CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    HCf*i¬ Sii.
    Sabato 17 Giugno 1876
    IV. 4©
    Anno . L. $
    SeviveVtPé . >> 5
    Triineutre. » 3
    Ln mese 1 » 1,25
    Per P Estero aumento delle spese postali
    Uu numero separato costa ccnt. 10.
    POLITICO-LETTERARIO
    Esce il M^x^ooledì e il Sabato jrST TERAMO
    La Direzione ed Amministrazione sono provvisoriamente presso la Tipografi*
    del giornale Inserzione avvisi commerciali in & pag. Cent. 1Q per linea o spazio di linea di colonna, in 9a 15. Inserzione di comunicati od altro, i prezzi sono da convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno sconto - Le lettere affrancate e vaglia postali debbono essere diretti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo.
    Non si restituiscono i manoscritti.
    La politica della settimana
    I consigli della Russia sono slati efficaci presso la Serhia. Ed è naturale per noi che stimiamo sia stala la Russia che ha eccitato la baldanza e degl'insorti e del principato serbo. Questo rispondendo alla nota cortese del govèrno ottomano, non ha alcuna difficoltà di esprimere la sua seria volontà di conservare la pace e di rispettare V integrità dell' impero ?«ttomano; i suoi armamenti non essere anormali, ma derivare dalle condizioni delle province limitrofe, la cui insurrezione siringe 'la Serbia come in un cerchio di ferro: infine dovendo regolare alcune divergenze, non tarderà di inviare a tale scopo, un delegato spe-r.iale a Costantinopoli. La nota del principe Milano testé riferita, insieme al risultato delle conferenze di E me, tendenti a non turbare la pace europea, rassicura per ora gli animi. Però è notevole un fatto che nessuno cioè crede g, chilo di cose- nò v' ha gior-
    mato da sentimenti di conciliazione, le potenze dovrebbero tentare di persuaderlo a fare di quei due paesi uno stato autonomo e tributario. Anche nel 1826 le grandi potenze Russia, Inghilterra     Anche in Francia si son preoccupati delle, voci bellicose, e se n' è fatta interpellanza al ministro, degli esteri, il quale diede ragguagli dell' invio della squadra e Salonicco.
    niversale, il quale sarebbe esiziale alla stessa libertà. Certo noi non avremo per queste nostre idee P approvazione di coloro che giurano sul contratto sociale di Rousseau e sono alieni da'Pammettere il gran divario cho sta tra la teoria e fa pratica. Forse altri potrà anche armarsi delle testimonianze del Macchiavelli e del Montesquieu, i quali affermano essere stati i popoli antichi ammirabili sempre nelle elezioni. Ài primi nulla abbiamo a rispondere noi che scriviamo per P oggi e ci preoccupiamo delle condizioni attuali della società. Se èssi domani ci dimostreranno P aumento di coltura nelle nostre popolazioni, P indipendenza e Pintolligenza dei nostri operai, non avremo nessuna difficoltà di unirci a loro per ritenere quale dritto giusto ed inalienabile il suffragio tini versai e, A chi poi ci ricorda P esempio dei popoli d' Atene, di Sparta e di Roma, la cui sapienza civile fu il più delle volte pari al patriotìs.mo che li animava, risponderemo che,, tal esempio non fa al caso nostro, il popolo, antico risultava di cittadini liberi. ÈÉ inf.Al li oranti ftk» fWw-.»!.»».,
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    una ui inviare a tale scopo, un delegato spe- , fiale a Costantinopoli. La nota del principe Milano testé riferita, insieme al risultato delle, conferenze dì Ems, tendenti a no,n turbare la pace europea, rassicura per ora gli animi. Però, è notevole un fatto che nessuno, cioè crede duraturo questo stalo di cose; nè v' ha gior-naie che non. diffida delle promesse della Porta. Le promesse del sultano d' oggi non sono difformi da quelle di Abd-ul-Aziz in sull'esordire del suo, regno. Ma un. sol uomo, sia an-ch^ della migliore volontà del mondo, non può mutare di botto, la faccia delle cose, nè ritemprare animi già profondamente corrotti. Un telegramma da Costantinopoli dice che Midhat pascià ebbe I' incarico dal sultano di redigere il progetto per la costituzione di un' assemblea nazionale. Noi crediamo alle buone intenzioni, progressiste dell' attuale Graa-vizir, capo dei sofhtas ed anima della giovine, Turchia; ma chi potrà prendere sul serio un governo, rappresentativo in Turchia? Chi potrà, credere alla sovranità del popolo in un paese, dove il sultano è un assieme di umano, e di divino? L'assemblea di fronte al sultano, sarà eiò che fu il concilio ecumenico di fronte al papa! E il multano giura sul- Corano, come il papa giura sul Sillabo L.-
    Stando così le cose, non è meraviglia se nessuno crede ad una prossima soluzione della questione d' Oriente. I potentati d'Europa non devono lasciar fare alla Porta, i cui sforzi, anche se fossero sinceri, non riuscirebbero a nulla. Per ora Ja questione orientale dovreb'es-" ere ristretta nei limiti della Bosnia e dell'Erzegovina, da cui divampa il fuoco. GÌ' insorti m taceranno, quando avranno ottenuto la propria autonomia. E giacché il governo è ani-
    ut un insuccesso, si terrebbe contq e, della lorq buona volontà e della bella idea da loro i propugnata. Certo, non farebbero mai la poca brillante figura di Andcassy.,
    Anche in Francia si son^ preoccupati delle, voci bellicose, e se n' è, falla interpellanza al ministra degli esteri, il quale diede ragguagli dell' invio della squadra e. Salonicco.
    Da queste spiegazioni risultò; che gli avvenimenti d'Oriente non diedero,motivo, alcuno, ad un armamento straordinario. Il Ministro, espose le tratattive riguardanti la Bosnia e, l'Erzegovina. Disse che, ['integrità dell'impero ottomano ed il miglioramento dello stata quo fu-* rono unanimemente.affermai da tutte le potenze, e che la Francia, si associò, a questa politica; e se poterono prodursi dissensi sui mezzi da impiegarsi, essi non, riguardarono, il fondo della questione. Soggiunse che la, Francia non prese, l'iniziativa, anzi non, preseuna. parte particolarmente, attiva, e se, in. .alcuni momenti- essa, fu chiamata ed esercitare, una,aaione concilia-, trice, non lo fece che, in modo, da non, compromettere la sua situazione^ la quale deve restare, intatta, poiché t'opera deltasua restaurazione interna deve, continuare, ad essere la sua principale preoccupazione-
    Da molte città grandi del Belgio si segnalano, gravi tumulti contro i clericali e,le. associa-, zioni cattoliche ih occasione delle, elezioni.
    L'OPERAIO
    zxella riforma el et. "borale
    III.
    Abbiamo dimostrato altra volta che, pur ritenendo la necessità di allargare in Italia il voto elettorale, non bisogna arrivare air estremo limite del suffragio li-
    ceità di unirci a loro per ritenere quale dritto giusto ed inalionabilo il suffragio lini versale, A chi poi ci ricorda F esempio dei popoli d' Atene, di Sparta e di Roma, la cui sapienza civile fu il più delle volte pari al patriotìsmo che li animava, risponderemo che. tal esempio non fa al caso nostro^ 11 popolo., antico risultava di cittadini liberi ed intelligènti ohe frequentavano, gli, areopaghi e il foro, ed escludeva, da sè gli schiavi che non avevano alcun, dritto, riè civile nè politico. Ma noi oggi viviamo, in uno. stato sociale del tutto diverso- I dritti civili sono riconosciuti a tutte, le classi. L' operaio d' oggiohe è lo schiavo antico, non è più una cosa, ma una persona. Il pòpojo. d' oggi perciò non e. cos,tilujtot da una spia class i, bensì da individui di tutte possib li gradazioni, cominciàndo, dal filosofo e terminando all' ultima, facchino, dal Mamiani aj contadino di; Val Aosta, dal duca di Gialliera al miserabile, accattone..Chi cita dunque Nicolò Macchiavelli o Mpntesqieu, chi ri-eorda i baioni risultati del suffragio antico viene implicitamente ad ammettere che non ogni cittadino può aver,a il dritto del voto, e. ehe, il suffragio dgv' essere regolato^ da criteri speciali e. pratici.
     Ora, sev qualcuno ci qinedesse i criteri secondo i quali debba essere accordato I questo dritto supremo, di: concorrere allo svolgimento delle istituzioni politiche e della, pubblica, amministrazione, noi li ridurremmo^ due, alla, capacità intellettuale ed ah censo.
    E' naturale che unuompvil quale non sappia leggere nè, scrivere-, non può nemmeno, materia!ineii$e concorrere all' esercizi o del ? dritto, elettorale. Ma il non essere semplicemente analfabeta non basta. E' d'uopo che sappia, ciò che* fa, e sia capace di apprezzare l attitudine intellettuale e morale del candidato che gli sì presenta. Ora k) Stato, che regola ed :el