CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    2Q7 -
    buoni villici parteggiano per l'una o l'altra delle statue, chi credendo sia più miracolosa la vecchia, chi stando per la nuova. Arriva mons. Martucci, e, tra le altre riforme, vedendo la S. Lucia (vecchia) orribile agli occhi suoi, la interdice c m tanto di decreto. Non l'avesse mai fatta ! 1 partigiani della vecchia, che, nel suo ingresso, gli avevano cantato Vosanna, gli gridano il cruce/ìge sotto le finestre, e dicesi che monsignore passasse un brutto quarto d'ora, tanto più che era l'ora del pranzo.
    Mi si raccontano molti aneddoti di questo tumulto villereccio, che io trasanderò per brevità. Solo dirò che si dovè ricorrere fi-nanco ai parlamentarli, come in un caso di guerra, e monsignor Martucci fu obbligato a ritirare il suo interdetto, Così quei buoni villici continuano a portare in giro nelle processioni quella bellezza di S. Lucia I ...
    Ma pare che non dovranno goderne di questo gusto tanto lungamente, Imperocché Don Giovannino Nicolera ficcherà il naso anche nelle processioni, proibendole sic et sempliciter in omaggio a quel principio che Dio dev' essere adorato in chiesa, sio augusto e naturale domicilio,
    * #
    Ci scrivono da S. Omero:
    Caterina Pilolti - de Santis non è più! il giorno 13 (seraj è morta, dopo lunghissima e penosa malattia, nella età di circa 60 anni, Benché da c uque lustri affetta da paralisi degli arti incenerale ed anco.jdella lingua per cui l'era impedito di parlare, pure non sapeva giammai dimenticare la g^nte poveri; e chiunque aveva bisogno di soccorso, trovava in Lei una benevola e sollecita bene-fattrice. Donna virtuosa e sventurata^ tutti ,H& la conobbero, no piangono ora Pa-
    nel campo devastato U ultima sua sciagura. Essa per quest'anno non può rinnovare gli abiti ai piccoli figliuoli, non può rinnovare la biancheria sdrucita. Ha ben altro a pensare ! Un forte, quantunque strano, dubbio le agita la mente: chissà
    se avrò a mangiare quesl' anno ?
    p
    * *
    Ho detto strano. Infatti com' è possibile dubitare per un momento della carità cittadina? Non slam noi tutti fratelli, poveri e ricchi, signori e contadini ? Non abbiaiu noi i' obbligo di soccorrerci a vicenda ? Innanzi alla cruda sventura siamo tutti egual:, Guai a coloro che non comprendono il dovere
    che loro impone la stessa naturai...
    *
    # * .
    Ed io mi rallegro che la Giunta municipale non abbia fatto invano appello al cuore dei buoni teramani; o mi rallegro tanto più, perchè il Corriere dalla politica battagliera, non ba speso indarno il suo appoggio in un' opera di pace e di carità.
    Già ! migliori cittadini sono venuti ad iscriversi nella lista degli offerenti e benefattori. Altri speriamo verranno a deporre il loro obolo in soccorso della miseria. Li attendo altresì dalla schiera degli avversari Imperocché, innanzi alla sciagura di parecchie dozzine di famiglie, chi vorrà rizzare lo spauracchio del partito? chi vorrà fare una questione politica?
    Diamoci la mano, cittadini d' ogni colore, e procediamo
    uniti e concordi a sollevare la miseria
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    Ed oggi il presidoVe della Società giovani e, rispondendo ad un particolare appello da me fittogli, mi presenta la sua lista di offerenti, che- verrà continuata. Ci veggo il nome «lei . di Teodoro, del barbuto Agatone e dì, molli loro compagni uel la varo. E I' operaio che aiuta 1' operaio; è la mano incallita che porge 1' obolo alla mano incallita' .. Non vedete voi, o miei lettori, in questo alio pietoso tutto quanto v'ha di bello, di buono dì sublime nella democrazia? Non ci vedete voi attuato il Vangelo nella sua purezza ed integrità ?
    Ah / miei lettori, vi sono dei nìtìmer.ti in cui bisogna piangere lagrime di contentezza innanzi allo spettacolo che ci presenta 1' uomo colle sue passioni, co' suoi amori, cjI suo eroismo,, colla sua pietà!....
    # #
    E la provincia non risponderà al nostro appello ?
    Già Bellantc, sempre concoi de, sempre unit i, sempre prima dovunque sia un bell'atto da compiere ed una virtù da esercitare, si c messa volonterosa all' opera, cosii'uendo un comitato, di cui fan parte il sindaco l'alma, Bat ista Talloni, il parroco ed altri egregi cittadini. Già Morro d' oro ha seguito 1' esempio di Bollante. Un saluto ed un ringraziamento a tutti voi o buoni amici nostri.
    condo a 3 anni di relegazione, il terzo a 3 anni di carcere, scomputato il sofferto. l)if. Sagaria e Mezucelli,
     Coppoli Giuseppe e d' Angelo Rosaria di Toeco a Casauria accusati di ferii » seguite da morie, furono assolti. Dif. Gin aldi e Muti gnani.
     Angela Zucconi di Bollante, accusata di ferite che produssero la morte ni persona della propria suocera, dietro il verdello dei giurati, fu condannata a sei mesi di carcere scomputando il sofferto. Dif. avv. Tanzi.
    Tale verdetto, che altamente onora il Giurì merita una spiegazione. Angela Zucconi era giovane d'illibati costumi, figliuola deli1 onesto e laborioso Raffaele, che nel bagno di Pescara avea per 7 anni subita la gloria del mari irlo politico. Angela avea dal padre attinto ii sentimento delle nobili azioni, (ì dei generósi sacrifìcii. Ma fu sventurata, ed infelice quanti allra mai. Congiuntasi in matrimonio col tiglio di Barbara di Filippo, donna rotta ad ogni sorta di vizii, trovò una sorgente di dolori e di guai là dove sperava trovare la pace, la gioia, gli affetti di moglie e di madre. Per rispetto alla dignità umana non decliniamo il nome del marito: costui e la madre Barbara avea no in mira di fare dell1 Angela un elemento produttivo per la famiglia, volevano prostituirla. Angela oppone fiera resistenza: di qui maltrattamenti minacce, strazii inauditi. Qualche volta il Paroco avvertì nel silenzio della notte il pianto d1 una donna, che invocava Dio e la Versine a difesa della propria virtù: era ii lamento della povera Ang la. Essa erasi ricovrala nella casa paterna: ma i doveri di moglie la richiamavano sotto il tetto coniugale. Qumido ebbe luogo il fallo, che offrì argomento al dramma del 26, da parecchie settimane la si ritrovava col pad re, costretta per le solite minacce e pressioni a fuggire la suocera ed il marito.
    Era il ni sitino de! Ottobre ultimo. Angela fortuitamente s'incontra con la suocera ; costei, vedendola, si fa lec lo di lanciarle sulla pubblica via invereconde ed atroci incurie. La misura era colma, dovea traboccare; l»i un momento supremo. Spinta da furore investibile si scagliò contro la suocera, e lo in l'erse wnmig ffiLtilfì f.nn min fa'celta. 0 allra nrmi
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    » Iiiiaa liuiKiiuu, li eira eia Ui CllCilUU anni. Benché da c uque lustri affetta da paralisi degli arti incenerale od ancojdella lingua per cui l'era impedito di parlare, pure non sapeva giammai dimenticare la gente povera; e chiunque aveva bisogno di soccorso, trovava in Lei una benevola e sollecita bene-fati ri ce. Donna virtuosa e sveni arata* tulli quelli che la conobbero, no piangono ora l'amara dipartila I
    La banda musicale del paese,suonando noie malinconiche, l'accompagnarono all'ultima dimora.
    La Carità?...
    Martedì scorso 1' agonie dello tasse ed una commissione comunale si portarono nei lenimenti desolali dalla grandine nel nostro Comune per riconoscerne i danni, onde sgravare i proprietari dal contributo. fordia'io ai sensi del r..decreto 10 giugno 1817 tut'ora vigente.
    E un bene questo per i proprietari, quantunque 1' essere sgravalo datla fondiaria 6 ben poca cosa in paragone alla gran perdita.
    Ma è pure una cosa. Almeno essi non avranno quest' anno l'incomodo di ripassare le bollette e dare col naso nell' E-sattore.
    E i poveri coloui?
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    Per costoro sì che sarà una brutta invernata quella che verrà Hanno lavorato tanto, sudato tanto, ed un brutto giorno, in inen di uh' ora, vedono tutto perduto, Eaddov' erano spighe bionde e ripiene, non resta neppure la paglia; laddov'erano vili cariche di pampani e di grappoli, non si vede che un flagello di viti spoglie di lutto, affrante;, schiacciate nel suolo da far perdere la speranza che ritornino a vita ira due anni. Che dirò degli olivi, dei frutti, di cui son ricche le nostre campagne? Le sassale del cielo li hanno qui ridotti a pezzi, là mortalmente vulnerali I Lo squallore non può essere nò più terribile, ne più miserando.
    E in m.;zzo a tanta desolazione, che li strappa il cuore, in mcizo a tanto sterminio di natura, tu trovi il povero contadino, circondato dai figli taciturni, il quale ti esclama tra il singhiozzo e la bestemmia: per quest'anno non si M tn-jia'..... E li scorgi pure la scarmigliala donna che vede
    ci presenta 1' uomo colle sue passioni, co' suoi amori, col suo eroismo, colla sua pietà I....
    # *
    E la provincia non risponderà al nostro appello ?
    Già Bollante, sempre concorde, sempre uniti, sempre prima dovunque sia un beli' alto da compiere ed una virtù da esercitare, si è messa volenterosa all' opera, cosii'uendo un comitato, di cui fan parte il sindaco Palmi, Bal ista Talloni, il parroco ed allri egregi cittadini Già Mono d' oro ha seguito T esempio di Bcllanle. Un saluto ed un ringraziamento a tulli voi o buoni amici noslri.
    Il Cuore mi dice che questi splendidi esempi non rimarranno isolali. Non è vero, o abitatori dei monti e delle valli ?
    Già veggo il sindaco Fasciani di Tossicia che apre il borsellino, ed eccita i suoi amministrali a sollevare i noslri raccomandati Già vedo o veder parmi gli egregi De Ang.jfis, Ditoni si e Olivieri, che mettono in movimento i loro concittadini di Isola, Pie'racamela e Castelli per la nostra sottoscrizione. E il De Panicis di Montorio, a cui auguro piena la vittoria di domani, non manderà la sua lista ? E i bisentiui De Carolis, Baroni, Viceré; i bascianesi Costantini, Giannone e gli altri noslri associali dei paesi limitrofi, non si uniranno in qnest' opera di carità? E i D,' Peiris, i Forcella i So nicchio di Airi non avranno un ol olo per aumentare la nos ra lista ? Non 1' avran o i Mazzoni, i" Clemente di Notaresco? Non i Se -vili e ì Costantini di Cellino ? Njn i giuliesi e i sani>incresi ?
    Non mi rivolgo a voi, o nere tesi j di cui conosciamo bene il cuore, imperocché la voslri opera di carilà do-.e e rivol gerla tutta a prò dei poveri agricoltori di Ancarano e di S E-gidio, che furono vi.Ui.rha di non minore sciagura. Mi ri olgo bensì ai noslri amici di Penne, di Loreto, di Pianella, di Cappelle, di Montesil^ano, di Montepagano; mi ri'olgo ai Mala-grida, ai de Jacobis, ai Marchegiani, ai Muzi di Castella marò e di Pescara, perchè lascino per cinque minuti in pace il moribondo Pandolft, e si uniscano in un sublime alio di beneficenza.
    Mi rivolgi une a nullissimi amici nostri, di cui in que- I sto momento non ricordo i nomi, aftinché aggiungano ai molli I titoli di cui si fregialo a buon dritta, anche questo dèlia generosità.
    Il Corriere Abruzzese ripono in loro piena fiducia.
    
    Assisie e Correzionale
    (Coni, e fine vedi n. 52')
     D'Andrea Nicola, D'Aloiso Camillo e Clemente e Luigi Sebastiani di Pianella, accusali di omicidio e ferimento, furono condannati il primo a 7 anni di reclusione, il se-
    u i fi ui ilici uTTi io, ira pai hcciiiu seminane m si
    ritrovava col padre, costretta per le solile minacce e pressioni a fuggire la'suocora ed il marito.
    Era il minino del 22 Ottobre ultimo. Angela fortuitamente s'incontra con la suocera; costei, vedendola, si fa lec lo di lanciarle sulla pubblica via invereconde ed atroci ingiurie. La misura era colmi, dovea traboccare: In un momento supremo. Spinta da furore irre>isli-bile si scagliò coìti Irò la suocera, e le inferse cinque ferite con una falcetta, o altra arma indistinta, sendo use la di buon mattino per far legna. Queir ira fu sublime, ed i Giurati videro nella infelice Angela la eroina, che nel-T impelo d'un i al ir io quasi divino affermi seni-preniù la propria virtù, il proprio onore oltraggialo In questa come nelle precedenti' cause, siedeva al banco dell' accusa il sig. Ciotto.
    SOTTOSCRIZIONE
    a favore dei coloni danneggiati dalla grandine nel nostro Comune.
    Da riportarsi . . . . . .* L. 357, 50
    Tribunale e cancelliere. " . . « 29,00
    Avv. Mulignanì.....« 2, 00
    Ejnmanuele Mari . . . . . « . 1, 00
    {Lis'a della società giovanile)
    Di Teodoro Francescopaolo . : « 2, 00
    Sardella Gaetano .... . « 1, 00
    Marini Francesco . . . . « 1, 00
    Franciosi Agatone . . . . « 10, 00
    Morgan ti Michele . . . . . « % 50
    Mancini Saverio . ... . « C, 30
    Marcos'gnore Osare . . « 2, 00
    De Fabntiis Raffaele " . li . « o, 30
    Gaspari Benvenuto . . « 0, 2o
    Mirciiese rirrico . « 0, 50
    Primo ValeulJJìiO .... « 00
    Arcai ni Antonio . . . - . « o, 30
    Marini Giuseppe..... « 0. 30
    Faen/a G u seppe . . , . . « o. 30
    Alessandrini Errico . , . « 0 50
    ni, 7.»
    F. Taffiorali! direttore responsabììs