CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    niuto quinquennio trovansi il sindaco Pandolfl, l'assessore Ciafloni, e due altri della fine fleur della consorterìa pandolfesca. Figuratevi se costoro traggano lor prò dal poter dire agli e-lettori che essi sono sempre i beniamini del Governo, che questo ha necessità dell' opera loro e buffonate di simil conio. Molti ne ridono, ma molti si lasciano abbindolare da tali arti, ciò che non devo recar meraviglia in un Co-jmune dove i quattro quinti degli elettori souo 'con ladini.
    Il siordaco va giornalmente raccomandandosi a questo ed a quello, scendendo ad umiliazioni incredibili, e neila sua tournée elettorale è associato dall'assessore Gialloni: prendono a parte, ciascuno alla sua volta qualche elettore, e facendosi a vicenda sperticati elogi, pitoccano un voto I' uno nell' interesse dell' al-tro, dando il comico spettacolo di quei ciechi suonatori ambulanti, i quali mentre rallegrano il pubblico con loro canzoni, ed a forza di buffonate ne tengono desta l'ilarità, si gratificano poi reciprocamente e con la massima serietà del pomposo titolo di professore.
    Infine nulla lasciano intentato per ottenere d'essere riconfermati e continuare la loro felicissima amministrazione pel maggior bene lei paese: basta il dirvi che mentre nelle elezioni amministrative del 1875 il sindaco co' suoi partigiani combattè ferocemente le inserzioni de-gl1 impiegali di questa stazione ferroviaria nella lista elettorale sino a negare esecuzione ad una sentenza della Corte d' Appello che ne riconosceva il diritto; oggi egli stesso revoluto mantello cerca in ogni modo e con ogni arte renderseli benevoli, e fa correr voce che ne ha ottenute promesse ed impegni, che io mi permetto di non credere esistenti che nella sua poeticaImm ^nazione.Gi iaìp:e.;ali furono quelli che s'uti della pessima Amministrazione del Comune, contribuirono potentemente al trionfo della nostra lisla nello scorso anno, e non mancheranno neanche questa volta di darci il loro valido ed intelligente appoggio.
    Non mancherò a suo tempo t'enervi informato di tutto; ma intanto permettete che a mezzo del vostro accreditato giornale rivo'ga
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    o per inopportuna longanimità cadere nuovamente dalla coscienza del paese la fede nello libere istituzioni, ravvivata dall' avvenimento al potere della Sinistra pj rlamentare.
    Cronaca Abruzzese
    Leggesi nella Gazzetta di Aquila:
    In Leonessa vi è un convento di monache francescane, denominate di S. Lucia. La mitezza dell' animo, la virtù della tolleranza reciproca, e 1' abbonimento per i peccali dell' invidia e dell' ira, non sembra sieno le doti più spiccate di quelle suore, e specialmente della Madre Abadessa. La quale, mal frenando il suo istinto impetuoso, ne faceva a preferenza vittima da lunga pezza una sua compagna, che è pure maestra di educande, per nome suor Maria Veronica. Alle diuturne punizioni non meritate, alla severità dei modi, ed alle violenze niente affatto addicevoli alle spose del Signore, ne aggiunse tali in uno dei decorsi giorni, da costringere 1' offesa ad invocare il braccio della giustizia. Acceduta I' autorità giudiziaria nel Convento, espose a questa formale querela contro la sua superiora, per le recenti violenze e percosse niente leggiere, che alla presenza delle sue stesse alunne, alle quali stava dando lezfone, le e-rano state dall' abadessa inferite.
     In prete di Rocca Ci alaselo veniva fatto segno ad accuse di turpitudine, le quali troT varono un' eco presso il diocesano di Sulmona. Sapulo ciò il misero prete, si rinchiuse nella propria stanza si esplose sotto il mento il fucile, fracassandosi il cranio. Sullo scrittoio fu rinvenuto uno scritto nel quale il suicida protestava di essere innocente.
     Pietro C... di S. Demetrio si affacciò armato di fucile in una tinestra della sua a-bita/ione, di rincontro alla quale stava seduto il ragazzo F. Giammalteo. Chiamatolo gli disse: chi sa se sparandoti li cogl erei? E il secondo credendo che scherzasse, rispose: no [che
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    tanto importanti per la filologia, lo siano aarfe* geograficamente. Imperocché siffatti monumenti preziosi per arcaismo avvisano ad una Ischia civiltà locale, e ad un centro sociale di Città, fa quale esser dovea vicino al luogo ov« tali monumenti sono rinvenuti. Mi predio pertanto svolgere qualche mio pensiero su codesto argomento, come pure per dar notizia delia seconda lapida di Bellante.
    Questa è un' altra fortunata scoverta che illustra il classico suolo b^llanlese. Avutone notizia fornitami con tanta gentilezza dal sindaco di quel comune sig. Palma, mi son petalo per osservarla, associato tanto amabilmente dai signori Carlo Partenope, ed Antonio de Berardinis di Nerelo. E' debito mio singolarissimo di gratitudine tanto verso il medesimo sig. Sindaco, che per gli altri signori Bellan-tesi, e particolarmente pel sig. Tacchetti, il quale cotanto cordialmente ospitavamo in sua casa, per avermi anche disagiatamente volato accompagnare al luogo del rinvenimento della lapida. Tanto possono la generosità de'sentimenti, e l'amore delle patrie cose.
    Il nuovo monumento è stato ritrovato quasi allo stesso punto del primo, cioè vicino il castello medievale di S. Andrea nel territorio di Bellante a sud-est nella contrada detta precisameli te Pantano, ov' è il fosso dello stesso nome; vicino il quale sono le reliquie di unirà dal volgo delle impropriamente Saracineschi ma che io riputerei appai tenenti all' opus i»-certum degli antichi. Qui mi accade dover notare che la più parte de' grandi fossi che dai lato meridionale di Bellante vanno nelle capi-valli a scaricare le loro acque impetuose fiume Tordino (il Datinus di Plinio), hanno rigine dal colle, ov' è il Camposanto co:nunaw di Bellante nell' ex convento de' Caruielil»^ ov'era 1' antica parocchia. di Bellante col jj* tolo ,, S. Maria della Lacrima; il quale co» dicevasi più anticamente il Colle del a
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    tiersen oenevoii, e ia correr voce cne ne ha ottenute promesse ed impegni, che io mi permetto di non credere esistenti che nella sua p o e t i c n j m m » gi n a z i o n e .^Gl'i fn p * e 3 furono quelli che s'uli della pessima Amminislrazione del Comune, contribuirono potentemente al trionfo della nostra lisla nello scorso anno, e non mancheranno neanche questa volta di darci il loro valido ed intelligente appoggio.
    Non mancherò a suo tempo tenervi informalo di tulio; ma intanto permettete che a mezzo del vostro accreditato giornale rivo'ga preghiera al cav. Millo perchè fra le molteplici cure della sua carica, si ricordi anche di noi; e provvedendo al benessere di questo Comune ci confermi quella faina di energia e di solerzia dalla quale è stalo preceduto in questa provincia. Non si chiedono favori, ma solo imparziale giustizia. I mali di questo municipio han bisogno di pronte ed energiche cure, e noi, adempiendo al dovere di buoui cittadini non abbiamo mancato di richiamare #u di essi l'attenzione dell'Autorità provinciale e di S. E. il ministro dell' interno. Speriamo adunque che questi e quella diano al più presto le giuste soddisfazioni che sono reclamale dall' interessa del Governo e della pubblica morale, e non lascino per soverchia indulgenza
    APPENDICE
    MOLTO RUMORE PER NULLA
    COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUA VIVA . ;. ;
    ,Continuazione, vedi N. 49.)
    Do* Pedro  (dopo aver parlalo sottovoce» Claudio) Si, certamente Odi, Baldassarre ? Ti prego procurarci buona musica, perchè domani notte vogliamo faro una serenata sotto le finestre di madamigella Hèro.
    Baldassarre  La migliore che potrò, Altezza. Dj a Pedro  Benissimo; arrederei. (Escono Baldassarre ed i radicanti) Leonato, a vicinatevi; di che mi parlavate oggi? Dicevate vostra nipoie Beatrice essere innamora a di Benedetto?
    C audio  (a Don Pedro sottovoce) Energi t e prontezza I I' uccello è in gabbia 1 (forte) io credeva quella signora inca-4i paca amare alcun nomo.
    mona. Sapulo ciò il misero prete, si rinchiuse nella propria stanza si esplose sotto il menlo il fucile, fracassandosi il cranio. Sullo scrittoio fu rinvenuto uno scritto nel quale il suicida protestava di essere innocente.
     Pietro C... di S. Demetrio si affacciò armato di fucile in una finestra della sua a-bita/ione, di rincontro alla quale slava seduto il ragazzo F. Giammalleo. Chiamatolo gli disse: chi sa se sparandoli li cogl erei? E il secondo credendo che scherzasse, rispose: no [che non mi coglieresti! A tale risposta il C. presolo di mira, iasciò partire il colpo che ferì Giammalleo al fianco sinistro e lo uccise. L'uccisore fu arrostalo.
    Chieti.  Il cav. Pasculli sotloprefetto di Vasto di t* classe fu traslocalo in Rossano.
    La sede deli' antica Beregra
    Leggendo in questo periodico che presso il signor Carlo D'Intino trovatisi due altre lapide da lui scoperto in Ballante nello stesso luogo delle due prime, verifica il mio supposto che ve ne dovessero essere delle altre. Ciò mi fa essere fermo nell' idea, che monumenti co-
    Leonato  Ed io pure; la meraviglia e che si sia innamorato di messer Benedetto; mentre in apparenza sembrava detestarlo.
    Benedetto  (fra sè) Possibile / di li spira il vent??
    Leonato  Veramente, signore, non so quello che io ne debba pensare, certo è eh' essa lo ama d' un affollo frenetico...... tanto da non potersi immaginare.
    Don Pedro  Forse finge.
    C.audio  É possibile infatti.
    Neonato Oh Dio ' fingere? Quando si finge, non si mani-fasta una passione coi segni con cui questa si mostrò.
    Don Pedro  Perche? Quasi segni di passione mostra ella?
    Claudio  (piano) Innescate l'amo; il pesce lo morderà
    Leonato  Quai segni, Altezza ! il vederla V» farebbe maraviglia: gii udiste mia figlia a parlarne.
    Claudio  Sì davvero.
    Don Pei o  Come, come ? Mi fai; stupire I io cre^v^ ^o i il di lei spirito a nessnn aCetlo cederebbe.
    Lionao  Anche io lo avrei giuralo, Altezza; specialT mente poi trattandosi di Benedetto.
    Benedetto  (fra rn     valli a scaricare le loro acque impetuosi* in»[ fiume lordino (il Datinus di Pl nio), hannoo* rigine dal colle, ov' è il Camposanto comunale sii Bellante nell' ex convolilo de' Carmelitani, ov'era I' aulica parocchia. di Bollante col li-! tolo di S. Maria della Lacrima; il quale colle dicevasi più anticamente il Colle delia Cicilt.
    Hinlracciando la ragione, perchè in tali fossi e burroni ritrovinsi sì vetusti monumenti, panni intravederla non già nella vicinali7,9 (hi castello S. Andrea, creazione feud ile, ma nella esistenza di un' antica ciilà vicino all' attuale comune di Bellante, dalla quale la denominazione rimasta di Civita nel detto colle che sorge amenissimo al sud-est del nominalo comune. Colà la purezza dell'aere; I1 amp 0 e delizioso panorama elio dispiegasi n< 1 p;ù raggiante orizzonte, i poggi, la catena del solenne Gran Sasso, I' adriatica marina, la quale offresi tanto p ù bella perchè frastagliata da liete colline, ed è più varia e voluttuosa, tutto parla chiaro che ivi sedesse una antica città, la quale esser dovea fioren-tissfma. La quale distrutta dallo sue rovine, ne surse circa l, Vili, secolo dell' e. v. I' incastellalo Bellante al suo nord-ovest. Ad essa è mestieri, io credo, riferire i monumenti di cui facciamo parola. Quale fosse il nome di co-
    se non .fosse un uomo con la birba bianca chi lo dice: noa credo si possa nascondere I' inginno in un aspetto così venerabile.
    Claudio  (sottovoce) È caduto nella trappola; tiriamo innanzi.
    Don Pedro  Qa essa dichiarata la sua passione a Benedetto ?
    L«ondto  No, e giura che noi fari mai; ecco il tuo tormento.
    Claudio  Si, è vero: infatti vostra figliami riferì cbe essa dice: Posso io scrii ere una lettera d' amore a coluteli' ho sempre trattato con disprezzo?
    Leonato  Lo dice, menile poi in rea!li gli seri e, perchè, dovete sapere, si alza venti volte durante la notte, e rimani in camicia fintantoché) non empio di scritto un intero foglio di carta: mia figlia «pi dice lutto..
    Clandio  Or cho parlate di foglio di carta, ricordatevi quel Bèi fattarello cho raccontò, vostra figlia
    Leonato  Ah! forse quando" rilesse lo scrino, e vi trovò insiemo accoppiati"1 pomi di Benedetto c Beatrice a pie del foglio?
    Claudio  Profìi'io T*cll;>. ^jblntfffh ' ' - v ' (Cntitnt)