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Sabato 24 Giugno 187(5 ^
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POLITICO-LETTERARIO
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La politica della settimana
Poche cose fieli1 Oriente. Secondo un progetto che si attribuiSQe a Bismark, le potenze dichiarerebbero di astenersi da qualsiasi intervento, e di abbandonare tanto il governo lui co, quanto gì' insorti a sè slessi, procu^ rande solo che la guerra, se prosegue, perda quel carattere di barbarie e di atrocità, che disgraziatamente hanno quasi sempre le gre. re religiose. Il Daily telegrafili inoltre aggiunge che ogni pericolo di guerra europea si può considerare co.me svanito, almeno per questa eslale. Ed in prova di che, esso asserisce che in Berlino ai soldati vengono accordali congedi senza difficoltà. Intanto da un telegramma da Mollar parrebbe che siasi ap-proviggionata la piazza di Nichsik, senza che gì' insorti si Asciassero vedere. Dove sono andari gl'insorti? Il nuovo sultano avrebb.e forse il potere di far -dileguare gli uomini? Attendiamo sebiarintenti.
In Francia, si fa un gran parlare della e-lezione di Buffet a senatore. Egli fu ed è il leader del partito anti^epuhblicnna, e perciò, la coscienza popolare nelle ultime elezioni 1 aveva costantemente respinto in tutt'i col-nresenlato. Il Senato invece,
LA FESTA DEGLI OPERAI
Oggi che ricorre il quindicesimo anniversario della fondazione della nostra Società operaia, la presidenza con gentile, pensiero e' invita ad assistere alla inaugurazione della nuova bandiera sociale. Noi salutiamo questa testa", ed auguriamo ai nostri buoni operai, che essa segni per loro una nuova èra di concordia, di fratellanza e di lavoro. Le condizioni generali della politica, ora mutate in meglio, favoriscono lo svolgimento, di questa nuova
forza della civiltà moderna, qual'ò la classe, operaia, in cui s' incarna tutto il concetta democratico. Sarebbe assurdo e contrario ad ógni norma di prudenza civile, se lo Stato, i municipi e le persone benestanti nulla operassero, per disciplinarla, renderla compatta e guidarla nelle battaglie del progresso.
Ma i nostri operai non devono restare nel-I inerzia colpevole, attendendo da altri la forza che dovrebbero attingere in se medesimi. La rivoluzione dell1 89; ha loro dato il dritto dell1 associazione; essi però "! rmmnrendere che, è, per loro un
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Non si restituiscono i manoscritti
a cui furono destinati dalla nazione, se non ciò che ciascun operaio può fare, cioè perseverando nel lavoro e negli studi?
Sappiamo bene, e ne siamo dolentissimi, che qui poco si faccia per le classi proletarie, le quali vengono lasciate in quasi ce.'fetto abbandono, specialmente in ciò che riguarda la loro educazione; ma crediamo pure che esse mancano di coraggio e di iniziativa, figlia della liberta e del sentimento della propria responsabilità, per ottenere ciò che loro giustamente si compete. Oh! se la festa di oggi potesse infondere alla nostra società, operaia maggior vigore, ciò sarebbe il più benefico risultato, di cui ogni cittadino dovrebbe rallegrarsi. E noi, che usciamo dal popolo e. ci gloriamo di vivere col nostro lavóro, cogliamo questa occasione per augurare ai nostri artigiani e lavoratori un degno e migliore avvenire.
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S. Marlino
Non possiamo lasciar passare questo giorno, in Qui la bandiera dell1 indipendenza italiana sventolò vittoriosa sulle colline da tonalo a Volta, [senza ricordare un brillante articolo
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«n dirti gì1 in sor li'? Il nuovo sultano avrebbe forse il potere di far - dileguare gli uomini? Attendiamo schiarimenti.
In Francia, si fa un gran parlare della e-ledone di Buffet a senatore. Egli fu ed è il leader del partilo aolirepubblicano, e perciò, la coscienza popolare nelle ultime elezioni T aveva costantemente respinto in lutt'i collegi ov" erasi presentato. Il Senato invece, per un volo, 1' accolse come senatore inamovibile. Sembra che I1 influenza del maresciallo presidente abbia fatto traboccare la bilancia a di lui favore. La Camera ha approvalo un prestito di 120 milioni per Parigi, che vuote iniziare altri ingenti lavori pubblici. Parigi perciò farà appello,, tra non molto, ai capitali mondiali, che crediamo non le mancheranno.
Una crisi generale e parziale di gabinetto. In Olanda il gabinetto è dimissionario, e nel-I' Austria-Ungheria !' imperatore accettò le dimissioni del ministro della guerra Roller, sostituendogli O1 Bylanl. Invece il Belgio non vede ancora le dimissioni del gabinetto clericale che Jo governa. E ciò è parlamentare. I liberali nelle nuove elezioni testé compiute non hanno raggiunto la maggioranza; i ministri perciò si trovano in pieno dritto costituzionale di restare. Notiamo con piacere che i disordini di piazza, sempre deplorevoli, non si sono rinnovati.
%* Nella Camera italiana una grande lotta si va preparando per la Convenzione di Basilea. Qualche screzio s'è manifestato nella maggioranza, ma confidiamo che, all' ultima ora, questa resterà compatta col ministero. La destra ingaggierà battaglia campale sull'articolo 4. che prescrive a! Governo di costituire ima società privata per V esercizio della rete r scattala. In questo punto la maggioranza del 18 marzo resterà perfettamente unita per cs-sr-rc coerente a sè. Intanto noi teniamo d' occhio questa lotta di due principi', dell' accen-crtnlrainento e del decentramento, dell' ingerenza governativa e della libertà delle indù-fine. Il ministero propugna il secondo, e sia-i ,** fiduciosi che la vittoria sarà per lui, in < mapgio alla scienza economica.
Stato, i municipi e. le persone benestanti nulla operassero, per disciplinarla, renderla compatta e «guidarla nelle battaglie del progresso.
Ma i nostri operai non devono restare ncl-1' inerzia colpevole, attendendo da altri la forza che dovrebbero attingere, in sè medesimi. La rivoluzione dell' 89 ha loro dato il dritto dell' associazione; essi però devono comprendere che, è, per Joro un dovere e un bisogno suprèmo* Come nelle alte, così nelle basse, sfere sociali, Coperà dell' individuo riesce ad inutili conati; invece l'unione degl1 individui significa aumento di forza, di lavori e di produzioni. Di chi son figlie tutte le più benefiche ;-stituzioni moderne, se non dell' associazione?- Come sarebbero sorte le società cooperative, quelle di mutuo soccorso, le. banche popolari e agricole, gli asili infantili se non riunendo le forze dei deboli e i piccoli risparmi ? Avremmo noi potuto avere la navigazione, mercantile, le,strade. ferrate, il taglio di Suez e il perforamento, del Moncenisio e. del Gottardo senza l'associazione dei capitali?*
Gli operai devono anche, considerare, la potenza che hanno in sè, mercè le nostre istituzioni politiche - L' operaio moderno non è più uno schiavo come in antico, nè servo eomenel medio-evo. Esso può raggiungere i più alti onori,senza che una legge glielo vieti. Molti nostri uomini di Stato, ministri e deputati I trassero i loro natali da famiglie di onesti popolani. Il generale Medici, primo aiutante di campo del re d1 Italia, non era che un giovine di negozio, e molti milanesi lo ricordano eli misurare il panno. Garibaldi ha cominciato la sua gloriosa carriera ingaggiandosi qual mozzo di bastimento. Nè il Depretis, nè il Sella hanno del sangue turchino nelle vene. Che cosa fecero costoro per guadagnarsi V illustre posizione
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lavoro, cogliamo questa occasione per augurare ai nostri artigiani e lavoratori un degno e migliore avvenire.
Solferino e S. Martino
Non possiamo lasciar passare questo giorno, in cui la bandiera dell1 indipendenza italiana sventolò vittoriosa sulle colline da Lonato a Volta, (senza ricordare un brillante articolo dettato per la Nuova Antologia dal capitano ^ Baralieri sulla relazione ufficiale austriaca della grande e sanguinosissima battaglia, la cui suprema direzione venne temila sino all' ultimo colpo di cannone dai due imperatori e dal re d1 Italia,
Ranvmentare il valore dei vinti e dei vincitori, è, sempre cosa gentile: per noi italiani è dolere supremo (li non lasciar cadere mai dalia,.memoria i giorni, in cui la superba t:-pope^d-eir indipendenza italiana ebbe il suo secondo, periodo di svolgimento.
Dal detto articolo spigoliamo alcune nolizie.
Erano, le o del mattino del 24: Baraguay d1 Hilliers, muove a Solferino, Mac-Mahon a Cavriana, Canrobert a Méttale, Niel e la cavalleria , a, Guidizzolo, la guardia imperiale a Castiglione. L1 esercito di Vittorio Emanuele, cui spella V arduo compilo di coprire la sinistra, dal lago, di Garda sale pei dolci pendii che menano a Pozzolengo. Tulli questi punti sono occupali dagli austriaci che attendono il tardo e mal regolalo rancio per marciare al Chiese e dare nel giorno dopo la battaglia decisiva. Il cozzo tremendo avvenne dove nessuno dei due capi l1 aveva preveduto.
Alle 8 la mischia era nel suo pieno fervore su tutta la linea. Sull1 altura di Cavriana è salito Francesco Giuseppe circondato dal suo Stato maggiore; nel castello di Castiglione dello Stivi ere domina Napoleone III. su tutto T esercito alleato, per 1' unicità del comando. I francesi si battono con Sladion, a cui era stata affidata ad ogni coslo la torre di Solferino; da Pozzolengo a S. Martino comanda Benedok, il più abile strategico dell' Austria.
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