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c che poscia sbalzò di sella il ministro Correnti? Non fu la Destra, con ; a capo il Bonghi, che rovinò lo Scialoia, a cui non fu dato di far approvare la legge siili' istruzione obbligatoria e laica? Non fu la Destra che inneggiò al Mena-brea dopo il rovescio di Mentana; che applaudì al Pironti per il bavaglio che metteva alla stampa e per le pressioni u-sate ai magistrati? Non fu la Destra che si oppose sempre ad ogtii allargamento di voto elettorale, e, ciò eh1 è più grave, fu pronta sempre a dare il bili ó! indennità ai ministri dell' interno per avere più volte cacciato a colpi di revolver coloro che intendevano discuterlo, usando di un dritto guarentito dallo Statuto ? Sei sanno Torino, Milano, Napoli, Roma, che videro più volto delle cariche di cavalleria alle calcagna di cittadini inermi. Sei sa Vil-h-Ruffì, che non dimenticherà giammai la flagrante violazione dello Statuto, per opera di quello stesso Minghetti, il quale oggi, non sappiamo se con maggiore malizia o ingenuità, fa proclamare dall'associazione co-stituzion. del suo paese nativo principi magniloquenti di libertà e di anticlericalismo!.. La vecchia Destra (nessuno lo ignora) a-spira a galvanizzarsi e ritornare in grazia al paese. Essa sa che gì' Italiani hanno sete di libertà e di riforme, e cerca di farsi credere più liberale e riformatrice del partito oggi dirigente. E' un' arme come un' altra (li partito: j tutto sta se le popolazioni, che ebbero tempo di conoscere il governo degli uomini di Destra, siano a tal punto ingenue da prestar fede alle tarde loro promesse.
Noi (è d' uopo il ripeterlo?) non ci crediamo punto, e per quanto pensiamo che la vecchia Destra, così logorata com' è oggidì, ha fatto il suo tempo, altrettanto riponiamo fiducia neir attuale gabinetto ,
maggioranza contraria di 88 voti non se P a-spettara. E non 8i aspettava la dichiarazione Ricasoli. Questo fu un colpo crudele, e i giornali ministeriali hanno ragione di esultarno. Il voto del 27 giugno conferma e rassoda quello del 18 marzo. Ora si può dire cho Ja Destra è stata battuta davvero. » E più sotto L' on. Ricasoli ha avuto ragione di dire che nell'emenda mento Cadolini egli vedeva tutto un sistema di governo, un sistema, che conlradiceva ai principi da lui professati in tutta la sua vita. Ma più ancora che nell' emendamento Cadolini, quel sistema si manifesta nei discorsi dei capi della Destra, e specialmente in quello dell' on. Spaventa. Questo discorso segnerà probabilmente un momento importante nella nostra storia
lamentare...... Io sono adoratore dello Stato,
ha detto alteramente V on. Spaventa (finché, bene inteso, lo Stato è nelle mani sue $ de' suoi amici) ed ha soggiunto: « Io credo che in tempi come questi, in cui tutto si distrugge nel-1 ordine morale, bisogna credere in qualche cosa, bisogna credere nello Stato; e questa fede la credo, necessaria e salutare pel mio
paese...... » Ma quali sono le attribuzioni dello
Stalo? quali i mezzi di cui può servirsi per raggiungere il suo fine? quali i limiti del suo potere? L' on. Spaventa non li precisò: si contentò di dire nientemeno che nelle attribuzioni dello Stato può entrarci tutto. « Oggi si prende le ferrovie come già si prese le poste e i telegrafi; domani le lascia e prenderà altro. Non stiamo qui noi a prescrivere i confini in cui questa grande potenza umana può essere contenuta. Nespole ! queste nou sono idee nuove (continua il citato giornale) ma è questa la prima volta che vengono con tanta nettezza affermate nella Camera, in nome del partito moderato. Nei 16 anni passati, e sopralutto dal 59 al 70, si visse in un altro ordine d'idee. Era ancora viva f influenza di Cavour, il gran
liberista...... È naturale che questo mutamento
di fronte non trovi arrendevoli tutti coloro, che fino a" jeri militarono sotto , i duci della Destra: anzi se qualche cosa dee far meraviglia è che le dichiarazioni dell' on. Spaventa non jg abbiano del tutto sfasciata la Destra. È natii-
del Camposanto proposta dai sig. Pai®* §, pera vivamente richiesta non menodaKii^ e dal decoro, che dalla riverenza verso i ^ passati. In quei paesi dove la poesia della non è spenta del tutto, dove Fintereste ef^ goismo non hanno soffocato i «entimeati p nobili dell' animo, il luogo ove riposano le dei nostri cari, invita tutti ad un mesto coglimento. Oltre di ciò v' ha la via roUft& che ha bisogno di urgenti modifiche; le sii-4 interne sono malamente lastricate e punto!, veliate per il corso regolare delle acque: k bella fontana potrebbe essere arricchita volume maggiore di acqua e provvista dip numerosi getti e rimessa la strada che stu al pubblico Iavatojo.
Dove però si richiedono le sue piò sofe cure è siili' andamento di queste scuole é-mentari. Egli sa che a vincere P apatia eri-differenza delle moltitudini per la istruii**? occorre occhio vigile e provvido da parie U Comune: e questa verità gli potrà essere privata dalla storia locate confrontando per poo la differenza di questo ramo importante di pubblico servizio tra la barocca affiminisln-zione dello Spera e quella ora cessala dell'«f-timo Palma.
Cònchiudo. Il nuovo sindaco è giovane» cui non mancano le qualità necessarie pef* sere un buono amministratore. Rimane cb w si dedichi a prò del pubblico bene eootffi già di volontà e fermezza di carattere, non deludere la fiducia del Governo e U *
speltative dei suoi amministrati.
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Ci scrivono da Torre de' Passeri:
Senza entrare nella qulstione tecnica conomica sulla costruzione e sistemai^,, una strada obbligatoria in questo disg" J comune, parliamo della opinione si è sfavorevolmente pronunziata iot^fj0: opera, che frutta al paese vergogna e»*J,
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un anni ai parino; nino sia se le popolazioni, che ebbero tempo di conoscere il governo degli uomini di Destra, siano a tal punto ingenue da prestar fede alle tarde loro promesse.
Noi (è d1 uopo il ripeterlo?) non ci crediamo punto, e per quanto pensiamo che la vecchia Destra, così logorata com1 è oggidi, ha fatto il suo tempo, altrettanto riponiamo fiducia nel!' attuale gabinetto, che tanta forza attinse dall' appoggio del Peruzzi e del Ricasoli nel voto del 27 giugno. Se non che è debito d' 'ogni uomo onesto e previggente di tener d'occhio le mosse degli avversari, ed accettare con tutto il vigore che gli viene dalle giovani forze, la lotta offerta dal partito avverso. Alle associazioni costituzionali si oppongano in tutte le città di maggiore importanza le associazioni progressiste; alle forze della Destra conservatrice contendano il terreno le forze vive della Sinistra, nella cui bandiera sta scritto: liberta e progresso. La lotta è dei valorosi; dov' è lotta, è vita e movimento. Guai a noi se la rifiutassimo; segnerebbe 1' ora della nostra morale e politica abnegazione. L1 avvenire è per noi; il passato fu degli avversari. Quando avremo sostenuta la lotta nel campo sacro e vergine dei principi, mostreremo all' Europa che, tra noi e gli avversari stà un abisso, che invano questi tenteranno di colmare.
Fugge il lido o la nave?
Dolenti che la ristrettezza dello spazio Don ci consente di riferire per intero un giudizioso articolo del Corriere della sera, giornale milanese di parte moderata, sul voto del 27 giugno, che conferma e completa le idee da noi esposte sul medesimo argomento nelP articolo intitolato Novus ordo rerum, ne spigoliamo le parti più importanti.
V articolo incomincia: « Sarebbe da sciocchi negarlo: il voto del 27 giugno fu una gran vittoria pel Ministero. IL partito moderato s'aspettava una sconfitta; ma via, diciamolo, una
prima volta che vengono con tanta nettezza affermate nella Camera, in nome del partito moderato. Nei 16 anni passali, e sopralulto dal 59 al 70, si visse in un altro ordine d'idee. Era ancora viva l'influenza di Cavour, il gran
liberista...... È naturale che questo mutamento
di fronte non trovi arrendevoli tutti coloro, che tino a'jeri militarono sotto i duci della Destra:anzi se qualche cosa dee far meraviglia è che le dichiarazioni dell' on. Spaventa non abbiano del tutto sfasciata la Destra. È naturale che facciano in alcuni 1' effetto di quelle parole cUl medico di Molière, che decretava che il cuore non dovesse più stare a sinistra e il fegato a destra, ma viceversa: nous avons changé tout c*la. Che il vecchio Ricasoli non voglia starci, si comprende: non è lui che si stacca d«l partito moderato, è il partito moderato che si stacca da lui: egli ha ragione di affermare che votando colla ^Sinistra non fa che obbedire « a convinzioni profonde ed antiche! »
ECHI DELLA PROVINCIA
Bellante 12 luglio 1876.
(iU) Finalmente, dopo sei mesi di provvisorio, con recente reale Decreto è stato nominato Sindaco di questo Comune il sig. Battista lattoni.
Quando si trattava di voler surrogare il sig. Palma chfe per lo spazio di sei anni ha tenutoquesta carica con intelligenza ed operosità, sembra che la scelta fatta non sia stata " punto sbagliata. Il sig. Tattoni oltre all' essere il più ricco di censo del paese, è altresì cittadino colto e liberale, e, sebbene esordisca , adesso nella vita pubblica, ha nulladimeno sufficiente esperienza e tatto amministrativo ed è stoffa da spingere il carro dell' azienda comunale senza farne cigolare alcuna ruota. Certo, il suo predecessore lascia un retaggio prezioso di care ricordanze; ma precisamente per questo corre obbligo al nuovo Sindaco di seguirne le orme ed attendere di proposito con dissili teresse ed alacrità all' incremento materialo e morale del nostro Comune.
Nel prendere adunque le redini dell1 amministrazione, precipuo suo pensiero sia quello di escogitare i bisogni di questi abitanti che, a dire il vero, non sono pochi. La costruzione
Senza entrare nella quistione tecnica ede, conomica sulla costruzione e sistemazione dj una strada obbligatoria in questo disgrazia comune, parliamo della opinione pubbl cache si è sfavorevolmente pronunziata intorno ia,( opera, che frutta al paese vergogna e danni.
L'antica piazza del mercato è ridotta \ trincea. Le case dei privati sono orbale sin dall'ire et ambulare. I terranei seno dannali; ad essere allagati dalle aque piovane.
L1 ingresso alla Chiesa Matrice si è svi,, salo col mutato livello della strada, sono riJ maste scarnite le fondamenta a varie case che or minacciano mina. I reclami e le protesi» sono dileggiali, e sebbene il comune avesse contratto dei debili per tale mostruosa opera, i proprietarii degli stabili espropriati non sodo ancora pagati!
Intanto al Sindaco si ripete il verso:
« Spettatore indolente a tanta scena »
Noi non vogliamo creare inciampi alla buo-na volontà del sindaco, vogliamo unicamente svegliarlo, e dirgli eh' egli non deve disertare il posto ove fu messo dalla fiducia pubblica; e se vuol vedere raffermata e consolidata l'onesta fama dalla quale fu preceduto, non deve abbandonarsi ai cianciatori e spavaldi, ai fannulloni affaccendati, alle passioni partigiane, ed a coloro che magnificano insidiosamente le opere mal fatte.
Noi non abhiamo la pretesa di dar consigli nè intendiamo di far ingiuria al Sindaco, gli raccomandiamo d1 invocare il concorso delti oneste convinzioni pubblicamente, schiettamente e lealmente, senza sottintesi, ombre e misteri.
In tal modo potrà procurarsi la gratitudini della comunità, e gì' intriganti rimarranno moralmente schiaffeggiati.
Giova che certo cose vengano poste alla luce, e rendale di pubblica ragione, onde possano] schivarsi gli errori.
La. Carità!...
Ricevo e pubblico, rimandando i lettori i» i* pagina per la sottoscrizione:
Bellante 11 luglio 187$.
Signor Direttore,
Anche l1 egregio nostro maestro elementare e la brava maestra sig. Cecilia Baipassar* hanrvi
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