CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


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    sentire in occasione del bilancio del 1877 il progetto sullo stato civile dogi' impiegati, sul . quale sono bene avviati gli studi s jUoponendo all' approvazione della legge generale del bilancio gli stanziamenti per pareggiare e migliorare gli stipendi, inferiori, a lire 33Ò0. In questo articolo noi crediamo di vedere la vera soluzione del problema degf impiegati, Bisogna ritoccare gli organici degli stipendiati, se vogliamo accrescere i loro emolumenti senza molestare di vantaggio i contribuenti,- Pochi ma ben pagati, - è una m issima giusta che -abbiamo senti io ripetere alla Camera, ed a cui noi pienamente sottoscriviamo.
    L1 on. Deprotis l1 accennò nel suo programma, e, sfeimo sicuri che non seguirà ì" esempio d^siiòPp redecesso ri, i quali, mentre gridavano la stessa massima, inau-gur ivano il remilo della impiego mani a, una delie non minori piaghe della società o-d iern a. Egl i m antenga la promessa, ed a questo solo palio gl' impiegati potranno accettare la recente legge, quale caparra di migliore avvenire.
    Un' ultima osservazione. - L'articolo 7 segna un notevole aumento sulle indennità e sugli stipendi degl1 impiegati dello Stato resider-1' in Roma.
    Di questo non avranno certo a rallegrarsi coloio che vivono fuori di Roma e non pagano m mo dei primi. Basta andare a Milane), a Torino, a Genova per pruovare che in queste città la vita è torse più cara che in Roma. Perche mai questa enorme ingiustizia a danno di un numero considerevole dì uomini che non lavorano meno onestamente degli altri ?
    Concludendo diciamo, che accettiamo questa legge solo perchè nell' art. 1° è fatto obbligo di ritornarci su. Allora sarà il caso di riempiere alcune lacune, e di agitare _tutta inte a la questione degl1 impiegati
    lani e i fermarli, e non vi era alcuna ragione di generalizzare gli effetti di una e'àusa essenzialmente-locale. E poi, è forse nato ieri questo dissidio? Non preesisleva esso sciaguratamente alla proposta dell'on. Sebastiani? Perchè mai non fu colto da principio questo lato della quislione?...
    Noi ci auguriamo che V on. Depretis non voglia davvero soffocare un principio di giustizia distributrice, che non ebbe nella Camera in tei]! e tre più autorevole uè più convinto di lui;'è ohe nella nuova sessione troverà il modo di soddisfare i nostri voli e quelli delle altre città interessate, che non si potrebbe di vantaggio senza grave e manifesta ingiuria preterire. Di tanto ci affida il carattere elevato dell1 on. Depretis e 1' intemerata probità dell' on. Znnardelli I-
    La sede dell' antica Beregra
    (Contin. vedi n. prec.)
    i Cpdesta è ovale molto allungata, e monca in una delle estremità. Misurata accuratamente è'della lunghezza di m 1,38; la sua massima larghezza è di cent. 0,65, e della grossezza di 0,16. E una pietra arenaria dolce del tutto simile alla prima. Il tempo- e le acque scorrenti su la sua faccia ov' è l'iscrizione, f hanno orribilmente rosa. Ciò ha fatto che della non breve iscrizione non sian rimaste leggibili che tre parole, mentre. delle altre non sono visibili che delle lettere isolate, e con molta difficoltà. Il lac-simile da me trattone con carta senza colla il più accuratamente possibile ben lo dimostra. Tre ore di disperata ricerca, e di minuzioso esame ho impiegalo con pòchissimo frutto sul monumento, di cui il tempo e le intemperie hanno lacerate le più belle pagine. Nè ho trascurato di trarre ad occhio una copia di quel che negava il fac-simile cartaceo.
    L Iscrizione è pustnfeda; le lettere. hanno la grandezza in media di coni. 6 È simigliante a quella di Capra mariltima pel modo co in' è condotta, dovendosene incominciare la lettura
    tali di Pianella in quelle centrali di Chicli stato quasi una bassa vendetta dell' on. tato de Hiseìs per non avergli dato il nelle ùltime elezioni politiche. Ciò non è punk, vero. La causa del mio tramutamento iafkj è pur troppo nota. Dessa è stata i' effetto d?f!* pressioni fatte dalle Autorità politiche fy circondario di Penne presso la Procura di Ter*-jno, pei: vedermi allontanato da qui rrefìe prossime elezioni amministrative, temendo ehe io non ostacolassi la elezione dei candidati della so ilo-prpfettura, i quali se finora non sono astrati nell'Amministrazione comunale, non è à attribuirsi agli altrui intrighi, ma sibbene a loro medesimi che- non hanno saputo conquistar? la stima eia fiducia dei cittadini. Questa causa del mio al lontanameli lo è consacrata nei documenti che fan parte del mio postumo processo, fi non possono essere distrutti. La regia Procura di Teramo per una ingiustificabile personalità, fomentala da un pubblico funzionari» che ha* strette relazioni ed attinenze eon di?o dei principali miei uralici dì qui, eie cui insinuazioni, per lo stesso mezzo, hanno gittata tanto scredito contro questo povero paese,ha voluto mistificare non pure la Procura generale di Àquila, ma anche Sua Eccellenza il ministro di grazia e giustizia, facendo credere che la misura del mìo Irà muta mento in Chieti fosse stata suggerita dall'essermi io permessa «i violar la prigionia coli' andar passeggiando a mio beli'agio nel paese, e per essere andato la sera a dormire in c:»sa mia. E che cosa t Cevano i carabinieri tanto h neri dei loro veri? Perchè si è negata unMsiruttoria da chiesta p"r Sbugiardare coloro c!ie lini fare simili invenzioni? Si temeva oh' non JJJ scesse un altro rid cuius-mas, come è a.cadtw per molti altri processi famosi pe: la lo"1.1, diqola finf>. Mi il tempo delie misliOcuioa' finito. Nello sv lg>rsi il processo ,>er ^ rela da me sporta contro il regio Procarfag di Teramo, od il tenente dei ca abinìjn Penne, per abuso di po*nre e di me ordinate, si v dia il fondo *f*S ' e d«Me. personalità. Si è fin nco f Lvr-
    
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    pruovarc che in queste città la vita è forse più cara che in Roma. Perche mai questa enorme ingiustizia a danno di un numero considerevole dì uomini che non lavorano meno onestamente degli altri ?
    Concludendo diciamo, che accettiamo quest i legge solo perchè nelP art. 1° è fatto obbligo di ritornarci su. Allora sarà il caso di riempiere alcune lacune, e di agitare " tutta intera la questione degP impiegati
    con sodezza e larghezza di vedute che non sono rare nel parlamento italiano.
    Le ferrovie secondarie
    Nella tornata del 23 la Camera ha seppellito la legge sulle ferrovie secondarie. Dopo aver lasciato chela proposta dell' on. Sebastiani pigliasse corpo e si generalizzasse nel concetto di abbracciare tulli i capoluoghi di provincia ancora mancami di qualunque congiunzione ferroviaria, il ministero si oppose a che la relazione dell'on. De Dominicis s'isciivesse all' ordine del giorno in questo scorcio di sesi sione, e la maLggiorfinza lo seguì. Per verità non comprendiamo questa condotta del Ministero Tanto valeva di opporsi da principio, e di non permettere che nelle popolazioni interessate rinascessero delle speranze, la cui delus one non può riescire che amarissima. Noi non siamo sospetti di soverchia tenerezza per l'on. Sebastiani, e fummo dei primi ad osservare, che la sua iniziativa non avea il pregio di-una grande opportunità; ma dopo che tutti gli Uffici {' avevano accolta con manifesti segni di favore; dopoché il Ministero avea visibilmente modificato il contegno ostile dal bel principio di- i mostrato; c che anzi gli on. Depretis e Zanar-delli, intervenuti nel seno della Commissione parhnrntare, avea nò d'accordo generalizzato il principio della legge, e pure facendo qualche riserva ne avevano accettata la massima; dopo tutte queste circostanze, diciamolo con 1? usata franchezza, P evoluzione-dell'on. Depretis non può che produrre un vivo rincrescimento: Nè vale P osservare, come fece P on. Noterà, che la quistione è ardua, implicando il principio della circoscrizione amministrativa: ciò non i può riferirsi che al noto dissidio fra gli asco- j
    j uu,iia il più a ili/MI «i/«iupH»Cj ^iraaiiiyo ucu 11» MI i
    mostra, Tre ore di disperata ricerca, e di minuzioso esame ho impiegato con pòchissimo ! I frutto sul monumento, di cui il tempo e le j intemperie hantvo lacerate le più belle pagine. Nè ho trascurato di trarre ad occhio una copia di quel che negava il fac-simile cartaceo.
    L Iscrizione è pustwfeda; le lettere, hanno la grandezza in media di coni. 6 E somigliante a quella di Capra mariltima pel modo com' è condotta, dovendosene incominciare la lettura dalla t^rza linea, ultima ed inferiore. Va letta da sinistra a destra di questa, e proseguendo-! sene la lettura nella seconda da destra a sinistra, pei* ripiegarsi nella terz' ultima, a superiore da sinistra a destra.
    Ecco quel che ho potuto notare.
    ......... TITI- EN'M: N MfÉ ,,
    N... N...... NX.....X....
    La prima voce adunque sarebbe certamente TITI, dopo la quale sono incerto sé abbiavi o no un punto. Primàrdi essa non ho scorto traccia di sigla. Che il liti possa equivalere al nominativo film, non vorrei dubitarne, essendo noti i nominativi che al singolare siano Amenti in i. Altrove ne ho ' ragionato,, arrecandone gli esempi, e le autorità dei dotti (v, il mio Tito Veziò p. 10 e seg.). Siegue a tal vocabolo o pronome la voce ENM. la quale probabilmente può equivalere ENN1VS, ovvero ad una particella congiuntiva ET, o altre equi-L poi enti, come dal Lanzi, e da altri scrittori.
    Lo lascio al giudizio de' dotti. Il terzo voca-i bolo parmi scritto ad esprimere NEMSSEN, che equivarrebbe a NEMSVN1VS=?NVMER1VS (v. Fe'st* a t. v. p. 171 ed. Muller),
    (Continua) Domenico dh GuJdobaldi
    Comunicazione
    Pregiatissimo sig. Direttore
    del Corriere Mmzzesè
    Mi trovo nella necessità d( pregarla, a farmi la cortesia ,, inserire nel suo accreditato giornale- la seguente dichiarazione:
    E p aciuto al Piccolo di Napoli asserire che il mio tramiitnmento dalle carceri mutìdaìnetf-
    fare simili invenzioni? Si temeva che non na scòsse un altro rirl'" nulus-mus, come è accattqf por molti altri processi famosi'per la loro*0 dicola fine. Mi tempo delle mistificazioni; finito. Nello sv. lgM\sJ il processo por la qae, ! rela da me sporta contro il regio Procuralo^ di Teramo, ed il tenente dei carabinieri jjj 1 Penne, per abnso di po'rtre e sevizie c0lTjro di me ordinate, si v drà il fondo deg'1 intrighi e d'dle personalità. Si è fin1 nco asserito che mentita fosste stala 'a mia malattia, falsi t certificati giurali rifasciali dai medici, mentre lo stesso medico d I carcere di Chieti constatò ia mia. indisposizione di salute.
    De) resto colg > con piacere questa occasione, e né sono grato al Piccolo, che me l'ha porta, per attestare pubblròamente e solenne-mente! pj on. Deputato de Riseis la mia gratitudine e riconoscenza pel patrocinio accordatomi. Fu il de Riseis che fece vive premure per la grazia sovrimn; fu il"de Riseis che richiamò l'attenzione di S. E. il ministro guardasigilli sul trattamento usatomi nel traspor-tarmisi in Chieti, di cui la stampa di ogni colóre si è occupala. 11 guardasigilli che alla promesse fa seguire i f; tti, mi fece la debita riparazione, e spero provvederà al resto.
    Accolga, sig. Direttore, coi miei ringraziamenti P attestato della mia profonda stima.
    Pianella 23 giugno 1876.
    Samuele Dottor Fuga
    ECHI DELLA PROVINCIA
    Ci scrivono da Castiglione della Valle: Monsignor Martucci di Penne nella sili visita pastorale si bisticcia molto facilmente coi contadini per alcune riforme che va intro-duccn lo .nelle ,chiese. B sogna dire chemons. Martuccio se, le sue. intenzioni sono leali, di che sino ,ad ora non ho ragione di dubitare, e meno prete de gii altri, anzi è un pò meno spregiudicalo di molti laici.
    A Villa Petto, una frazione, anzi un mi^ lesimo di comune, esistevano due statue di S. Lucia, l'una Vecchia e l'altra nuova. Par* che In quella villa manchino i partiti politici, poiché è da -qualche anno 'che