchi ebbero cento morti: all'indomani 23Q0 turchi capitolarono.» L'impero di Murad V. comincia con buoni auspici !?.... Intanto il Times ha da fonte autentica che Murad accofdò piena amnistia agi' insorti, purché si sottomettano entro. sei settimane di armistizio. L'accetteranno?
ln Francia lo Stato va rivendicando i suoi dritti che la defunta assemblea aveva cercato di flettere in mano ai clericali. La Camera continua a discutere il progetto siili' insegnamento superiore, mediante cui si ritorna al governo il diritto della collazione dei gradi
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sicchè, tra crostacei ed uccelli, mi trovai com' ella vede, di aver fatto una discreta collezione zoologica; ma dell'atteso diploma, oimè!, perdetti per quella volta ogni buona speranza.
Qual era il mio debito dopo ciò? È Quello, s'intende, di mettere il cervello a partito e ce lo misi; di studiar le mie còse un pò meglio di prima e le ho studiate; di ritentare finalmente una seconda prova di esami e, Dio permettente, la ritenterò verso la fine dell' anno accademico. Ma sarò poi per riuscire in questa seconda impresa? Qui mi casca 1'asino, eccellenza, ed è qui che temo assai forte di rifar da capo un tuffo mortale! E perchè? - mi domanda - per ignoranza forse ? - Cotesto sarà,: in parte,-ed io noi vò negare; mas® in fin dev oonti P intelletto mio non è fatto di pietrel, credo che, riandate per bene le materie, un tale ostacolo dovrebbe superarsi, Quella però, che difficilmente si sqpera è lo 'stato convulso dell'animo dopo un primo naufrraio; e sfido io a star calmi e tranquilli nel doversi rimettere di li & poco in mare: - recentimens trepidai meta -
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cvv rei fortuna di tutti, alcune di
esse, come I' alleanza della Grecia cpi principati vassalli della Turchia, non sono esalte; tltre sono destinate ad avere una conferma. Non cho r orizzonte sia rischiarato; tuli' altro, ma non è così buio e procelloso, da far prevedere una conflagrazione più che imminente. Forse lo svenamento, volontario o forzato, di Abdul-Ariz avrà semplificato, meglio la quistio^ ne; se è così, gli amanti duella pace ad ogni costo ringraziino Murad Y. d' avergli permesso < ammazzarsi. Intanto possiamo dire oggi, che tutto inclina a far credere, che il nuovo, sultano Murad V. sarà riconosciuto da tutte le potenze, e gli si darà il tempo che basta per provvedere alle urgenze dello Stato e saper concedere ed applicare le desiderate e promesse riforme. Di questo parere è anche la Russia, la quale dicesi abbia consigliato il principe Milano a non precipitare le cose. Murad V. però è avvisalo: se non riesce, egli sarà P ultimo sultano, di Costantinopoli, I grandi armamenti che si fanno in Europa (e gli stessi arsenali italiani lavorano indefessamente) dimostrano in fin de' conti, che non si ripone molta fiducia nè nel tesoro privato del defunto stritano di 250 a 300 milioni di franchi, destinati a pagare gli arretrati dell' esercito, nè uell' azione riparatrice di Murad e di Midhat, nuovo presidente del Consiglio É opinione u-ni versale che, se è mutalo il direttore, resta P orchestra, cioè P inimicizia delle due razze, P antagonismo delle due credenze religiose, l'inerzia dei turchi, I' esaurimento di ogni ricorsa economica, la corruzione in tutte te am-n'uittrazioni, lo sfacelo in ogni organismo dell' impero. II malato perciò è grave: non cre-'U*mo punto agli emollienti nè agli empiastri
uisua agi insorti, purché si sottomettano entro sèi settimane di armistizio. L'accetteranno?
In Francia lo Stato va rivendicando i suoi dritti che la defunta assemblea aveva cercata di mettere in mano ai clericali. La Camera continua a discutere il progetto sull' insegna-, mento superiore, mediante cui si ritorna al governo il diritto della collazione ìfei' gradi accademici. 11 deputato Naquet, radicale, presenta una proposta per ristabilire il divorzio* Onesta questione la vorremmo studiata anche in Italia, e 1' on. Mancini sarebbe da ciò.
Gli esami di licenza
Uno studente di liceo abruzzese, cui fa difetto ogni altro mezzo di recapito, si giova del nostro periodico per trasmettere all' on. ministro della pubblica istruzione il seguente reclamo:
Me lo diceva il cuore, eccellenza, che lei è proprio una perla di ministro, e non diceva male. Di fatti corre voce che fra tante belle cose che V. E. va-meditando dal 18 marzo in poi, ci sia pur quella d'una riforma degli ultimi regolamenti universitari e secondari. 'Se la è cosi, da bravo sig. ministro, da bravo ! Ella> bisogna dirlo, si dispone con ciò a compiere una buon'azione, e noi poveri studenti si è meno I travagliati da presentimenti di funesto avvenire.
Vi ha però un caso speciale ( ed è-proprio il caso mio ) che di leggieri può. sfuggire all'osservazione di lei e che pur vale il merito d1 esser risoluto ammodo. Se vuol sapere qual è, abbia la bontà di starmi a sentire.
Neil1 ultimo agosto io mi esposi agli esami di licenza liceale, e, per mia trista ventura, feci una papera: tornai nell* ottobre a dar saggi di riparazione, e, peggio an'eora, presi de' granchi a secco : e
manna >iei - per ignoranza torse 7 - cotesto sari\ in parte, -ed io noi vò negare; mas® in fin de* oonti 1- intelletto mio non è fatto di pietra, credo che, riandate per bene le materie, un tale ostacolo dovrebbe superarsi. Quello però che difficilmente si sigerà è lo'stato convulso dell'animo dopo un primo naufr^io; e sfido io a star calmi e tranquilli nel doversi rimettere di lì a poco in mare: - recentimens trepidat metu -lei lo sa.. E ciò a prescindere dal fenomeno non infrequente della cattiva luna. Gli antichi appellavano climaterici alcuni anni della vita" e noi non ammetteremo neanche dei quarti d' ora che sieno del medesimo genere? Si figuri K eccellenza, ehe, se io in certi giorni mi sento di esser una qualche cosa, in certi altri'per converso divento così grullo da essere impacciato come quel tale che, presentandosi all' uffìzi al e di posta per domandar lettere al su% indi rizzo* noi potette, perchè avea dimenticato nientemeno che4l proprio nome* - Che vuole, eccellenza ? questo bipede spiumato, che si chiama" uomo v si trova sovente, soggetto allo: strano impero de' suoi nervi, cv da cristiano battezzato ! non è biiono a nulla*
Ma, poste anche- da. b inda le accennate considerazioni, ci è quel decreto del 7 Gennaio 1875 che farebbe paura financo a, un orso bianco. Che le pare infatti del malaugurato art.. 16- che dice tondo e chiaro qualmente nessuno piceli (lue volte possa; prendere P iscrizione- all' esame di licenza liceale*? Si può^esser tranquilli sotto P incubo di tale minacciaf Una disposizione data così a crudo non ha P aria di voler rinnovare il sistema del diminutio mpitjs ch' era in uso pressoi romani?Non SQorge in essa- la spada di Damocle sospesa al capo d' un infelice ? ^on ci avverte il senso duro< di quelle parole che un re caldèo leggeva scritte al sommo de la parete ? Non ci sente una ceri! afa di cimitero, a cui. ancor vivo vuol con-
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