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GIUSEPPE FERRARI
La notte del 2 morì improvvisamente in Roma il senatore Ferrari, filosofo insigne e professore dell' Accademia di Milano. 11 nome suo non era tra noi così popolarmente conosciuto, quanto nell'alta Italia, in Francia e in Germania: eppure V«ingegno originalissimo e profondo a-veva tutte le qualità del meridionale.
Ecco come il Dritto annuncia questa gran perdita che han fatto I Italia e la scienza:
Una grave sventura ha colpito r l-talia: Giuseppe Ferrari, lo scrittore eminente, T audace e profondo pensatore, il vigoroso oratore del partito liberale, è morto stamane, e d'improvviso,in Roma, Allievo di Romagnosi, compagno ed amico di Carlo Cattaneo, in Ferrari si spegne una delle più splendide individualità di quella grande scuola lombarda che h i dato all' Italia tanto ingegno, tanto pensiero, tanto e così nobile esempio di caratt re e di patriottismo. Amò 1' Italia immen a " mente: le nostre storie, per lui, non a-ve vano misteri. Il suo pensiero luminoso penetrava nel passato e tutto rischiarava Le guerre intestine, le tragiche cospirazioni, la politica insidiosa dei signori, la prodigiosa energia dei comuni, tutto acquistava colorito dì vita, tutto si animava sotto r alito potente della sua parola. E se fu uno storico insigne del passato, per T Italia nuova fu un figlio- devoto ed o-peroso lino dalla sua gioventù. .. I
APPUNTI GIUD HI
Ieri fu il Tribunale civile di Napoli che con una sua sentenza, la cui massima riportammo nel numero 51, san/.'onò i prinejpii da noi sostenuti circa il vero significato del
uno dei due elementi, il dolo e il danno; questo principio deve valere anche rispetto ai reati di porto d' arma vietata. Infatti non sarebbe contrario al senso comune se il domestico, che per ordine del suo padrone reca V'arma ad un armiere, potesse essere condannato per porto d' arma vietata*? Il semplice fatto materiale della dilazione pertanto non basta a costituire siffatto reato. »
Dunque dopo il responso della Corte di Cassazione di Roma uniforme a quelli di altre Corti del Regno ed agli insegnamenti della scienza pare non possa più dubitarsi del principio che anche nei porli
G. D. Mi
Assisie e Correzionale
Nella Corte di Assisi e di Aquila ebbe luogo un gravissimo giudizio. Traltavasi di un assassinio con premeditazione ed aggualo, di cui erano imputati Oront^, Pasquale e Raffaele Pa-ciu'li, di Orlucchio( Avezzano). Ad onta della vigorosa difesa d^gli strenui avvocati Camerini e De Caris, i giurali a m net tendo più di quel che chiedeva il ,, !f, risposero affermativamente a tutte le questioni, e non ammisero , favore di alcuno dei tre imputati le circo-costanze attenuanti. In conseguenza di tale verdetto, la Corte pronunziò contro i medesimi la pena di morte.
Nel prossimo uumero parleremo delle nostre Assisie,
La Carità. !...
Sellante mi ha già spedilo ottanta l'ire eoa la relativa lista degli oblatori. Nella lettera che l' accompagna, legg> quanto segue: uè poca cosa, ma in qw? ti lem pi di pecunia oscuri, non si < pota o Fare di più. Ci oompa;irete. »
No, non abbi uno alcuna ragione di Compatire, ammiriamo piuttosto la gemilezza dell'animo dei beli art tesi, e ci ripromettiamo che il beli' esempio non rimarrà, isolalo Infatti, da ulteriori notizie so che eMontorio e Bisenli e Bascialo e Pie-trac un.ila si .-on ines^i all'opera An«i da Bisanti ho una iKia ni vp. n.ihhlicherò sabito Bravo! h ito ni e generosi.:rtt..ni ini
Ultime notizie Il Diritto dell' allra sera in un entreflét di fonte ufficioso, rispondendo alla stampa di provincia, che avea severamente apprezzato il rinvio del progetto sulle ferrovie secondarie, dice che quel provvedimento non ha la portala, che gli si è voluta attribuire, e che anzi il ministero è più che deciso a soddisfare i voti delle popolazioni. Soggiunge che a tale uopo gli on. Depelris e Zanardelli nel corso delle vacanze visiteranno le città interessate, per acquistare de visu una perfetta cognizione della convenienza dei tronchi reclamati.
Private informazioni di fonte attendibilissima ci mettono in grado di confermare interamente questa notizia.
Inutile soggiungere che la città sarebbe lietissima di ricevere nelle sue mura gli egregi ministri della finanza e dei lavori pubblici, che ritroverebbero fra noi molti vecchi e devoti amici.
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I giornali di Torino descrivono la lieta accoglienza fatta al ministro Nicol era da quella patriotica popolazione. La Ragione di Milano scrive che V on. Nicotera nel colloquio avuto col re, parlò della Questione d' Oriente, nel senso che si daranno tutti gli ordini por i preparativi militari. Se la guerra non sarà localizzala, 1' Italia, come altra delle potenze firmatarie del trattato di Parigi, contribuirà con un corpo di 5») m. uomini almeno. La stessa Ragione comunica che ormai lo scioglimento della Camera è un fatto compiuto, e le elezioni si faranno nell'ottobre al più tardi. Il ministro Copp.no redigerà il manifesto alia nazione.
La guerra Nella seconda edizione di sabato riportammo la notizia della partenza del principe di Milano da Belgrado fra le grida entusiastiche del popolo per il quartiere generale. Domenica fu promulgato il manifesto di guerra e lo slato di assedio in tutta la Serbia. Si danno ordini, perchè s'insedii il governo provvisorio a nome del principe della Serb a nei territori turchi che vennero occupati dall' e corrilo sprhn.
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i Julia nuova fu un figlio-devoto ed o-'«eroso lino dalla sua gioventù. .. 4
APPUNTI GIUD ZIÀfl
Ieri fu il Tribunale civile di Napoli che con una sua sentenza, la cui massima riportammo uel numero 51, san/, onò i principi! da noi sostenuti circa il vero significato del l' art. 257 Hcg.° Giud.°
Oggi è la Corte di Cassazione di Roma che viene a darci ragione in una tesi di diritto da noi parimenti svolta, e ritenuta dal nostro Tribunale correzionale, ohe cioè: « il porto d' armi lunghe da fuoco, non possa costituire reato, allorché P imputato non ab-hia avuta Pintenzione di contravvenire alla legge. »
Ricorderanno i nostri lettori che questa tesi da noi si sostenne nella causa di quel lai Raffaele Cavarocchi, di queir infelice, che si volea ad ogni costo sacrificare dal Procuratore del re, sig. L. Capponi, di felice ine-moria,spi nlo dal ben nolo capitano Pel acchi, in omaggio, come diceasi, al prestigio di autorità compromessa. Noi non renderemo su i falli di quel processo; siccome però al nostro giornale, che alzò la voce a favore di quel disgraziato, si lanciò la solita e facile accusa di voler fare quistione di persona; e si disse che a questo scopo si sconvolgevano anche i principi! di drillo, cosi è che con vivo interesse ci affrettiamo a riportare la massima fìssala al riguardo da queir illustre Corte, come la prova più seducente della verità de' noslri principi), e la più eloquente risposta a quelle basse insinuazioni.
La massima fìssala dalla Corle, Presid. Ghi glieri, Eslens. Canonico, Causa P. Ministero conico tergamene e Cerini, è la seguente: « Nel caso di due persone sorpreso insieme, di cui I' una soltanto porti un' arma da fuoco, dewsi prima di ogni altra cosa accertare a qual litote e con quale animo I' arma sia portala da colui e alla persoua del quale fu trovata.
Questa massima così è annotata dal distinto giureconsulto Saredo. « È canone d; dritto penale, che il delitto non esiste se manchi
La Carità!...
Sellante ini ha già spedilo ottanta lire con la relativa lista degli oblatori Nella lenera che 1' accompagna, leggi quanto segue: «è poca cosa, ma in qtr~ti tempi di pecunia oscuri, non si , pota n fare di più Ci campa)irete. »
No, non abbiamo alcuna ragione di Compatire, ammiriamo piuttosto la geniilezza dell' animo dei bcllantesi, e ci ripromettiamo che il beli' esempio non rimarrà isolato Infatti, da ulteriori notizie so che e Mon torio e Bisenli e Biscia io e Fio-irac-iin >la si son mes-i all'opera Adiri da Risenti ho una lettera che pubblicherò sabilo Bravo! buoni e geiiero.^'cit ladini.
L' altro giorno dimenticai di nominare altri paesi, corno Mosciano S. Angelo, che più d' una volta diedero segno della I loro carità Essi mi corranno scusare, e son sicuro che non ; saranno dammeno degli altri. La beneficenza è una delle più belle virtù dell' animo.
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La nostra Amministrazione provinciale risponderà anch' essa all' appello. A tal proposito ardisco di ricordarle, che essa è la mamma di tutti, e. nel!' adempimento di questo grato ed affettuoso uffizio, non dimenticherà nè Campii, nè Ancarano, ne S. Egidio al Vibrala, territori non meno desolati dal celeste flagello:
Intanto i cittadini di Campii, di Ancarano e di S. Egidio potrebbero iniziare tra loro una sottoscrizione per quei poveri coloni. Il Corriere si offre a pubblicarne i nomi L' offerta della depu azione provinciale insieme all' obolo dei privali,
solleverà, chissà, quante più o men celate miserie/
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E il presidente della nostra Congregazione di carità ha offerto ceiifo lire a no.ne dell' opera pia da lui -presieduta.
E i membri della Giunta municipale attendono il ritorno da Roma del ff. da sindaco, per sottoscrivere la loro personale offerta.
E infine il direttore delle scuole elementari del comune ] ha promosso tra i suoi allievi una sol'oscri/.ione. Nel pubbli-! carne la seguente lettera non posso negare il tributo di una I sincera parola di lode a quegli egregi educatori, che ben com-I prendono la loro missione, iniziando per tempo i fanciulli alla , virtù dell' abnegi-.ione e delti beneficenza. E' la più bella
educazione che loro si possa dare.
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Teramo 3 luglio 1876
Signor Direttore,
Gli alunni del e scuole elementari maschili non sono stati , sordi al generoso in ilo iniziato dal municipio a favore dei coloni danneggiali dall i grandine nel nostro corn ine. Infatti i J nnesri dell'- rispetti e claniche nulla lasciano in tenia lo per ¦ U buon t ed icizione degli allie i seppero co i bene insinuarsi , nei turo teneri ca»ri. chela maggior parte di e?sì volenterosi I risposero con l'ingenua ^d infantilo allegrezza oleari talevolo invito
Tenuf è l'obolo, ma se si consideri che per lo più i fan-I ci illi delle -cuoio elementari ap art enfino alla ci isso mptiojg favorita dalla fortuna, quel piccolo obolo acq risia un "àlorè non lieve, imperocché molli dei ruodesimi concorrendo ad o-pera tanto s .b;ime li aiuto forse dovala privarsi non che dei leciti Irasliili, ma della scarsa cole ione
Intanto còri lieto aniut't' Lo fo tenere I' elenco nominativo degli offerenti colla relativa somma, e con .slima vera ini dico.
Devino LUIGI MANCINI
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Nella seconda edizione di sabato riportammo la notizia della partenza del principe di Milano da Belgrado fra le grida entusiastiche del popolo per il quartiere generale. Domenica fu promulgato il manifesto di guerra e lo stato d' assedio in tutta la Serbia. Si danno ordini, perchè s' insedii il governo provvisorio a nome del principe della Serb a nei territori turchi che vennero occupati dall'e-sercito serbo.
Anche il Montenegro dichiarò il 2 la guerra alla Turchia. Un telegramma da Celtigne annuncia che fu letta la dichiarazione di guerra tra gli applausi popolari. Mezz' ora dopo, l'esercito fu arringalo dal principe, cho cou-segnò al portabandiera il vess Ho di guerra-L' esercito, condotto d al principe, si poso m marcia verso I' Erzegovina.
All'apertura delia Camera di Sukarest (Ru-menia) il principe proclamò la neutralità.
Da Costantinopoli (3) si ha che i serbi e i Montenegrini entrarono nel territorio turco. I primi attaccarono una fortezza turca presso ! Supovatz.
SOTTOSCRIZIONE
a favore dei colorii danneggiaci dalla grandine nel nostro Comune
Dalle liste precedenti ... L 411,75
Conservatore ipoteche e impiegali « 12.00
Farmacista de Nigris '. . , « 1,00
N. Ma rozzi , . j . * * . « 5,00
Ing. Guarducci . . ? -. . . « 7,00
Berardo Volpi , . . 7,00
Canonico Montani , . « 5,00
fCont. la lista della società cjioGamie)
N. N. . . . . . . , . . « i 00
Francesco Rolli . . « 0,50
Antonio Marini. . . V r . « 0,2:;
Antonio Antonini , . 0.25
Giorgio Panfilii . . . . « 0,30
Giacinto Molili . . ì " T V 0,50
Luigi Ambrosi A. . . 0'50
Croce Cernili . . . << 0.25
Serafino Marini . \ « 0,50
Panfilo Vi lamia . . . << 0,23
Da riportare hi r p»g. L. ia.ro:;
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