CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Air 1 il villaggio stesso di Solferuip è abbandonato, e s} incòni incoia a battere in breccia la torre. Ma jalìe 3 8,4 il generale austriaco Wimpflen riprende £ offensiva con ardore disperato. Alle 3 una procella furiosa fsi scatena sul campo di battaglia:, i colpi di cannone si mescolano e rivaleggiano coi ruggiti del tuono. Mezz'ora dopo, corninola la ritirata austriaca; da S, Mariinp arriva I' eco della vittoria piemontese: r.on ,, è più che fare: i battaglioni dì Wimpffen ridotti a compagnie cedono il campo, ma fieramente e volgendo sempre la faccia al nemico. Così il combattimento a poco a poco diminuisce di ferocia e d' intensità, e va morendo in uno sphipppieUiQ di cacciatoi;! che si trascina fino alle 9-di sera. Gli austriaci piegano al Mincio, che varcano nel corso della nello.
    Che hanno fatto intanto g' italiani alla si-nistra del carneo? Il re aveva dirotto molti attacchi sulla linea che egli doveva custodire; ma la fortuna era stata incerta. Benenek era formidabile sujr adlipìano di S. Martino, afforzato da sei brigate e da 70 cannoni. Tre volte la divisione Mo'lard muove" alla baionetta al grido di Savoia!, e Ire volte viene respinto, lasciando .un lungo strascico di sangue e di cadaveri.
    Alla 4 giunge a Cucchi ari ed a Mollard la brigata Aosta in soccorso, e con essai1 ordine del re.di rinnovare I' assalto e conquistare S, Mar lino. Tulio si scuote., si muove, s' innalza. E1 giuiito il momento della riscossa: la brigata Aosta a ..sinistra, la brigata Pinerolo a destra, il 7° reggimento dei la brigata Cuneo in 2a linea, 4' 8° a guardia di Peschiera.
    Si avanza saldi, compatti e decisi; i canT noni e 4a fucileria fanno strazio neJle file, ma esse si serrano, si stringono.... e >sem,pre avanti.
    V uragano di Solferino scoppia anche su S. Martino, mentre nostri penetrano in una batteria nemica. Ma è d' uopo sospendere, perchè V uragano stordisce da ambo le farli. Si riprende la marcia avanti- le artiglierie raijo, si córre alla baionetta.
    Cade il colon. Balegnò del 13° ; cade il colpo. Cabinati del li.0 Non vale .eroismo, orgoglio, furore; gli austriaci fermi e coperti tirali 9 dal sicuro sulle grosse colonne, sui pe-
    di frqnte è sjcmpre .troppo audace; jnsietpe alla gloria imperitura ,si ha la morte certa!
    tuttavia gli austriaci sono per la seconda volta cacciati dalla posizione delle Caselle, e tantosto 1'artiglieria nostra vi si spiega a galoppo!
    F/' quasi sera.... un altro attacco generale, iridio, tremendo, accompagnato dal fragore di 4ulte 4e artiglieria. Invano gli austriaci ^pongono resistenza. Il sentimento della sconfitta è già penetralo nelle loro file: npn v'ba forza umana che valga a combatterlo.
    Alle 7 1(2 Novara era vendicata !... Su tutte le allure ci ve guardano il Garda, s' ergeva sur ^er^a e gloriosa là bandiera d' Italia!
    Triste bilancio; il sauguc si ^compensa, -r conchiude il Baratieri:
    Gli austriaci ebbero : morti 94 ufficiai e 2198 soldati; feriti 500 ufficiali e 10307 soldati. I .francesi ebbero: Morti 117 ufficiali e .642 soldati; feriti 544 ufficiali ;e 7986 soldati* I piemontesi: morti 49 ufficiali e 642 .soldati; feriti 167 dei primi, e 8405 dei secondi.
    Totale riporti 43,05, feriti 22909.
    .Combatterono effettivamente:
    Austriaci : 126722 uomini 12496 cavalli.
    Francesi : 92899 id. 16277 id.
    Piemontesi: 42620 id. 8691 id.
    Le reliquie dei caduti riposano negli ossari di S. Martino e di Solferino insieme miste e confuse. Solo uno studio accurato dei prani può alla scienza far -balenare chi .sia U vincitpre. JSo.no Jà tutti .nella fratellanza dei yalpre e della morte; tgli stinchi e le costple piamente,riunite ed avvinte formano delle bianT clie croci. 11 sangue ha cancellato l1 odio al7 r oppressore. Onore e pace ai caduti nella giornata in cui sorse luminosamente I1 astro .d'Italia*' f
    ECHI DELLA PROVINCIA
    jCastèlli, £8 giugno 1876 (rilard.)
    Il 10 del volgente circa le ore 6 p. m. dopo aver attraversato una parte del nostro Comune, e chiesto ricetto in qualche casipola posta alle falde del bosco, giungeva ali' abitazione xli Battista di Francesco yno sconosciuto armalo con Cucile da caccia alla JLefouchu; ed invitato a
    e glielo diede. Il povero uomo Htm m stelli, cambiò la moneta e comperò nao, L ne, salame, .formaggio ed 8 sigari, spedali^ raccomandatigli dallo sconosciuto, che <1o ver cenato si addormentò nel leltuceio greto, ralogli, senza punto svestirsi nè degli afe^ .dqdte due borse, che aveva a tracollo, qu (k-posrtando solo il fucile accanto al letto.
    Avvisato la stessa sera il Sindaco di agosto individuo sospetto, dtè ordine che il «j? vegnente pertempissimo i due guarda-boseki e due altre guardie si fossero trovali sul p^ slof, ed avessero chiesto a quell'individoo eh desse loro conoscenza dell'esser suo. Quest'ordine però sveniuratamente non venne eseguii», perchè un sol guardaboschi, quello comunale, ed una .§ola guardia andarono dopo levalo i rsole alla cabila del di Francesco, ove trovarono
    10 sconQsciuto, che dopo essersi lavato e pettinato, e aver compito il proprio abbigliamento calzava i suoi bravi stivaletti .con elastica. X\k dprpancie ,del guardaboschi rispose con molti franchezza cbe aveva le £ue carte in regoli, e che le avrebbe esrbile al sindaco, tanto pia che era disposto a scendere hi paese ron il di Francesco ad ascoltare 1.1 113essa. IngaonaU» da questa presenza di spirUo ril jgu and a boschi uscì daila .casetta lasciandosi dietro lo scm^ scinto: il quale .come si vide non guarito, tir» fuori il suo revolver, esplose due colpi contri»
    11 guardaboschi, e riparò dietro ti canto de& casa; mentre quello scampalo ai colpi, volendolo prendere alle spalle girò ia casa, aia i*-vano, perchè .nel fratiempo lo sconosciuto saltando una .siepe .si die a precipitosa /uga. ci)e il guardatoseli non mancò di dar di
    pila rcàra{)ina e tirargli; e il fuggitivo, di rh mando, annestandosi, gli esplose contro il SUt' fucile, senza offenderlo; e p^i, inseguito, eoa-;tinuò £ fuggire internandosi nel vicino bos^ .pve fu .perduto di .vista. ». w
    Il solerte sindaco si diè snèllo cura di jjj perlustrare il dì seguente tutti i luoghi vici» per scoprire le tracce del fuggiasco, ma inumile; come furono vane le ricerche fatte»'1 ^ stesso giorno dalle guardie d' Isola del Sasso e dai carabinieri di Penne, lìs 1 v Jorio, Jerarap, messi in moto dal fallo fi stelli,
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    noni e -la " fucileria fanno strazio uotìe file, ma esso si serrano, si stringono.... .e Riapre avanti.
    L1 uragano di Solferino scoppia anche su S. Martino, mentre nostri penetrano in una batteria nemica. Ma è d' uopo sospendere, perchè l'uragano stordisce da ambo ie parli. Si riprende la marbia avanti; le artiglierie /olgo-raijó, si córre alla baionetta.
    Cade il colon. Balegnò del 13° ; cade il c.olpn. Cabinati dèi lì.0 Non vale .eroismo, orgoglio, furore; gli austriaci fermi e coperti tirano dal .sicuro sulle grosse colonne, sui pesanti battaglioni, che per la .salita fra quei fo?s , alberi e siepi, si contorcono, si frazionano scattano avanti sanguinosi, angosciosi, sbuffanti, anelanti all' altura cbe vomita la mor7 le. Cinque volte quei forti tornano alla riscossa, cinque volle sono respinti. L' attacco
    giornata in cui sor^e luminosamente I astro d'Italia 1 r
    ECHI DELLA PROVINCIA
    ,Castelli, 18 giugno 1876 (ritard.)
    Il 10 del volgente circa le ore 6 p. m. dopo aver attraversato una parte del nostro Comune, e chiesto ricello in qualche casipola posta alle falde del bosco, giungeva all' abitazione .di Ballista di Francesco uno sconosciuto armalo con fucile da caccia alla Lefouchuy ed iu.yitalo a passarvi la notte (chè per l' ora tarda non aT vrebbe potulo proseguire il cammino) accettò F offerta ed incaricò Battista a comperare in paese un pò di provvisione; al quale oggetto frugandosi in una borsa da viaggio, che aveva a tracollo, ne pavò un pezzo d'eroda 20 lire
    mando, arrestandosi,' gli esplose con Irò il Stt0 fucile, senza offenderlo; e pai, inseguito, con~ tiiuiò ,a fuggire internandosi ;iel vicino bosco ,^ve fu perduto di vista.
    Il sylerte .sindaco si di è cubito cura di fair " perlustrare il di seguente tutti i luoghi vicini per scoprire Je tracce del fuggiasco, ma fu tutto inutile; con;e furono vane le ricerche falle nello stesso gi.oi'iflO dalle guardie d' Isola del Gran Sasso e dai carabinieri di Penne, Bisenti, Monitorio, Jeramp, messi in moto dal fatto di Castelli.
    Furono sequestrati alcuni oggetti lasciati nella fuga cjoè due camicie, un paio di mutande, un fazzoletto, un paio di calzettine, una ciarpa, un pezzo di panno nero di cui ignorasi !' uso, un paio di stivali da pecoraio che 1' av-yenjurieno non calzava, ma portava .sulle spaile.
    Don Pedro  Baldassarre, vogliamo udir di nuovo quella canzone.
    Baldassarre  0 Altezza, non costringete una voce cosi cattiva a far strage della musica più che una volta.
    Don Pedro  E prova di sapere il porre un velo sullo proprie abilità. Te ne prego, canta, e non farmi altre sospirare.
    Baldassarre  Separiate di sospiri lo canterò; spessp chi sospira corteggia colei che non ne crede degna; eppure sospira, eppure giura amore.
    Don Pedro  Or via se vuoi ragionare, ragiona in ma-sica.
    Baldassarre  Prima delle mie noie, nolaleche non vi ha fra di esse una nota degna di esser notata.
    Don Pedro  Jn fede mia lu parli in semicrome; note I nolo ! per Dio ! nuli' altro che note, (principia la musica)
    Benedetto  (di dentro ironicamente) 0 aria divina!ora è rapito l'animo suol Non ò forse strano che se m pi iiù budella di pecora traggano 1'anima dai corpi umani? (aimusicanti) Bravi, quando avrete finito la mia ricompensa sarà......
    un corno. (Baldassarre canta)
    Don Pedro  Beila cari one in fede mia!
    Baldassarre  E malamente cantata, o signore.
    Dcn Pedro  Come? Anzi al contrario, cantata abbastanza bene per essere un cantore ambulante.
    Benedetto  (di den'ro) Se fosse stato un cane che avesse urlalo cosi, son certo )' avrebbero strangolalo: spero cbe 'a sua orribile voce non abbia arrecato danno a nessuno.' avrei amalo piuttosto sentire a cantare una civetta.... .. por quanti fosse di cattivo augurio!
    F» E 1\T OIC E
    COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUA VIVA
    (Continuazione, vedi N. 49.)
    SCENA TERZA Il giardino di Leonato Benedetto ed un ragazzo
    Benedetto  Ragazzo.
    Ragazzo  Signore.
    Benedetto  Sul baione della mia camera lasciai un lir bro, portamelo qui in giardino.
    Ragazzo  l'aie conto che io qui già sia.
    Benedillo  Questo lo so; preferirei però che colò andassi e poi qui facessi rjtorno. (Esce il ragazzo) Mi meraviglio che un uomo, vedendo quanto un altro uomo sia sciocco nel dedicare all' amore i suoi pensieri, e dupo aver deciso in altri simile follia, divenga argomento del proprio disprezzo col-l'innamorarsi: uomo siffatto è Claudio. Mi rammento l'epoca ia cui eg" n>)n allea musica amava che quella dei pifferi e del tamburo, ed ora preferisce il suono del cembalo e della cornamu?a,\mi ricordo il tempo in cui avrebbe fatto
    dicci miglia a piedi per vedere una bella armatura, ed ora perderebbe il sonno per immaginare la nuova moda di un giustacuore. Era solito parlare semplicemente, e se d' uopo, come un oucslo soldato-; enr è--diventalo rettorico; le sue parole song un fantastico bacchetto di pietanze ricercale. Sarebbe mai possibile pure in n^e una simile conversione, e potrei io mai vedere con questi occhi ? Non lo so, credo di noi non giurerei che amore mai possa in un'ostrica cambiarmi; ma gurio però che se primi non mi trasformi in ostrica, non mi farà diventare così sciocco. Una donna è bella.....ed io sto bene; un' altra è spiritosa e.....pure sto bene:
    un' altra ancora piena di virtù..... ed io sto benissimo. Ma
    nessuna donna in grazia mi entrerà, se prima tutte le grazie non entrano in una donna. Ripea dey' essere, e questo è certo; saggia, o non la vorrei; virtuosa, altrimenti non la tratterei; bella, o mai la guarderei; tranquilla, o in contrario sarebbe meglio che non mi si avvicinasse; nobile, o in diverso caso non la vorrei neppur se fosse un angelo; dovrebbe parlar
    bene, ben conoscere la musica..... i suoi capelli sian pure di
    qualunque colore a Dio piacesse. Ah 1 zitto 1 s' avanzano il principe e messer 1' innamoralo! voglio nascondermi nel bo, scbello. (si ritira)
    (Entrano Don Pedro, Leonato e Claudio) Don Pedro  Orsù , possiamo udir questa musica? C audio  Sì, mio buon signore: come e tranquillala serata, come tutto tace nella natura a favorir , armonia !
    Don Pedro  (a Claudio Qonfidenzialmcnle) Vedesti dove si nascose Benedetto.
    Claudio  Sì, benissimo ! non dubitate, signore; dopo la musica acconceremo il volpone per le foste. (Entra Baldassarre con la musica'