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Anno II.
Sabato 1 L viglio 187B
IV. 53
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POLITICO-LETTERARIO
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La politica della settimana
La guerra !
Dopo alcuni giorni «Ji trepidazione per le cose d'Oriente, che. secondo dispacci inesatti della France, sembravano andare in fuoco, dopo telegrammi di smentite, e poscia di assicurazioni pacifiche, oggi da tutte le parli si afferma che la guerra è imminente. Gli armameli, di cui parlammo nMle ultime notizie di mercoledì, sono pur troppo vere: tra qualche giorno la penisola balcanica sarà teatro di una leroce lotta di religioni e di razze, tra l'islamismo asiatico e la cristianità europea, tra il turco e lo slavo. Da Vienna si segnala che il principe Milano avrebbe dovuto partire ieri per mettersi a capo dell1 esercito serbo, dopo aver inlimato il manifesto di guerra. Oggi stesso o'ovrebb essere proclamalo Io stato d' assedio in tutta la Serbia. £ tutto questo, dopo qualche settimana in cui dalla Serbia venivano le più ampie assicurazioni di pace! Da Costanti-
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mentare del 18 marzo si svolge e si completa. 11 27.. giugno yale dieci volte il 18 marzo. Preceduto da un' ampia, solenne, sapientissima discussione, il voto di martedì assume un'importanza decisiva nella vita politica della nazione. Le migliori intelligenze, gli uomini più insigni delle due parti si misurarono nell' ardua palestra. E se si può dissentire dagli uni o dagli altri, non si può non ammirare la dottrina, T ardimento, la costanza nei principi degli uni e degli altri. Diciamolo con onesta alterezza: la discussione sulla convenzione di Basilea onora la Camera italiana, onora l'Italia! Poiché non fu solo esaminato un contratto, discussa una legge; ma furono su di essa gettate le basi di una durabile ricostituzione dei partiti, non fondata sulle fuggevoli convenienze personali, ma sulla roccia nuda e salda delle idee e dei principi. Nè il terreno poteva scegliersi con migliore accorgimento: scompa>sa la convenzione, quasi obliata la legge, la lotta s> impegnò sul concetto giuridico e storico dello Stato e delle sue funzioni. L'on. Spaventa portò nnir arringo tutto il ihìro Hnll» sua dot-
invano di attenuarne gli effetti. Vi sono dei colpi che si ripercuotono nelle midolle !
Così se la quistione intorno al centro di gravità della monarchia fu la base della costituzione dei partiti inglesi fino alla cacciata degli Stuardi, il concetto delle funzioni dello Stato in reggimento libero può stabilmente costituire i partiti nella Camera italiana, e instaurare con sincerità il sistema costituzionale, con esempio nobilissimo anzi unico fra le nazioni latine.
Che se otterremo questo risultato, benediremo mille volte alla convenzione di Basilea, e agli eminenti statisti che con diversi intendimenti, ma con eguale ardore,
vi spesero intorno le loro fatiche. *¦ *
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Nella votazione del 27 gli on. de'Risei.* ed Ali pràndi votarono poi ministero, P on. Sebastiani contro. Gli on. Finocchi ed Acquavi va non erano presenti. (I ministero ebbe 88 voli di maggioranza.
La legge sugi' impiegati
Quando la Destra ora al no te re. è stata
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principe Milano avrebbe dovuto partire ieri per mettersi a capo dell'esercito serbo, dopo aver intimalo il manifesto di guerra. Oggi stesso o'ovrebb* essere proclamalo lo stato d' assedio in tutta la Serbia. £ tutto questor dopo qualche set lì in a li a in cui dalla Serbia venivano le più ampie assicurazioni di pace! Da Costantinopoli poi si segnata She#e truppe alle frontiere e il naviglio del Danubio hanno ricevuto V ordine di aspeltarc il seguale per cominciare le ostili!à. Abd-ul-Kerim pascià sarebbe il comandante in capo dell'esercito. Se tulio ciò è vero, è dunque arrivato il momento di dire: alea jacta est ! La guerra si limiterà tra la Turchia e la Serbia? Finora il principe Milano si atteggia a far la parte del piccolo re di Piemonte, che raccoglieva il grido di dolóre delle province sorelle; e già di questo coraggioso atteggiamento egli .riceve il degno premio: # insorti lo proclamarono re della Bosnia.
Ma, come dietro al Piemonte stava la Francia co' suoi zuavi africani, così dietro la Serbia stanno ora le nordiche orde della Russia, che altendono ansiose il momento di tuffare fi piede nel Bosforo. Che farà allora l'Inghilterra? Che-faranno le altre potenze? L'orizzonte si oscura: i pericoli di una guerra generale stridono , sul nostro capo.
In Francia, le lotte sostenute da Victor Hugo in favore dell'amnistia han ottenuto un parziale successo. Venne accordata la grazia fi. 87 condannali per P insurrezione del 1871, e fu dichiarata la cessazione delle procedure contro quei reati politici.
Novus ordo rerum
Il vecchio edificio ruina, i partiti storici «i sfasciano, c la rivoluzione parla- '
di una durabile ricostituzione ctei partili, non fondata sulle fuggevoli convenienze personali, ma sulla roccia nuda e- salda delle idee e dei principi. Nè il terreno poteva scegliersi con migliore accorgimento: scomparsa la convenzione, quasi obliata la legge', la lotta, s" impegnò sul concetto giuridico'- e storico dèlio Stato e delle sue funzioni. L'on. Spaventa portò nelP arringo tutto il peso della sua dottrina e della sua calda e passionata natura, e deificò lo Stato. La reintegrazione della coscienza individua non esiste per lui, e venti secoli di storia trascorsero indarno ! Invano gli on. Minghetti e Sella, più abili e meno audaci, si affaticano di temperare le arditezze del fiero abruzzese: nescit vox missa reverti.
E n' ebbe bel giuoco P on. Zanardelli che s' inchina riverente dinanzi alla mae-, sta dello Stato (1^ vera e veneranda Immagine della patria) ma a patto che svolga e tuteli tutte le potenze dell'uòmo, e attinga il vigore dell'indiyiduàlismo collettivo dalPincremento dell'unità individua. E' la differenza sostanziale fra le antiche repubbliche e gli Stati moderni, fra il cesarismo democratico e la democrazia popolare. Nè mancò nell'arduo contrasto una voce autorevole e generoso, quella degli on. Peruzzi e Ricasoli, che si levarono in difesa della: libera attività contro l'onnipotenza dello Stato, e separandosi a visiera alzata dai vecchi amici scopersero nel-P art. 4 della legge tutto un programma liberale di governo, meritevole dell'onore dei loro suffragi.
Il Ministero può annoverare "questo giorno tra i più fausti e felici della sua e-sistenza. La voce dell' on. Ricasoli, di questa roccia granitica, contra cui s'infransero fin qui le onde della Sinistra, eserciterà indubbiamente un' azione salutare sugli amici, depresiva sugli avversari. Ben sentì la fierezza del colpo 1' on. Sella, e tentò
Nella votazione del 27 gli on. de'Riseis ed Aliprandi"Votarono pel ministero, 1' on. Sebastiani contro. Gli on. Finocchi od Acqua-viva non orano prosenti, ti ministero ebbe 88 voli di maggioranza.
La legge sugi' impiegati
Quando la Destra era al potere, è stata parecchie volte agitata la questione (degli stipendiati governativi. Le belle parole non mancavano mai, tanto più allorché avvi-cinavasi P epoca delle elezioni. Chi non ri-Corda le esplicite promesse dell' on. Min-ghetti nel banchetto di Legnago ? Ma passato il turbine elettorale, in cui gì'impiegati rappresentavano tanta parte, assicurata la maggioranza devota agli dei del ministero, i poveri impiegati restavano in asso. La Sinistra invece si è adoperata in modo più onesto e leale. Riconoscendo le non liete condizioni degli impiegati, si è messa tosto al lavoro, e riducendo i dritti di ritenuta nelle proporzioni dell'uno 01° sino al 6, e stabilendo il 6 j0 quale limite massimo hafatto quanto poteva nelle presenti condizioni della finanza italiana. Si è detto esser pochino davvero; nè saremo noi che verremo anegarlo; ma è d'uopo pur riflettere che se ì contribuenti fanno tuttodì dei sacrifici, è pur mestieri che li facciano gì' impiégati. Se la giustizia, la morale, l'interesse medesimo delle amministrazioni richiedono che si sollevino le condizioni di questi operai dello Stato, come furono teste appellati da alcuni deputati, gli stessi doveri sociali impongono che non si crei nel paese una nuova classe più dannosa all' economia pubblic i, vale a dire la classe dei poveri ricchi/...
Del resto il perno della legge testé votata non sta nella riduzione delle proporzioni della ritenuta; bensì nel primo
articolo, ove il ministero si obbliga di pre-I '
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