CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    II.
    IV. 48
    PIUIZZ1 D' ABBONAMENTO
    Anno . . Semestre . Trimestre. bri mese .
    L. 9 5
    » 3 » 1,
    25
    Per 1' Estero aumento delle spese postali
    Un numero separato cositi cent. 10.
    POLITICO-LETTERARIO
    Esoe il 3V£ ero ole eli p il Sabato I1V TERAMO
    La Direzione ed Amministrazione sono provvisoriamente presso la Tipografia
    del giornale Inserzione avvisi commerciali in i pag. Ceni. 10 per linea o spazio di linea di colonna, io 8" 13. Inserzione di comunicali od altro, i prezzi sono da convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno sconto - Le lettere affrancate e vaglia postali debbono essere diretti all' ufficio del Corriera Abruzzese in Teramo.
    Non si restituiscono i manoscritti.
    GRONACA PARLAMENTARE
    11 bilancio definitivo del ministero delle finanze venne approvato senza notevoli incidenti. La stessa sorte ebbe quello per il ministero dei lavori pubblici. Tra I* una e l'altra discussione, si ehbe V incidente dell' interrogazione dell'on. Massari circa le voci bellicose, a cui rispose l'on. Depretis, come riassumemmo nello scorso numero. La discussione cadde Inoltre sul progetto di legge pei fondi per la sistemazione del Tevere. I cinque articoli concordati tra il ministero e la Commissione passarono, senza avere però V approvazione dell' on. Spaventa ex ministro dei LL. PP. Se questi restava al ministero, avevano un bell'ai tendere i romani 1 L' on. Zauardelli ebbe a rispondere a molle interrogazioni svoltesi nella seduta del 10. Tra le altre, vi fu quella dell'on. Pericoli sulla ferrovia abruzzese Sulmona-11 ministro risDose che egli non pren-
    La società degli artigiani
    L* amore che la nostra città ha nutrito in ogni tempo perla patria se non vince, certo eguaglia quello delle altre città italiane. Basti ricordare le feroci persecuzioni del Borbone, quando i migliori nostri concittadini erano gettati in orride prigioni, o sbalzati in esilio, le più oneste e generose famiglie fatte bersaglio a continue vessazioni ed oltraggi; nè possiamo dimenticare che, caduta V aborrita dinastia, Teramo ha raffermato in mille e mille circostanze il suo patriottismo. 11 limite che impone un articolo di giornale non ci permette dire quanto si potrebbe su questo?, però il breve r cordo del terrorismo borbonico dimostra ad evidenza che il popolo teramano contribuì largamente al risorgimento nazionale. Ma dobbiamo con dolore riconoscere cho da un certo tempo in qua,non cura usufruirei vantaggi, che dalle libere istituzioni gli derivano; che fra noi ha posto profonde radici una inqualificabile apatia. Intendiamo alludere allo spirito di associazione che può dirsi
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    chiamare la società a novella vita, non sarà il miglior modo di solennizzarlo? Sappiano gli operai che por lo spirito del nostro ordinamento politico essi per mezzo del lavoro, del risparmio e dell' educazione dalla loro umile condizione possono salire ai primi onori nello Stato; ma sappiano pure che non potranno pensare davvero alla propria educazione, finche la loro vita sarà una continua battaglia per la conquista dei mezzi di sussistenza, e che questa battaglia non sarà vinta che il giorno in cui comprenderanno la forza del principio di associazione.
    Sorga dunque una società produttiva di reali vantaggi: 1 mezzi sono facilissimi, ma innanzi tutto crediamo indispensabile il volere e fermamente volere.
    A parer nostro gli operai si potranno procurare il vantaggio di una sana educazione coll'assistere a conferenze periodiche sui doveri e diritti dell'uomo, sulla stor a patria, sull'igiene e su altre utili materie; col frequentare la biblioteca popolare, dì cui la società dovrebbe fornirsi, e colla lettura dei giornali» che si pubbli-
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    r on. Spaventa ex ministro dei LL, PP. Se questi restava al ministero, avevano un bell'ai tendere i romani! L' on. Za u arde Ili ebbe a rispondere a molte interrogazioni svoltesi nella seduta del 10. Tra le altre, vi fu quella dell'on. Perìcoli sulla ferrovia abruzzese -Sulmona-Roma. Il ministro rispose che egli non prendeva alcun formale impegno, il quale del resto con potrebbe avere maggiore valore; ma tuttavia la Camera doveva tener conto di questo, che cioè la linea Sulmona-Roma e tutte le linee che mettono capo a Roma godono le sue simpatie, poiché le ritiene di somma importanza. L' on. Berti presentò di poi il progetta per il miglioramento delle coudizioni dei maestri e-lementari, come P on. Dpprelis aveva già presentato il progetto per il miglioramento delle condizioni degli impiegati. Su questo secondo, progetto abbiamo le seguenti notizie dellaJVa-rione. L1 on. Depretis intenda far cessare per davvero la legge 18 «licembie 1864 conquesto «inno, mantenendo le ritenute per gli {stipendi " ino a un massimo del ft per 0\°; delle ritenute per quei 6 mesi non sì parlerebbe più. Importanti modificazioni si farebbero sulle indennità che oggi hanno gP impiegati di Roma.
    Il Senato si occupa del progetto che modifica il codice di procedura penale riguardo al mandali di comparizione, di cattura e di libertà provvisoria. Parlò contro il sen. Mauri, e gli risposero i senatori Vigliani, Borsani, Gal-lotli e de Filippo. Fu notevole il discorso dell' on. Mancini che sostenne il progetto in «maggio alla giustizia ed alla economia. Egli disse che il concetto della libertà provvisoria e da molto tempo in uso presso gP inglesi, e «od h* guari P accettarono Francia e Belgio. I primi articoli passarono a grande maggioranza.
    bellico dimostra ad evidenza che il po- ! polo teramano contribuì largamente al risorgimento nazionale. Ma dobbiamo con dolore riconoscere cho da un certo tempo in qua, non cura usufruire i vantaggi, che dalle libere istituzioni gli derivano; che fra noi ha posto profonde radici una inqualificabile apatia. Intendiamo alludere allo spirito di associazione che può* dirsi spento nella nostra città, il che non segna il progresso, ma la decadenza di un popolo.
    Il diritto di associazione è sacro ed è garentito dallo, statuto. E' vero che finora lo resero efimero i pochi privilegiati che reggevano la cosa pubblica; ma essi sono, scomparsi, e il diritto resta: sarebbe dunque nostra colpa il non usarne.
    Il principio di associazione va pigliando. in Italia un notevole sviluppo ; ogni classe di cittadini è stretta in società; si associano gli scienziati, i letterati, gli artisti, gli operai, si associano anche le donne. In. questa nobile e generosa garaqual'è la nostra parte? Noi rimaniamo.muti spettatori. sopraffatti da glaciale indifferenza.
    Molte società sorsero fra noi, e tutte' ebbero, brevissima vita! La sola superstite è la società operaia costituita fin d il 1861. Ma la sua sterile esistenza ci dà ragione a dubitare che avesse fin da principio smarrito, non per sua colpa, quelPobbiet-tivo, che avr< bbe dovuto esserne il, solo movente, il benessere cioè morale e materiale degli operai., 1 nostri operai, sono, d'indole buonissima,v e se noa furono entusiasti di questa società, lu perchè non scorsero in essa utile alcuno. Dovranno perciò durare in questo stato d'infeconda ed' inonorata apatia? E1 tempo di> scuotersi e di operare. Si destina una volta, e nel 24 giugno accorrano tutti, tutti ad scriversi soci. Celebrandosi in questo giorno il XV anniversario della società eol-P inaugurazione della nuova bandiera, sarà giorno di festa per gli operai. Ma il ri-
    il volere e fermamente volere.
    A parer nostro gli operai si potranno procurare il vantaggio di una sana educazione coli'assistere a conferenze periodiche sui doveri e diritti dell'uomo, sulla stor a patria, sull'igiene e su altre utili materie; col frequentare la biblioteca popolare, di cui la-società dovrebbe fornirsi, e colla lettura dei giornali» che si pubblicano espressamente per loro.
    Il prodotto del loro risparmio sarà per essi sorgente di fortuna, purché la impieghino, per ora, nell'istituzione di un magazzeno cooperativo di sostanze alimentari, di cui gli stessi operai fossero venditori e compratori nel tempo stesso.
    Abbiamo detto per orav perchè aumentandosi con questo primo mezzo il capitale della società, essa, dopo qualche anno, potrebbe essere in grado di aggiungere un deposito di merce greggia e di panni con officine da lavoro,. per- rivolgere in prosieguo il pensiero ad una cassa di ri-t'ro per la vecchiaia, di pensioni per le vedove ed anche ad una banca di eredito.
    Fa mestieri altresì; semplificare l'amministrazione della società,, abotendo il ginepraio di statati e regolamenti , che l'hanno retta finora. I capi siano* pocki, o-nesti eden rgici. Badinogli operai di non farsi adescare da chi volesse trarli in inganno esagerando^ toro diritti, e respingano con eguale fermezza quelli che non riconoscendo, in essi che doveri, volessero servirsi del loro braccio come facile strumento dei loro piaceri e delle loro ambi-zioni:v
    Cessi ogni disGordia} cessi la diffidenza I fra gli operai, compongano il fascio romano stringendo ed indirizzando pensieri, affetti ed opere al fine nobilissimo del loro miglioramento morale e materiale. Questo è il voto, con' cui salutiamo Pinaugurazione della nuova bandiera!
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