CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


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    desta città, io noi potrò qui dire che breve-mente?-Però trovo alitò il ricordare, che fin qui i Dotti e nostrali e stranieri sono andati in tante opinioni svariate per assegnare V u-bicazione della città nomala Bercila, o meglio tìeregra, che il geografo Tolomeo (hb. 111. 6) diceva insieme ad Interamnia Pràetulia le più orientali relativamente ai Marsi. Ma non polendomi qui estendere di molto, ricordo che alcuni vollero codesta citlà a Fano, altri a Molitorio al Vomano, molti a Ci vitella del Tronto, altri a Garrufo tra S. Omero e S. E-gidio alla Vibrata. Fra gli scrittori marchegia-ni, il Colucci ed altri, per aver Plinio il vecchio ricordali i Veregrani, gli stessi de' Bere-grani pel facile scambio di B in V presso gli antichi, vollero che Beregra fosse Ira Monte-fa no e Filoniano nella marca anconitana, senza por mente che Plinio nella menzione de1 papali delle regioni fosse stato uso di adoperare 1' ordine alfabetico; per lo che essi non potevano dalla menzione di Plinio trarne un criterio a lor favore. Plinio adunque nota i Veregrani nella V. regione che fu tutta Picena, in cui il Preluziano era compreso. E nel Pre-luziano tanto Tolomeo, che l1 autore delle colonie riconoscendo Beregra e i Veregrani del secondo, il quale dice che I1 agro di essi fu diviso secondo eh' erasi praticato per quello Teatino, è a ritenersi impossibile I1 ubicazione nella inarca anconitana al di là molto del Truento.
    Laonde per me, come se avrò agio,, cercherò dimostrare con altri argomenti, non è a rintracciarsi la città di Beregra che nel Colle della, Civita presso Bellante. La quale denominazione di Civita non è come      203 -
    ferino e di Custoza ed eccita i fratelli operai a stringersi attuino ad essa, qual simb do di pane e lavoro. Egli glorifica quindi il concetto del lavoro, con. le parole di Fran-cklin: ehi lavora guadagna la sua vita, chi non lavora la r«ba Dice che gli ope.ai debbano essere operosi, attivi e morali. Devono amare la libarli, sen/.a di cui non potrebbero progredire nel sentiero della civiltà Noi dobbiamo stare nnìlì, egli esclama, a dispetto di quelli che oi vogliono divisi e schiavi.
    Egli si rivolge quindi a tutl' i cittadini e reclama da loro, oggi ebe un governo liberale ha preso le redini dello Stato, di proteggere, aiutare con tu.la l' anima Ia casse degli artigiani. Le leggi non bastano per ordinare e render morali le masse; è d uopo , operosità della cittadinanza che le e-duchi e le guidi. Gonchiude in ultimo facendo appello alla concordia: si formi il fascio cittadino per vedere la nosira citlà risollevata e la società ritornala a nuova vita per trasmettere ai posteri la prosperità sì lungamente bramata.
    *
    * #
    Io spero che le parole del vice-precidente saranno ascoltate da luti' i buoni, i quali non indugeranno più oltre a rimandare alla socie à le scheJe debitamente firmate per essere ammessi a questa benefica associazione. Comincio io oggi stesso.
    # # *
    Sorse quindi a parlare i! cav. Costantini. Che fu un bel discorso, non lo dirò io, perchè potreste credere per avventura che inauguri un ufficio di mutuo incensamento Solo vi dirò che fu interrotto da vivissimi applausi, i q lali scoppiarono più fragorosi;, quando egli cessò il tuo dire. 11 discorso
    verrà letto i* apposito opuscolo.
    * *. -
    Ma non posso lasciar passare senza una parola di risposta quanto la Gazzella disse intorno al discorso del mio amico, * che è la blte nutre dell' egregia ziicllona.
    Essa scrisse che il Costantini pronunciò queste parole: ' che non si entrava perla porticina delia consorteria senza spogliarsi di onestà e di ogni altra civile virtù.
    Il Costantini (chi può negarlo?; non è uso ad insultare gratuitamente un partito, sia pure la conso teria di nefasta memoria. Egli invece ha detto: « Così vedemmo (perchè non dirlo?) la consorteria, questi nuovi sodisfatti alla Guizot, questa fiera sinagoga, ove non si entra se non lanciando alla porla il libero arbitrio e la dignità um ina, in rangersi nel-1' urna del IS marzo, espialrice e vindice di una immensa colpa, la tentata atrofizzai ione della coscienza di un popolo. »
    Fu qui clic scoppiarono i più vivi applausi, i quali .signi-fhn le oarole dignitose del Costantini trovavano un
    Roma, voglio dire del Quintili-Leoni, che 6 la vera risorsa del Politeama. Nella sua beneficiala, in coi fu dato applaudire la signora Olimpia, di lui moglie, dalli; rotondeggianù. braccia, egli si ebbe quattro corone, una in oro, un' altra in argento, e due d' alloro.
    SOTTOSCRIZIONE
    a favore dei coloni danneggiati dalla grandine nel nostro Comune.
    Dalle liste precedenti . . . L. 249,50 Direttore e alcuni impiegati
    della posta........»
    Domenico Lombardi .... » Signora Hocco . . ... » Fratelli Giosia......»
    Augusto Mhz* ...... »
    Francesco Manetta .... »
    Prospero Coen ..... »
    Ottavio Sardella.....»
    Senatore Irelli e famiglia . . » Conte Troiano Delfico . . . »
    Emidio Cornili.....»
    Berardo Cernili ..... »
    Ciro Homualdi......»
    Un censore della mancala assicurazione contro la grandine da parte de* nostri possidenti. . Ermanno Ruggieri . . . A. Romano . r. ....
    E. Squartini.....
    Pasquale Pirocchi . . . Luigi Rozzi ...... »
    10,00 o, 00 2, 00 5, 00 5, 00 5, 00 3, 00 5, 00 20,00 5,00 5,00 5, 00 2,00
    » 3,00
    » 1,00
    » 1,00
    » 1,50
    » 2,00
    » 0,50
    L. 857, 50
    Assisie e Correzionale
    Filomena de resaris di Colonnella infanticida condannata a 10 anni di reclusione in seguito a verdetto dei giurati, che le accordavano la scusante dell'onore, (non le sole circostanze attenuanti come riferisce l'altro giornale cittadino}. Dif. avv. Ginaldi.
     Panelli Nicola, di Teramo accusato dì ferimento susseguilo da morte, non vide espletata le sua causa per essersi inizialo processo di falso a carico di 2 testimoni. Dif. avv. Ginaldi. P. M. Benedetti.
    
    
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    I
    tarsi altriinenli che por luogo in cui è esistila una città nudala distrutta. E colale città, io mi ponsò, non ha polulo esser* che quella indicala da Tolomeo ins Pine ad Inleramnia PitElulia. Se ciò fosse, la denominazione di Ci-v ita presso Bel la lite rimarrebbe un nonsenso; contro r attestato che ne abbiamo ne' vetusti monumenti che rivedono la luce in quel suolo. E r essere stata Pretuziana esclude la regione Palmense, che secondo me comprendeva Tal-In le Civilella del Tronto, la quale non può vantare una denominazione molto antica; nò Garrulo , perchè codesto specchiatamente entro I' agro Pai mense; e così pure Fapo e Molitorio al Vomano, per altre ragioni che qui non ho opportunità di esporre. Vengo ora a dire quel poco che posso della seconda lapida Bel-laolese. (Continua)
    Dousmeo db Goidobaldi
    In citlà e fuori
    9. Giovanni è un san'o popolare davvero. Andate a Torino, a Genova, a Firenze, a Roiqi, e trovato onorato questo santo con tripudi, fuochi ed altri svariati divertimenti.
    Anche tra noi questo tanto dei compari e delle comare venne festeggiato, ed io ho ricevuto da esso.... una lettera di ringraziamento, che girerò alla Socieià borghese, che prese 1' iniziativa della festa.
    La notte precedente avemmo la musica della Socie'à, che fece una serenata in tutta reg ila alla cit;à Essa si fermò nei principali larghi risegliando tante belle fanciulle, te quali, tra un valt er ed una polka ritornavano col vergineo loro
    pensiero alle replicale danze del carnevale.
    L'ordine non fu turba o. Se non che alla piazzetta del
    Carmine cominciò una salva di fischi, credendo il popolo che
    ]a banda suonasse sotto le finestre del capitano do' carabinieri.
    Ma il qui prò quo venne tosto compreso.......
    * *
    *
    II giorno alle ore 5 pom. i palchi del teatro erano lutti occupati, la platea un po' meno. Al banco in mez o al palcoscenico sedeva tutta la presidenza delta Socie à operaia; a lato sedeva il cav. Settimio     Primo a parlare é il vice-presidente Ottavio Sardella. Presentando U nuova bandiera, ricorda 1« battaglie di Sol-
    Il Costantini (chi può negarlo?; non è uso ad insultare gratuitamente un partito, sia pure la conforteria di nefasta memoria. Egli inece ha detto: « Cosi vedemmo 'perchè non dirlo?) la consorteria, questi nuovi sodisfatti alla Guizol, ques a fiera sinagoga, ove non si entra se non lanciando alla porla il lihero arbitrio e la dignità um ina, in rangersi nel-1' urna del lt marzo, espiatrioe e vindice di una immensa colpa, la tentata alrofizzazione della coscienza di un popolo. »
    Fu qui che scoppiarono i più vivi applausi, i quali significai ono che le parole dignitose del Costantini trovavano un eco nella coscienza dell' uditorio.
    11 divario però c evidente tra ciò che notò malignamente la Gazzetta e la genuina frase dell'aratore.
    Si vede bene che i repnriert del giornale consortesco non sono i più intelligen.i del partito 1
    * * . #
    La sera vi fu festa da ballo, che. per essere un frutto fuori stagione, fece fiasco. Not;u in teatro per un m>mento il prefello cav. Millo, il quale, accompagnalo dal Costantini, ebbe agio di vedere per la prima volta il nostro grazioso
    teatro, e ne espresse il suo compiacimento.
    #
    # #
    Il giorno di S. Gio anni fu festa anche per una nostra illustre conci!ladina, la poetessa* Milli, che ebbe nel suo onomastico nule onorane. Credo che la più gradita al suo cuore sia stala la poesia di quell' egregio e viv do ingegno siciliano, Aurelio Costanzo, uno dei pochi poeti di quesl' ultimo decennio. 11 maestro d' Este la musicò, e 300 bambino i la cantarono.
    11 Bersagliere riproduce i versi del prof. Costanzo, ed ! io ne seguo l' esempio, come- postumo saluto alla gentile j poetessa.
    Musa geni il, che seesà In umile paleotra, Più madre che maestra, Ne iuformi al vero, il cir,
    Dei nostri lieìi giorni L' ora più bella è questa, Che ti porgiamo in festa Un voto, un bacio, uri fior !
    E tu, Ira t lauri ond' hai Cinta la sacra chioma, Intreccia il fior che Lio ma Gra.a per noi ti die.
    Più che F allor superbo Vale un m ides o fioro, Se in ogni foglia ò un cuore the palpila per te!
    E di un altro illustro concittadino parlano i giornali di
    Filomena de resaris di Colonnella infanticida condannata a 10 anni di reclusione in seguito a verdetto dei giurati, che le accordavano la scusante dell'onore, (non le sole circostanze attenuanti come riferisce l'altro giornale cittadino). Dif. avv. Ginaldi.
     Panel la Nicola, di Teramo accusato di ferimento susseguilo da morte, non vide espletata le sua causa per essersi inizialo processo di falso a carico di 2 testimoni. Dif. avv. Ginaldi. P. Mg Benedetti.
     Gennaro, Giacobbe e Pasquale di Gregorio e Sabatino di Nicola di Forcella accusati di furio, furono condannali il 1° e l'ultimo a 5 anni di reclusione per ciascuno, e gli altri a 4 anni. Dif. Tanzi e Mezucelli Giovanni.
    (Continua)
    Ultime notizie
    * #
    La Camera ha approvata la legge per il miglioramento delle condizioni degl'impiegati. Prima di questa discussione aveva deliberato di rimandare ad altra epoca la discussione del progetto sulle ferrovie secondarie. Dell'una © dell'altra deliberazione parleremo nel prossimo numero.
    Continua la discussione sulla convenzione di Basilea. Il 1° articolo avrebbe dovuto essere votalo jeri. Si sono ascoltati splendidi discorsi dall'una e dall'altra parte della Camera.
    Le battaglie nelle elezioni amministrative si compensano. Mentre a Milano riuscì a grande maggioranza la lisla dell'Associazione co* sliluzionnie, a Napoli ebbe un pieno esito la lisla dei progressisti.
    °0? Nel concistoro del '26 il papa ha provveduto a 20 chiese, tra cui a quella di scoli, nominando vescovo Amilcare Malagola canonico penitenziere della cattedrale di Imola.
    In Oriente, ove, secondo la Francu si era già in rivoluzione, pare invece che non sia nulla di vero. Dalla Rumeni» si telegrafa , che ogni voce bellicosa è priva di fondamento. Eppure le avevano attribuito V intenzione di mobilizzare Y esercito. Della Serbia poi si dico che abbia avuto consigli dalle potenze di nou commettere imprudenze.
    F. TafRorelli corettore mpcmsa.b#i