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Anno II»
Safc»a.to 8 Luglio 1876
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Un numero separato eosta cent. 10.
POLITICO-LETTERARIO
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Al NOSTRI ASSOCIATI E LETTORI
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Apriamo pertanto un abbonamento speciale di L. 2 dal 15 luglio a tutto settembre.
La politica della settimana
I telegrammi dal teatro della guerra sono, com' era da prevedersi, contradiltorii, secondo che vengano da fonte turca o serba. Il certo si è che la guerra fu cominciata il 3, e, anche ammessa una prima vittoria di qualcuna delle parti belligeranti, non pud essa mai far
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pedito .che si arruolino volontari per la Serbia 1' Austria-Ungheria fa lo stesso. Per parte di quest' ultima dobbiamo però constatare, che ha messo sotto il piede di guerra parte de) suo esercito.
Dall'isola di Creta si segnalarono voci d'insurrezione: nulla è iinp obabile: non v'ha certamente tempo più propizio di questo, perchè tutte le popolazioni cristiane soggette alla Porla insorgano in questa guerra di libertà religiosa e civil .In seguito a questo nuovo pericolo,il goveroo del Sultano ha fatto partire da Smirne la flotta turca. Inutile soggiungere che i giornali delle potenze che stanno dietro le quinte osservando la immane lotta, esprimono sentimenti favorevoli o contrari ad una delle forze belligeranti, secondo che siano ispirati da parte inglese o russa.
Una tumultuosa discussione avvenne a Versailles nella Camera francese il 4. Da parte repubblicana si propose di mettere in stato d' accusa gli uomini del colpo di stato del 2 diremhrfi 1851: da Darle bonnnartistn nnn
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' Aon- si restituiscono i manoscritti.
un lavoro ben grande ed efficace. Sin dalle prime ore del mattino di domenica si videro arrivare in città carrozze e carrozzelle piene stipate di curali di campagna e di altri pie-lazzucoli che aveano in quel giorno festivo abbandonate le care pecorelle; e so ne olivano tulli sudati e raggianti di gioia, come quelli eh' eran sicuri di compiere una grande impresa e di ottenere una gran vittoria. § dietro a loro, carri- e carovane di contadini e campagnoli in gran numero, che discesi a Piazza Arringo o a Piazza Montanara, si avviavano in fretta in cerca dei loro capi; è quindi passavano di caffè in cafFò, di rinfresco a rinfresco, assordando tutti coi loro ferrali scarponi e col rumoroso parlare. Ed i veri caporioni della città a mano a mano si avviavano ad incontrarli; e con un' affabilità tutta fratellevole e con un sorridere pieno d'ingenuità e jd' e-spressione pagavano di loro moneta i consumati rinfreschi, e pregavano e pressavano i nuovi vénuti, perchè si ristorassero senza risparmio e senza complimenti. Così, nella pompa delle generose, accoglienze, potevano con tronchi e fuggevoli accenti scansare la necessità di raffermare a quei gouzi le promesse, già fatte precorrere da gran tempo, di confortevoli benefizi agli uni, di favori e soddisfazioni affli nitri, di diminuz nnft di tasse e di balzelli
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1 telegrammi dal teatro della guerra sono, com'era da provedersi, contradiitorii, secondo che vengano da fonte turca o serba. Il certo si è che la guerra fu cominciata il 3, e, anche ammessa una prima vittoria di qualcuna delle parti belligeranti, non può essa mai far prevedere f esito finale della lotta. Due combattimenti furono impegnati a gran distanza su diverse linee d' operazione. L' uno ad o-riente vicino alla frontiera rumena, ove i turchi molestati dalle avanguardie serbe presero lT offensiva e s' impossessarono, dopo parecchie ore di lotta accanita, dì alcune trincee, lidi-spaccio turco tace delle proprie perdite, ma annuncia 2000 morti dell' esercito serbo. Sarà vero? - L1 altro combattimento, avvenuto nel centro d'operazione fu, secondo alcuni, una recognizione offensiva per tastare l'esercito turco e prendere delle posizioni strategiche; - la quale operazione è riuscita bene ai serbi, apportando delle perdite al nemico. I vincitori di questi combattimenti furono Omar pascià nel primo, e il generale serbo Tschernaieff nel secondo. Un terzo combattimento avveniva sulla linea del Montenegro. Crediamo poco alla Turquie, giornale eminentemente turco; piuttosto prestiamo fede al telegramma di Ragusa alla Corrispondenza politica di Vienna, che così riassume quel fatto d' arme: i turchi assalivano gli a-vamposti montenegrini presso Podgorilza; dopo un sanguinoso combattimento i due avversari mantennero le loro posizioni.
Intanto mentre il cannone tuona* P atteggiamento delle potenze è finora perfettamente neutrale. Parlasi, è vero, di ufficiali russi arrestati dai turchi; ma noi aspettiamo che questa voce venga confermata . La Francia ha im-
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sentimenti favorevoli 0 contrari ad una delle forze belligeranti, secondo elle siano ispirati da parte inglese 0 russa.
Una tumultuosa discussione avvenne a Versailles nella Camera francese il 4. Da parte repubblicana si propose di mettere in stalo d' accusa gli uomini del colpo di stato del 2 dicembre 1851; da parte bonapartista non si è voluto restare indietro, e si chiese di mettere in stalo d' accusa tutti gli autóri e complici dell' insurrezione del 4 settembre 1S70. In verità ci meraviglia che la camera francese debba ritornar sempre in queste questioni retrospettive e recriminazioni deplorevoli. Un oblio sul passato sarebbe ora di mettere: come gP italiani lo misero dopo resa indipendente la patria. Non è che si debba dimenticare affatto gli uomini che furono i più saldi sostenitori delle vecchie dinastie; anzi vorremmo che, anche in Italia, 1' oblio non arrivasse al punto di riaprire la via degli onori a coloro che inneggiarono al Borbone 0 all'Austria. Ma dall'e-sercitare una specie di sorveglianza politica sugli uomini de* cui principii dubitiamo, alle proposte assurde che fanno i deputati francesi, crediamo sia un notevole divario, che va tutto a favore del sentimento di concordia che deve animare i popoli, per il trionfo di un principio.
NOSTRA CORRISPONDENZA
Ascoli-Piceno 5 luglio 1876.
(S) Nelle elezioni amministrative che si fecero il giorno 2 di questo mese, il partito liberale ottenne un bel trionfo contro la setta dei clericali. Costoro nelle segrete loro congreghe lavoravano già da molti mesi per collocare i loro adepti nelP amministrazione del municipio e della provincia; e bisogna dire, a lode del vero, che avevano saputo ordinare e compiere
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spressione pagavano di loro moneta i consumati rinfreschi, e pregavano e pressavano i nuovi venuti, perchè si ristorassero senza risparmio e senza complimenti. Cosi, nella pompa delle generose, accoglienze, potevano con tronchi e fuggevoli accenti scansare la necessità di raffermare a quei gonzi le promesse, già fatte precorrere da gran tempo, di confortevoli benefizi agli uni, di favori e soddisfazioni agli altri, di diminuzone di lasse e di balzelli a tulli. Intanto anche i preti di questa città, e i fanatici e gì' ingenui affiliati del Circolo cattolico si riversavano anch' essi sotto i portici e per le piazze, e consegnavano a quelle legioni tacconale tutte le schede belle e fatto; mentre altri ed altri andavano per diverse vie raccogliendo i loro confratelli, i loro partigiani, i loro dipendenti. Finalmente il rintocco della maggior campana del Comune diede il segno dell'ora della votazione: e lutto quel clerica-lume si raggirò, si rimescolò, si confuse insieme, come la rena quando il turbo spira. Dopo non picciol tempo e dopo ripetuti comandi e gridi dei caporioni, quella massa informe si classificò e si ordinò nelle relazioni delle lettere dell'alfabeto; e a falangi numerate e capitanate dai capi-squadra si avyiaron tutti alla volta del palazzo comunale e si diressero alle loro rispettive sezioni. Intanto i liberali, in numero sempre più crescente, si affollarono anch' essi ali urna; e all' ora dell' appello tutte e tre le grandiose sale eran piene, riboccanti d' elettori. La vittoria fu completa, fu splendidissima pei liberali. Tanto nella formazione dell' ufficio definitivo di scrutinio, quanto nel-I'elezione dei consiglieri comunali e provinciali, trionfirono interamente le liste liberali; e in tutte e tre le votazioni ebbero una maggioranza di quasi 150 voli. Furono i votanti pressocchè settecento: ed è un bel numero, considerando che la lista sorpassa di poco il . novecento cinquanta, e vi son compresi gli uf-fiziali del presidio ora accampati a Pescara, e molti impiegali trasferiti altrove; e poi gli ammalati, gli assenti, gli estinti, gV Impediti ecc. I capi della lista liberale ebbero più di 100 voti; i capi della lista clericale non raggiunsero i dugentosessanta. Era diventala una que-
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