CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    slione di partito: i clericali aveano cercato di escludere dal Consiglio provinciale uno dei più benemeriti e benevisi consiglieri; volevano introdurre nel Consiglio comunale sette dèi loro, scelti tra i neri più puri e intransigenti. Ebbene, lutti i liberali, a qualunque frazione appartenessero del gran partilo, si unirono insieme ed accettarono la sfida. 11 giorno 25 del trascorso mese di giugno si adunò un comizio elettorale uel teatro filodrammàtico. Còla, sen-z' alcuna pressione, fu proposta la votazione per «ette nuovi consiglieri da eleggere al Coniglio co nunale, e per duo al Consiglio provinciale. Gli stessi nomi che risultarono dalla votazione del teatro filodrammatico, risultarono dall' urna nel giorno delle elezioni.
    Fra poco, come a Teramo e a Macerata, così in Ascoli, avremo una visita dei ministri delle Finanze e dei Lavori pubblici. Perchè? Vorranno cogli occhi loro esaminare le invocate ferrovie? Vorranno tastare 1 nostro terreno anche sotto altri punti di vista? 1 coin-ineuti son molti, ma non mi pare che approdino a ragionevole verisimiglianza.
    LETTERE FRENTANE Lanciano 3 luglio 1876.
    Gli oppositori propugnano la elezione dei sig. Francesco de Giorgio e del dottor Beni-guo Saraceni, ed il partito contrario quella del prof. Gaetano. Colale Hoiellini e di un altro da nominarsi, e che potrebbe forse, quando
    10 volesse, essere anco !¦ onorevole Maranca.
    11 de Giorgio in falli di politica e di amministrazione è una x, una incognita. Il dott. Saraceni dico e si dice di essere progressista e libero pensatore, ed io credo s a anche intelligente per verità: ma i tristi, che non mancano mai, e qui abbondano, si scervellano per conciliare il progresso del dottore con la e-\ezioBo daiui sostenuta del collega de Crecchio, il libmo pensare di lui con l1 appoggio, che dà ai molti confratelli, priori ed ex priori del Consiglio comunale. Quest: tristi debbono essere degli sciocchi, meravigliarsi di una con-
    za di poter fare; a quelli che si propongono l'immegliamento morale e materiale della città; a quelli che nell' adempiere i proprii doveri non ascoltano le voci di basse passioni. E così sia.
    Ola un pò di cronaca. L1 alba del 16 è stata salutata da suoni di banda a cura del nostro arcivescovo e del marchese di Castel-nuovo: ferventi cattolici, coni' essi sono, han voluto festeggiare il 30° anniversario di non so che di Pio IX. - La ragion della festa e la^festa istessa mi fan ridere: ma io stimo sempre chi ha jl coraggio delle proprie convinzioni, coraggio che manca a molti, come per esempio al nostro vice-pretore e cav. dell' ordine di S. Gregorio, il quale non ha acceso un lutno nè per il papa, nè per ia festa dello Stututo! La neutralità è, senza dubbio t una gran cosai
    * * #
    Leggesi nel Giovine Operaio di Lanciano: 11 pastore di Galilea è venuto quest1 anno a visitarci. Una grandine di cui non si rammemorava 1' eguale si riversò nel pomeriggio del 29 giugno verso le cinque su queslà cillà e su era n parte del territorio limitrofo, devastando in sei a sette minuti le messi, le viti, gli alberi fruttiferi, in modo veramente desolante. I suoi funesti effetti si eslesero sino alle pianure del Sangro, abbracciando in una vasta zona Fossacesia, Rocca S. Giovanni, Paglieta, Treglio, Frisa, Lanciano fin verso Cartel-fren-tano. 1 ghiacciuoli in taluni punii furono della grandezza di un uovo; generalmente ebbero uno spessore di 10 a 15 millimetri; dappertutto caddero giù fitti così da presentare T a-spetto della neve caduta. In città i vetri delle finestre e dei fanali delle vie ne andarono in pezzi. Il quadrante dell'orologio in piazza del Plebiscito ne andò guasto. In sì deplorevole circostanza noi non possiamo che ricordare ai - nostri proprietarii la necessità che hanno di a-scriversi presso di una compagnia di assicurazione contro la grandine ed altri simili in-forlunii, se non vogliono che le loro entrate rimangano continuamente pendenti ed incerte
    F, e non trovasi nè nella prima iserum* $ Bellante, nè in quella di S. Omero, nè ia q*^ di Cupra e di Crecchio, ma si nelle ra*c»Uj> iscrizioni Nolane ed Etrusca di Bomarzo, tanto analogo all' Umbrico 8. W vedesi ripeta volte nell1 Iscrizione santome e*e, in quella i Cupra, ed una volta in quella di Creccta; ove il Mommscn !' ha creduto valere «, ed i T Huschke. Ter A credo io debba ritenersi tei. l'iscrizione di S. Omero, perchè ivi la lem voce della prima linea dovrebbe probabilineile pronunziarsi PAPAS
    Non parlo della punteggiatura che in questi seconda lapida bellantese si osserva, che è quella dei soliti tre punti come in siffatte hcx\m epicarie. Sembrami da .ultimo che questa seconda lapida di Bellante trovi la maggiore somiglianza con quella di Cupra marittima e di S. Omero, e meno con quella di Crecchia,essendo questa, a mio pensare, più ricercata forma dei caratteri. Nella prima e secondai Bellante^ in quelle di Cupra, e di S. Oaiere osservo più ruvidezza e quasi un arcaismo maggiore. Finalmente panni da notare in quesis quattro iscrizioni delle regióni Palmense, Pre-t ii zi ani, e di oltre Trueoto nel P ceno proprio, che corre fra loro una fisonomia in un legame p.ù stretto paleografico.
    Ecco quanto mi è accaduto notare ad occasione del secondo monumento che il sua» di Bellante ci ha fortunatamente offerto. Spw che sia vera la notizia della esistenza pres® il sig. d'tritino di altre due lapide, simigli** alle due scoverte, e mi auguro che possati dai* luce splendida, onde venire a conclusioni d'1^ portanza per la filologia e per la geografia^ nostre regioni.
    Nereto 23 giugno 1878.
    Domenico dr Gcid°wl81
    In città e fuori
    Uno sg lardo alle Assiste Siede allo scranno degli aaeasalf, un to' di Alanno, che d^ve risponder \ di una
    filli»
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    Distrazione è una x, una incognita. Il dott. Saraceni dico e si dice di essere progressista e libero pensatore, ed io credo s a anche intelligente per verità: ma i tristi, che non mancano tnau, e qui abbondano, si scervellano per conciliare il progresso del dottore con la e-leziotte da iui sostenuta del collega de Crocchio, il libero pensare di lui con l'appoggio, che dà ai molti confratelli, priori ed ex priori del Consiglio comunale. Questi tristi debbono essere degli sciocchi, meravigliarsi di una contraddizione proprio oggi in cui tutto è con-tradittorio! V' è ancora un' altra voce in giro secondo cui il dottore all' ultima ora si ritirerebbe per dar luogo ad un altro, che fa parte del nostro celo commerciale; ma l'è anche questa una voce da sciocchi, che non torna oggigiorno abbandonare il metro, il litro o la regola degl' interessi per ingollare leggi regola menti e decreti a rischio di buscarne una buona indigestione! Del sig. Colalè tìo-tellini dirò eh' è giovane, colto, professore di scienze natura/i e di buona voloutà.
    Per me auguro il trionfo dell1 urna a quelli che si presentano agli elettori con la scien-
    APPENDICE
    MOLTO RUMORE PER NULLA
    COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUA VIVA
    (Contin. vedi n. prec.)
    Sèaudio'  Non gliene parlate, Altezza, lasciate cb' essa, spiata da buoni consigli, se ne dimentichi.
    Leonato  Oh! questo poi è impossibile; dimenticherebbe prima il proprio cuore.
    Don Pedro  Ebbene ne parleremo più tardi con vostra figlia; lasciamo intanto tranquille le cose. Io amo molto Be*-nedetto, e vorrei che davvero onestamente esaminasse si stesse; vedrebbe così quanto * poco meritevole di una si buona damigella.
    Leonalo  Altezza, volete rientrare ? Il desinare è pronto.
    Claudio  (fra sé) Se non s'innamora di lei dopo tutto-ciò il diavolo mi porli.
    Don Pedro  (sottovoce) Ora prepariamo lo slesso inganno
    - - -  ...............1  r,
    tutto caddero giù fitti così da presentare I' a-spelto della neve caduta. In città i vetri delle finestre e dei fanali delle vie ne andarono in pezzi, il quadrante dell' orologio in piazza del Plebiscito ne andò guasto. In sì deplorevole circostanza noi non possiamo cho ricordare ai nostri proprietarii la necessità che hanno di a-scriversi presso di una compagnia di assicurazione contro la grandine ed altri simili in-fortunii, se non vogliono che le loro entrate rimangano continuamente pendenti ed incerte
    La sede dell' antica Beregra
    (Continuazione e fine, vedi N. 53.)
    Nella impossibilità di leggere altre parole, trovo notevoli le forme X e -f-, a cui il Mom-msen e I'Huschke hanno dato vario valore; il primo di SS, 0 f, e V altro di d ih. L' elemento W è pure rinvenibile in vari alfabeti. Ora codeste tre lettere non rinvengonsi nella prima lapida di Bollante, T X trovasi però in quella di S. Omero del sig. Spìnozzi, e in quella di Cupra marittima. L' elemento ? corrisponde ad
    per Beatrice, in cui debbono agire fièra e le sue dame. Il bello sarà quando ciascuno mi crederà esser 1' oggetto dell' amore dell' altro, mentre ciò non esiste ; quella è la scena clic vorrei vedere, quanlunqne sia una scena muta; mandiamo ora Beatrice a chiamar Benedetto pel pranzo. (Escono Don Pedro, Claudio, e Leonato)
    Benedetto  (esce dal nascondiglio) Questo non puòsssere uno scherzo; la conferenza fu seriamente menata innanzi, e di tutto ebbero relazione da Hèro. Sembra che compatiscano Beatrice, sembra che siansi del tutto piegate le sue affezioni. Amarmi ? Bisogna ciò ricompensare. Udii come mi censura 10, dicono che mi comporterei orgogliosamente se mi accorgessi da lei venir amore; dicono anche morir essa anziché darmi sogno alcuno di affollo. Non ho mai pensato ad ammogliarmi: non debbo parere orgoglioso: felici quelli che, udendo annoverare i loro difetti possono emendarli ! dicono eh' essa è bella; è vero, ne posso render testimonianza: virtuosa...... cosi
    è, non lo posso negare; è savia in tutto, fuorché nell'amarmi:  In mia fede nen 6 questa una prova del di lei spirilo;  e neppure argomento positivo della sua follia, perchè sento che m'innamorerà orribilmente di essa. É facile che sarò 1' oggetie di molli spiritosi e di sarcasmi per aver io tanto gridato contro al matrimònio e poi....... ma non cambiano forse gli appetiti umani? Stanvi uomini cho amino la carno nella loro infanzia, e che poi giunti all' età matura, la fuggono; e ebo forse? Mi lasocrò io intimidire da questo sarca-
    ----- r  - -.t  3.--t  - _ - -------¦«¦" u jra.
    portanza per la filologia e per la geografia (Jeji nostre regioni.
    Nereto 23 giugno 1876.
    Domenico de Guidobhdi
    . In città e fuori
    1 ~t
    Uno .«g lardo alle Assisie.
    I Siede alio scranno degli accusati, un tal Ruggieri Luigi ! di Alanno, che dtive risponder.) di una ferita, seguii di morte. P. M. sig. Bjnedeiti, difens. F. Cruciali.
    1 giurali gli ammisero la legittima difesa E poi fo pV3,
    vocazione grave E poi la circostanze attenuanti...... Troppa
    I grazia, S. Antonio /....
    E superfluo dire che si ebbe piena assoluzione. * #
    #
    Sabato e lunedi si svelse il dibattimento contro quelli! Miracoli, accusato d'aver ucciso l'eremita della Al a donni della Cona.
    Le assisie sono state sempre affollate di popolo. Tutti gli ocehi erano rivolti alla faccia dell' accusato, dall' ispida ,barba dallo sguardo incerto, dai muscoli rilevati, dal cranio degno dello studio di Gali, insomma un vero miratolo di uomo., patibolare.
    sibo, da queste prediche, e da questi proiettili di cartapesta, tanto da distogliermi dal seguire le mie tendenze? No, il mondo deve popolarsi Quando dicevo voler morire celibe, non credevo vivere fino al giorno del matrimonio. Oh 1 si avann Beatrice: sul mio onore è bellissima ! mi accorgo di un ncn so che di amoroso nelli sua fisonotnia. (Entra Beatrice)
    Beatrice  Mio malgrado tu' inviano a dirvi che è pronto il pranzo.
    Benedetto  Bella Beatrice, vi ringrazio del fastidio eli vi prendeste.
    Beatrice  Io non mi presi fastidio maggiore per ottener questi ringraziamenti, di quello che vi prendeste voi per ringraziarmi; se mi fosse stato penoso non sarei venula.
    Benedetto  Dunque ut piacque venire?
    Beatrice  Si, quanto vi potrebbe piacere lo schernire con la punta (li 1111 coltello: se non aveie appettili, messeri, statevi bene, (esce)
    Bonrdetto  Ah / mio malgrado m'inviano a dirci t&i'
    pronto il pranzo........... Qui v' ha un doppio senso; non *
    prftì fastidio maggiore per ottenere i vostri .ingnazirmi^
    di quello che ri prendeste voi per ringraziarmi.......... f"*
    ; a dire: qualsiasi fastidio mi prendo per voi è facile cooic j diro grazie: se non aveiìi pietà di lei sarei uo villano; ^^ j non & amassi sarei un Ebreo. Vado a procartrmi il sa0 , trailo. (Esco)