CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    proruppe in mezzo all' adunanza. Arrivalo il treno, l'egregio uomo prese posto in uno scompartimento di l.a classe, * partì in mezzo alle girelle di mano ed ai baci de' suoi amisi, ai quali si leggeva in volto il dispiacere della dipartita. Salerno ha fatto un ottimo acquisto, e uoi io facciamo le più vive felicitazioni. É stato un alto di giurtizia, che il governo del re ha reso al distinto magistrato,.
    LETTERE FRENTANE
    Lanciano i. luglio 1576
    Una volta il capriccio di una rozza malcreata mi cacciò di sella; ed io giù, a capo fitto nel bel mezzo di una siepe, con quanto gusto e con quanti ahi! dolorosi ognuno può immaginarsi! Ci volle del bello e del buono a togliermi di lì, e quando ne uscii, mi ritrovai con graffiature parecchie sul volto e sulle mani. Ora dovendo parlare delle prossime elezioni amministrative, la rozza e ,, spine mi tornano alla mento. Volere o non volere, a parlare di certe cose le passioni e' entrano sempre un tantino, la imparz alita perde per via qualche brandello della propria veste, ed alla maldicenza poi si offre sempre la occasione di dire bene del prossimo: ma ho promesso, ed il ricordo delle spine non mi tratliene.
    La nostra città si divide in due parliti, ed iu questo somiglia a quasi tutti i paesi del móndo, dove i partiti non fanno mai difetto, e dove P uno non avrebbe rag one di combattere P a!Irò, se le invid ucce, P interesse privalo e certe illegittime ambizioni non entrassero co are causa, per Ire quarti nelle nostre Jzioni. Qui, come altrove; i parliti non si distinguono dai prirteipii, che rappresentano ma srl)bene dag'i uomini che si governano; è così, che essi sono più o meno stimabili a seconda del gradò di eslirnabilità goduta dai loro capi! E per questa ragione, io, che pur vorrei fare a meno di nominare il sig. B. o il
    bancarotta municipale, e gridando economia economia economia!
    Io non ho simpatia per i calcoli ed il mio cervello s'impenna ad ogni ombra di numero: , ma coloro che si trovano a buon agio nell'arido campo dell'aritmetica, mi assicurano che I il deficit contra il quale sbraitavano tanto quei signori, sarebbe scomparso tra Panno corrente ed il venturo, e che di economie serie era follia parlare.
    Frattanto il cav. Maranca perragion di salute e per gravi dolori di famiglia si dimise da sindaco nel 1874 ; ed a lui subentrò i qual funzionante da Sindaco il sig. Erance-1 sco do Giorgio, forte delP appoggio degli oppositori e di quei parecchi che si erano divisi dal Maranca.
    Comincia da questa epoca la esistenza ufficiale del nuovo partito. Frattanto per criticare s s' era criticato a piena gola, e di economie se ne dovevano fare a qualunque costo, e furono fatte: chiusura dell' asilo infantile, soppressione della festa per il genetliaco di S. M. e della premiazione dei nostri alunni nella festa della Statuto da una parte ed aumento dì stipendio ad alcuni impiegali municipali dall' altra. Senza dubbio, se I on. I de Giorgio avesse continualo a tenere le ialini in mano, il pareggio del bilancio comunale sarebbe a questa ora un fatto compiuto: ma I al governo è piaciuto nominare a sindaco della j nostra città il cav. Evandro Sigismondi, ed a questo è sembrato non serio un cosiffatto genere di economie, e P asilo è stalo riaperto, la festa per il re si è celebrata e fin la premiazione degli alunni è stata fatta con la solennità usata. Il Sigismondi è uno di quelli che altra volta appoggiavano il Maranca, e che potrebbe far molto e bene: ma non gode il » favore della maggioranza dei 30 consiglieri, 20 dei quili, mi si dice, sieno fratelli, priori o ex priori di congreghe laicali 1
    Son questi i partiti, che combattono nelle prossime elezioni, e da quel poco che ho detto I possono giudicarsi. Dei candidati a consiglieri , comunali non parlerò*- poiché abuserei della
    ¬ itili e sanno, che nel suo breve periodo «li giorni nascono, crescono e vegetano i pia ^ fiori, coi quali si può formare il più bel mt-zolino, che presentato a innamoralo garzoa* gli parli il più soave linguaggio d amore. \A sera placida e calda. Il cielo azzurro, sere** voluttuoso; azzurro, come P occhio d'anali glia d' Albione; sereno come io sguardo & fanciulla italiana; voluttuoso come si seno d'orientale odalisca. Le molli onde adriatici che baciano e ribaciano P amena costiera di Giulianova sono frementi e fosforescenti-frementi come le sciolte, nereggianti chiome di vaga siciliana, agitate da lieve zefiro; fosforescenti come le ricche seriche vesti di giovate dama andalusa. E' la notte in cui si celebra una pia tradizione presso le genti, che vivoso nella regione protetta dal gigante degli ausoni monti, dal nevoso montecorno - una pia tradizione, che assicura di pronta guarigione, mediante un tuffo nelle tepide acque marine, tulli i poveri disillusi, le tradite e chi vuol sanar? le ferite, ahimè le troppo crudeli ferite prodotte dalla faretra del cieco Dio-ba nb no! Vero è che soventi invece di sanare, si di venia più infermi di prima, ma ciò dipende dal maggiore o minore languore con cui si è invocali il soccorso della vaghissima dea del mare,gèni l ri ce dell' ali£« o nume. E' !a notte di S.Giovanni. Ho detto che il cielo è azzurro,serena voluttuoso - Non ho detto il vero - una visto» un' assai dorata visione, che nel momeniock* così scrivevo si era impossessata della fantasia, mi ha fatto tradire la verità della cosali cielo adunque è fosco, cuoo, sinistro-fosco come la mente cl' un suddito inglese assalilo dallo spleen; cupo come lo sguardo »l Ba maramaldo; sinistro come la lama del pugn*-di II a ssa n. Si direbbe quasi che sia il snp^ misterioso foriero d'uu sanguinoso dis^110 vendetta, che si matura quaggiù nel teuelu^j della notte. E chi vedesse le inolia bianche aggirarsi lungo il lido ed barca solcare le acque del mare c<>« costante alzarsi ed abbassarsi di olerebbe quelle per animo di naufragatali
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    c uuiw i uno non avrebbe rag one di combattere , altro* se le inviti noce, I interesse privalo e certo illegittime ambizioni non entrassero come Causa, per tre quarti nelle nostre fzioni. Qui, come altrove, i parliti non si distinguono dai priilcipii, che rappresentano ina srbbeue dagli uomini che si governano; è così, che essi sono più o mono stimabili a seconda del gradò di eslimabilità goduta dai loro capi! E per-questa ragione, io, che pur vor-
    rei fare a meno di nominare il sia'. B
    il
    sig. C. tanto per non eccitare la sensibilità altrui, non trovo la via da uscirne, e son co-strelto a fare contro mia voglia.
    Dai 183£ al 1874 al partilo, che fu rappresentato dal cav. Maranca Antinori, devesi quel pò di bene che si è fallo: istituzione delle scuole tecniche e dello scuole ginnasiali, istituzione di un asilo infantile e di un ospizio per i poveri e la illuminazione della cillà. Le cose andavano bene, e forse sarebbero andate ancor meglio, se, per i soliti pettegolezzi , parecchi non avessero abbandonato l'on. Maranca e rafforzalo le fila degl'inevitabili oppositori. Questi presero allora animo dall'insperato rinforzo e cominciarono la guerra agli avversari^ mettendo innanzi l'ombra spaventosa della
    APPENDIGE
    RUMORE PER NULLA
    COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUA VIVA
    (Coniin. vedi n. prec.)
    Leonetto  Oli! strappò la lettera in mille pezzi, vituperò sé stessa per aver scritto ad un uomo da cui sapeva sarebbe stala derisa, e disse: io misuro secondo me stessa, perché Anch' io lo disprezzerei semi scrivesse: si, lo disprezzerei, sebbene io lo ami.
    Claudio  Poi cadde in ginocchio, pia-se, singhiozzò, percuotendosi il seno, e strappandoci i capelli; pregando, imprecando, esclamando: o mio dolce Benedetto, che il Signore mi assista, mi dia pazienza.
    Leonato  Così è, fiero cosi dico; e la sua mente è in tale alienazione da far temere mia figlia che un giorno o
    mia/Jone degli alunni e siala lana con la solennità usata. Il Sigismondi è uno di quelli che altra volta appoggiavano «1 Maranca, e che potrebbe far molto e bene: ma non gode il favore della maggioranza dei 30 consiglieri, 20 dei quali, mi si dice, sieno fratelli, priori o ex priori di congreghe laicali!
    Son questi i parlili, che combattono nelle prossime elezioni, e da quel poco che ho detto possono giudicarsi. Dei candidati a consiglieri comunali non parlerò, poiché abuserei della pazienza alimi: dirò solo dei candidali a consiglieri provinciali nel prossimo numero.
    Corriere dei bagni
    (Prologo) Giulianova 1 luglio 1876
    (B. D. L.) Siamo su 11' imbrunire d'un caliginoso giorno di giugno, il mese susseguente a quello dei fiori. Io non so perchè giugno non si debba chiamare anche il mese dei fiori, se ognun sa, e specialmente le innamorate fan-
    1' ajtro commetta, nella disperazione, qualche oltraggio a sè slessa; è verissimo I
    Don Pedro  Sarebbe opportuno che Benedetto fosse da altri di ciò reso consapevole, se non vuol essa servirsi..
    Claudio  A che prò? Egli ne riderebbe, ed aggiungerebbe così un altro tormento a quella povera giovane.
    Don Pedro  Se facesse questo sarebbe degno della forca, Beatrice è una buona e dolce signora, e senza dubbio è piena di virtù.
    Claudio  Ed é mollo savia.
    D. Pedro  In tutto fuorché nell' amare Benedetto.
    Leonato  Ohi signor mio! combattendo la prudenza ed il 9anguc in un corpo così delicato, avemmo esempi che il più delle volte l' ultimo ha la vittoria, lo, del resto, sono assai accorato per lei, e ne ho giusta ragione essendo suo zio e suo tutore.
    Don Pedro  Vorrei che avesse rivolta su di me quest' af fezione; avrei posto da banda ogni riguardo, e 1'avrei fatta mia metà: vo ne prego, parlatene a Benedetto per udir ciò che ne dirà.
    Leonato  Credete possa questo migliorare le cose?
    Claudio  Hèro pensa che morirà certamente: dicendo ossa voler morire s' egli non l',ama, e morirà prima di render noto il suo amore: e se Benedetto la corteggiasse, morirebbe
    s«:o come iti mrni«- u un ou.*»».».* iigg,
    lilo dallo spleen; cupo come lo sguardo il' ^ maramaldo; sinistro come la lama del pl!gn. di Ilassan. Si direbbe quasi che sia il snnorr
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    misterioso foriero d'un sanguinoso disegno (,; Vendetta, rhe si matura quaggiù nel trnohroro della nolte. E chi vedesse le molle ombro bianche aggirarsi lungo il lido ed una bruna barca solcare le acque del mire con attorno Costante alzarsi ed abbassarsi di rpnii, prenderebbe quelle per anime di naufraghi, freg^ per la barca del vecchio Caronte destinala a trasportarle nel buio regno di P!uto. Ma oh! come talora I' apparenza delle cose contrasta con la realtà dei fai ti. Le ombre bianche sono gì' infermi, quei tali infermi, di cui parla la tradizione, i quali si accingono a cercare alle acque dell' adriatico la guarigione indarno implorata dai cultori della infida arte di Esculapio. La bruita barca è il ricovero d'allegra brigata di giovani, raunali sotto un sol capo, che loro o/Tre geniale cena, allietata da vini, musica, ed aria di mare. Ed oh quant'aria, quanta voluttà, quanta musica, quanti... vini ! Ma perchè il cielo è fosco, cupo,
    sinistro ?.....
    A rivederci tra le onde.
    anziché cangiare un atomo dell' abituale sua aria disprezzante.
    Don Pedro  Fa benissimo; perchè se si facesse intenerire dal suo amore, è facile che colui lo dispregerebbe; già voi sapete tulli ohe quell' uomo tende a deriderà qualunque cosa.
    Claudio  E nondimeno un bel giovine.
    D. Pedro  Certo, 1' esterno è seducente.
    Cla idio  Sì, per Dio ! e credo sia anche savio.
    D.Ped.o  Veramente ogni tanto caccia scintille che di-mos ratio un ccrto spirilo.
    Leoualo  Credo sia anche valoroso.
    D Pedro  Come Ettore, vé l' assicuro: e nel trattar le liti si può dire che è saviissitno; perchè o le eviti eoa gran discrezione, o vi si mischia con un santo...... timor di Dio.
    Leonato  Se teme Dio, credo che ami la pace, e se la rompe deve inlrometlorsi in una lite tremando, e con paura.
    Don Pedro  E cosi è; ei difatti teme Dio per quanto non appaia da quei motti e quégli scher-isuoi. Eppure coni* piango vostra nipote: vogliamo andare a cercar Benwiet'.tf, o parlargli di questo amoro?