Testo OCR meta' superiore della pagina
Anno IX*
Mercolecli 26 Giugno 1876
-rw il Mai I « UNII Hill Il BJ _ - -
PREZZI D' ABBONAMENTO
Anno . . Semestre . Trimestre. l a wc-e .
9 5 3
1,25
Per I' Estero aumento delle spese pofctali
Un numero separato costa cent. IO.
POLITICO-LETTERARIO
Esce il Mercoledì e il Sabato I3V TERAMO
DA ROMA
(Carteggio parlamentare)
24 giugno 1876
È inutile celarlo. Il leale esperimento, questa frase che i giornali di destra, affogati nell'onda del 18-marzo, presero ad imprestito per regalarne il partito che andava al potere dopo 15 anni di lotta incessante, non ha più significato per quei signori. Quella frase poteva essere buona per i primi giorni, quando cioè avevano la certezza ohe la sinistra non sarebbe durata al potere per mancanza di attitudine e di sapienza politica, ma óra che s' è visto il contrario, che leale esperi-rimentot.che politica d' aspettazione 1 Son robe vecchie codeste, gettiamole via come inutili e, peni ciose...
Non bastavi T interrogazione dell'on. Donati sui traslocamene degli alti funz:o-nciri della magistratura? Non si potevano chiamare contenti i burgravi, che si ve-rinno r.on f acaua alla gola, della solenne
erano cenere agli occhi. Alle circolari pubbliche tenevano dietro circolari private, risérvatissimfc, , telegrammi segreti, che dicevano tutto il contrario. Se voi mi sfidate, raccoglierò il guanto "e bandirò ogni riserva. Sarà un male, ma conviene che gli scandali avvengano ad edificazione del pubblic . Se- voi continuerete a provocarmi, ;ndn ini periterò di deporre su questi banchi i preziosi documenti, che segnano la condanna del passato ministero, e dimostrano quanto sia sincero il.rispetto degli avversari verso il palladio sociale, che è la magistratura.
Su per giù, son queste le idee dell'on. Mancini espresso con quella maschia eloquenza che gli è propria. La sensazione prodotta nel Senato è stata viva, profonda. Il dardo del Mancini non poteva imbroccare più giusto, il Vigliarli non ebbe a rispondere nulla; I' audacia, sua veniva d' un colpo attutita!... Se non fosso stata " r ora tarda, il Senato avrebbe, votato l'ordine del giorno di fiducia che ]von. Vacca aveva propósto dopo le parole del Sti'inn/inc^iHi. Invece, rimessasi la discus-
sa Direttone ed Amminitlratione tono provvisoriamente pretto In Tipografia
del giornale Inserzione avvisi commerciali in ì pag. Cent. 10 per linea o spazio di linea di colonna, in 3a 13. Inserzione di comunicati od altro, i prezzi sono da convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno. sconto - Le lettere affrancate e vaglia postali debbono essere diresti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo.
Non si restituiscono i manose ritti.
che per nnrledi possa es*er vota'i la legge. Ciò di cui però non si dubita, si è che, finita fa discussione per le ferrovie la Camera verrà prorogata, e poi sciolta per ripresentarsi alle elezioni generali nel-I ultima domenica di ottobre.
L' on. Mordi ni prese /posto nel centro sinistro. Timeo danaos et dona ferentes.....
ECHI DELLA PROVINCIA
Castellammo Adriatico 26 giugno 187*5.
(M) Non vi ho più scritto riguardo alle cose di qnesto nostro povero Comune per non sentirmi dare la taccia d'impaziente, e por non espormi a qualche rabbuffo dei nostri a-mici politici, i quali in grazia appunto della nostra impazienza, sono giunti ad afferrare il potere. Comunque siasi però, fedeli sempre ai nostri principi ed co nini d'ordino sopralulto, lungi dal creare imbarazzi all' Amministrazione sorta dal voto 18 marzo, ne abbiamo accetta! i suggerimenti, e dimenticando i mali di Ifi anni di sgoverno, ci siamo rassegnali ad aspettare ancora, e scrivere sopra la nostra bandiera: calma, moderazione, temperanza.
È mio avviso, ciò nondimeno, che queste
|
Testo OCR meta' inferiore della pagina
è visto il contrario, che leale esperi-rìmento !. che politica cT aspettazione ! Son robe vecchie codeste, gettiamole via come inutili e. perniciose...
Non bastai Va v interrogazione dell'on. Donati sui traslocamene degli alti funzionari della magistratura? Non si potevano chiamare contenti i burgravi, che si vedono con P acqua alla gola» della solenne risposta del ministro guardasigilli? Mano che non bastava. Svè voluta un'altra interrogazione. e questa vo ta è sceso nel-1'agone lo stesso Vigliarli, T oratore politico alla Polignac !... Prendete il discorso del Donati, dategli l'impronta dell'ingegno avvocatesco e battagliero dell'ex ministro guardasigilli, e voi avrete una non pallida idea di quanto ieri disse l'on. Vigliani nell'aula del senato. Invece il discorso dell'on. Mancini è stato più vibrato, più stringente, più risoluto dell'altro pronunciato, per la stessa causa, nella camera dei deputati. 11 perchè trova vasi egli di fronte al- suo predecessore, antagonista per principii e per ragioni politiche, ed audace a tutta pruova. Ma all' on. Vigliarli è costata ben cara questa sua audacia. Il ministro guardasigilli, provocato senza ragione, ha ferito mortalmente il suo avversario. .
Eglj respinge 1'accusx di subitfespréé-**
sioni "politiche, reclama a sè il .cH^ttcf^^ ;che do vrebb'essbr rispettata da tutt'i partiti.
_ ---¦ ^.-.w w UVK Vjuulllt 111 V 11 I II t"/ fì!W="!
quenza che gli è propria. La' sensazione prodotta nel Senato è stata viva, profonda. Il dardo del Mancini non poteva imbroccare più giusto. Il Vigliani non ebbe a rispondere nulla; I' audacia, sua veniva d' un colpo attutita!... Se non fosse stata T ora tarda, il Senato avrebbe votato l'ordine del giorno di fiducia che P on. Vacca aveva proposto dopo le parole del guardasigilli. Invece, rimessasi la discussone dell' ordine del giorno ad oggi, l'on. Vacca ritirava la sua proposta dietro le preghiere dello stesso Mancini, avvegnaché non sarebbe stato consentaneo agli usi parlamentari il provocare una questione di gabinetto nella circostanza della discussione dei bilanci.
Ma, da questo incidente vivissimo risultano due cose: che 1' opposizione della destra è sleale, vivace più di quanto cre-devasi, ma imprudente e dirò spure improntata ad una impudenza, di cui non v'ha l'eguale; e che il ministero Depretis da questi attacchi inconsulti riceve maggior vigoria, imperocché le colpe deT suoi predecessori sono troppo gravi per non essere comprese dal paese, il quale già conosceva ciò che ora è * ufficialmente constatato, avere tentato la Destra di aggiogare al suo caiTOì anche la magistratura
poter, traslocare, dimostra la necesSilà':6tìe Tr Alla Camera venne, aperta; sin da ieri, gli urgeva di fare dei trasJocàititfnfi discussiojne> spila
mol ti, f) reeuratori ^general i,. coni promessi in uria 'politica a loro ed alla giustizia nor ci va; ricorda la traslocatone di Uri presidente di cassazione per opera dei passiti ministeri. Ma dove 1' on. Mane ni è stato risoluto a respingere la provocatorie con fortezza; si è quando * ha dettò che l'on. Vigliani faceva male di citare le sue circolari per provare la'sua condotta onesta e rispettosa verso là magistratura. Oh no ! quelle circolari che si emanavano per la stampa ? erano lustre,
convenziono di Basilea e relativo atto addizionale. Oggi è continuata:,; 1' on. Spaventa ha parlato parecchie ore, accusando, il presente ministero di pitoccheria per avere insistito presso il Rotschild noli5 ottenere {2 milioni di risparmio !! Questo -ed* fi! trenini ili accuse fatte con- quei-modi irosi e pieni di bile,-tanto propri all''OftOìWote abwizv zese, provócarònojtdcille ti ve-' risposte"»pér parte del Depretis e" del Correnti. :Non ancora hannò parlato hè il Scila, ne il Depretis, nè il Zanardelli,; e pprcj'Ò si debita
mici politici, i quali in grazia appunto dcllfl nostra impazienza, sono giunti ad afferrare il potere. Comunque siasi però, fedeli sempre ai nostri principi od ro nini d'ordino sopratutto, lungi dal creare imbarazzi all' V mulinisi raziona sorla dal volo 18 marzo, ne abbiamo accollai i suggerimenli, e dimenticando i mali di lfi annidi sgoverno, ci siamo rassegnali ad aspettare ancora, e scrivere sopra la nostra bandiera: calma, moderazione, temperanza.
È mio avviso, Ciò nondimeno, che questa , ed altre sublimi virtù teologali non debbono avere il significato d1 indolenza, d1 indifferentismo, di scoraggiamento, perchè, so così fosse, dovrebbe credersi prestabilita negli uomini del Governo l' idea del proprio sussidio, ciò che , non è verosimile. Ammesso adunque che essi j ^vogliano vivere a lungo per attuare integralmente il loro programma, non si sa compren-! dere come si vada cosi a rilento nel gitlarcn le. prime basi, che. dovrebbfTj consis'ere nri riordinare e moralizzare le non pocl e fefacelatn I Àmm ini si razioni comunali: e tra esse priineg-! già questa di Castellamare Adriatico, infeudata , da quasi quindici anni ad una casta privile-, giata tenuta in auge dal famoso pi efello Maccaferri.
La di costui trasloca/ione e. la venuta dal I cav: Millo fu il Dies ir ce pe' satrapi comunali, ! che compresero còme in esso non avrebbero ! più trovale le colpevoli compiacenze del di hii j antecessore, e servì a rianimare gli amici del ; nuovo Min stero, i quali nello interesse del pub-, blico bene, fornirono al sig prefetto tali eie ì menti sui caos di questa Amministrazione co-; ninnale, che ragionevolmente se ne aspettavano j opportuni e solleciti provvedimenti; tanto più , che per disordini forse meno notevoli si erano in questi ùltimi tempi, adottale, misuro di rigore dalla stessa prefettura a carico di taluni , altri municipi di questo Circondario.
Però qualche fatalità a noi sconosciuta a-vrà creali inciampi alla buona volontà del prefetto; e non vedendosi giungere nessun provvedimento, la gazzarra municipale riprende lena e vigore, ed interpftra a proprio vantaggio questa apparente indolenza.
Si avvicinano intanto le elezioni amministrali ve,' $ fra i consiglieri che escono per com-
ì wm
|