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BnnnaBRiinnani
coaziono, si ha ferma fiducia che le Autorità politiche daranno delle opportune provvidenze a tutela dell' ordine, che nel caso esposto potrebbe esser turbato. Questo desiderio, non solo fa evidentemente vera la succinta descrizione data sul dramma elettorale in questo Comune, ma altresì è una conferma de1 sani « liberali priocipii che informano il partito della legalità in opposizione a quello che dovreb-1>! esserlo, perchè composto di amministratori comunali.
Alla pubblica opinione la meritata sentenza.
Un elettore
Corriere degli Elettori Giulianova 15 luglio 1876.
(B. D. L.) Con sorpresa leggo nel Corriere di osgi che ho ricevuto or ora, come le elezioni amministrative avvenute il 9 in G ulianova riuscirono favorevoli al partito del giovine Acqua-cica Francesco. In verità io non so chi (abbia mai dato il diritto di dire all' egregio assiduo che, ammesso pure che il sig. Acquar iva sia capo di un partilo in Giulianova, sieno da considerarsi quali appartenenti ad un tal partito tutti i sei consiglieri in quel giorno eletti. Di fatti i candidati che riportarono il suffragio dell' urna sono: Francesco Colli, Giuseppe Cavalli, Gaetano de Maulo e Gaetano de Barto-iomeis consiglieri uscenti' rieletti ; Francesco Acquaviva e Battista de Lucca, nuovi eletti. ;
Ora, ripeto, ammesso pure il sig. Acqua-viva sia capo d' un partito in Giulianova , il che, posso altamente affermarlo, non è, poiché egii è un giovane a 25 anni, ed i giovani a 25 anni non possono e non debbono capitanare o seguire altro partilo se non quello che milita per V ideale del giusto, non so donde mai atlinga il dritto V egregio assiduo per fare inserire il suo gratuito asserto, come il de Luca, per citarne qualcuno fra i sei, appartenga all'uno od all'altro dei ,voluti partiti, che in Giulia si suppongono scontrati nel campo delle elezioni. Ed a conferma di quanto sostengo declinerò un fatto, che distrugge in-,, ÉglfH -««" ?" ?a nffiacciata.
unica cosa, quantunque, a dire il vero, ciascuno fosse entrato nella sala dello adunanze con intendimenti ben diversi e, se si vuole, anche bellicosi.....
Smetta adunque 1' assiduo, o meglio non rinnovi lo scandalo di dare delle notizie, che io mi limiterò a chiamare inesatte per non chiamarle altramente; e se è u»mo di cuore, e dì cuore ama questo ridente Posilipo a-bruzzese, si unisca a quanti da parecchio tempo intendono a migliorarne le condizioni sì materiali come morali.
Ecco sig. Direttore, la conferma dei fatti ebe da voi si richiedeva e che dal vostro corrispondente ord nar'o vi si dà, senza tema di ricevere una mentita quandochessia.
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Ci scrivono da Loreto Aprutino:
Loreto afferma sempre più la sua mirabile unauimità. Mentre tutti gli altri comuni grossi e piccoli sono lacerali da discordie intestine più o meno gravi, questa liberale cittadina opera e vola come un uomo solo non meno nelle questioni politiche che nelle amministrative. Se n'ebbe una nuova conferma nei comizi del nove volgente. Scadevano per compito quinquennio da consiglieri comunali i signori cav. Ascanio de Las-seis, Gaetano Rosetti, Tommaso Chiota e Raffaele Treccia. Gli "lettori iscritti sono 217: ne furono presenti 138. Risultarono eletti il cav. de Lassis con voli 135, Gaetano Bosetti con voti 116, Raffaele Treccia con voli 103 e Francesco Casamarte con voli ti.
%* Abbiami da Isola del Gran Sasso in data 16:
Oggi ebbero luogo in questo comune i comizi per la elezione dei consiglieri provinciali. I consiglieri uscenti De Angelis e ?a-lumbi ottennero 1' onore di un plebiscito. Sopra 115 iscritti, 86 elettori concorsero all' urna, e votarono unanimi pei due candidati.
%* Castellnmare Adriatico 15 luglio 1875.
Sissignori, Pandolfi ha ponzato ed ha partorito un mus. Lasciate quindi a me f incarico di conciarlo per le feste. Ma i lettori del Corrière non credano che io faccia una questione personale sul Pandolfi; il suo nome
1 A lui cf>mm't>. r^hn
spese giudiziarie ? ... Ma non finirei piò, se dovessi continuare con cjuesti perchè.
Al vice - Segretàrio di Matteo si 4 pagato
10 stipendio da agosto a dicembre, mentre entrava in funzione il 10 ottobre 75, giusU deliberazione di pari data. Una guardia municipale en'ra in funzione al 4 marzo, e lo si paga dal 1. febbraio; ma menlro si è larghi per costoro, si nega ad un povero maestro 15 giorni di stipendio, per devolverlo sempre a favore del solito nipote, nominato maestro supplente. Ma, c' è- di piò. Si esib'sca in consiglio una deliberazione della Giunta che si vuol far credere fatta il il marzo, quando cioè , assenza del Giusti maestro titolare, essendo in mente Dei, nessuna deliberazione sarebbe slata possibile per la nomina di un supplente. L'assenza del Giusti fa motivato per la nomina di un suo cognato e ciò rilevasi da telegrammi e documenti comprovanti la data certa della sua partenza. Si questo fatto domandiamo spiegazioni categoriche : la minoranza attendo che si faccia giustizia, ed è decisa, lo sappiano tulli, ad andare sino in fondo.
E dopo ciò gli elettori di CarHlamrjrs la daranno vinta ad un'amminìstraziou \ a cui invano si chiedo conto del pubblico denaro ? Sappiamo bene chele influenze e gl'interessi dei nostri avversari sono molteplici, ma crediamo, per l'onore del nòstro paese, eh© questa volta il bene comune trionferà sugl'interessi personali, e la moraiità pubblica sarà rivendicala! L'anno scorso vincemmo: speria-che anche quest'anno gli elettori ci daranno ragione*
°0° La lotta in Città S Angelo è impegnata con energìa,
11 corrispondente S. ci scrive che di H6 iscritti, intervenuti 113, 48 voti ka riportato Colella, e 63 Ranalli. AVwo pro-phétit, in palliai... Ma si ebbs piena rivincita in Elice fraziono elettorale ; perocché ivi 30 voti furono dati al Coletti, 10 a Ranalii; quindi si ha per Kanalli 73, per Colella 7S voti. 1 liberali di Citià S. Angelo attendono dai loro amici di C»-stollamare un efficace aiuto per la piena vittoria dì JLvijì Coltila, un*1 dei nomi più rispettati nei nostri abnn
In città e fuori
La festa del Carmelo.
Abbiamo avuto tre bande, due fuochi, due eofsf, em
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nini attinga il drillo I' «grigio assiduo per fare inserire il suo gratuito asserto, come il de 'oca, per oliarne qualcuno fra i sei, apparimi a!T uno od all'altro dei [voluti partili, che in Giulia si suppongono scontrati nel campo delle elozioni. Ed a conferma di quanto sostengo declinerò un fatto, che distruggo interamente la funesta idea di partilo allacciata, voglio credere, senza il pensiero di far mali-die insinuazioni. li fatto è il seguente: il numero degli elettori intervenuti al comizio fu j di 16."; di essi 185 votarono pel sig. France-sco Acqiaviva e 30 pel Duca d1 Àtri, padre del medesimo e consigliere dimissionario. E' naturale, se non costante, che le idee del padre, per ragioni viete e che non accade di ricordar qui, sieno divise dal figlio e viceversa. Da!a quindi e non concessa la esistenza di parlili in (ìiulianova si sarebbe venuto a constatare lo strano spettacolo che in una stessa famiglia (incredibile die tu \) padre e figlio si osteggiassero a vicenda-per che cosa? Per ot-! onere il posto di consigliere comunale!- Ma lutti i 165 voti sono stati raccolti dal Duca d' Airi sig. Luigi Acquaviva e dal proprio fi-g'io sig. Francesco Acquaviva; dunque in
i u in dì ottennero i onore ui un prem scilo-; au-pra 115 iscritti, 86 elettori concorsero all' urna, e volarono unanimi pei due candidali.
%* Castellnmare Adriatico 18 luglio 1875.
Sissignori, Pandollì ha ponzato ed ha partorito un mu$. Lasciate quindi a me l'incarico di conciarlo per le feste. Ma i lettori del Corritre non credano che io faccia una questione personale sul Pandolfi; il suo nome ricorre spesso, sol perchè è lui sempre che si mette innanzi, lasciando dietro le scene gli altri. Nel suo nome, come sindaco feudale, s'identifica una cattiva amministrazione, la mala contentezza del paes^, l'arbitrio e la incoerenza di parecchi consiglieri. Questo bisognava dire a scanso di equivoci c di false interpretazioni.
E' vero, verissimo che la minoranza del consiglio ha mosso 31 capi d' accusa all'amministrazione del comune. L' incartamento è in prefettura, la quale, presto o tardi, stimmatizzerà certi mandali pagati in più, certi conti senza giustifieho, certi pagamenti fatti dal sindaco al proprio nipote. Ne volete a-\ere una pruovat* Nei molli viaggi fatti - dal «indaco a Città S. Angelo, splendidamente si ò pagato per una vettura sino a L. 10, 40 mentre ognuno sa che la tar ffa ordinaria per questa gita con vettore espresse d' andata e ritorno imporla sole L. I, 00. E I' ass. Ciat-toni ha rincarilo la dose perche gli si è pagato per lo stesso oggetto, un mandato di L. 12,251.. E i mandati intestali al solito nipote per le marche da bollo di cent. 60? La minoranza constatava che, sommale le marche, per cui sono slaccali i mandali, si è avuto un totale escluse le occorse per lo sialo civile, di N. 196 marche, mentre se ne trovano impiegale sole 146! E le allre sono stale mangiate?... Un'e-salta amministrazione, come pretende sia la sua il Pandolfi, dovrebbe g uslifìcare la benché minima spesa. Ebbene io vi posso affermare e sfido chiunque a conlradirmi, che è stragrande il numero dei mandati senza alcuua giustificazione. Perchè non si declinano i nomi dei cadaveri, per ciascuno dei quali si pagano L. i per il trasporlo al campo santo ? Perchè non si offrono le ricevute degli avvocati e del cancelliere, quando si tratta di
phaa in patria ! .. Ma si ebbe, piena rivincita in Elice 'fra-. zione elettorale ; perocché ivi 30 voti furono dati al ColcHi, 10 a Ranalìi; quindi si ha per H anali i 73, per Col ella IH voli. 1 liberali di Città S. Angelo attendono dai loro amici di Ca>-slellamare un efficace aiuto per la piena vittoria di Lvini Coltila, un*'ilei nomi più rispettati nei nostri abrutii. (sii I elettori di Cas'lellamare hinno una bella missione a compiere
In città e fuori
i
La festa del Carmelo.
Abbiamo avuto tre binde, due fuochi, dar/corse, una pr>-i cessione......
Le bande, quella municipale, l i sociale e quella di Tor-I torelo, tutte e tre si son divertite a suonare dello marca e , dei ballabili, da mane a sera. Perchè tenerci così a miccini I Ai pezzi concertali ?
1 duo fuochi; - quello della seconda sera, del fuochi*!» Sardella, fu certamente il miglior*, e i deputati dell» festa meritamente gli diedero il premio.
Ledue cor-e; quella del teeondo giorno fu una vera mistificazione. Queste corse di barberi hanno fallo davvero il loro tempo. Perchè sprecare dei denari por far correre tre cavalli di un solò padrone?
La processione; tutto va bene, e non voglio dirci nè , prò nè contro. Ma alcuni padri di famiglia hanno declorato I che certe mamme mandano so ito la canicola del sol di lag: io le loro bambine Padronissime le mamme di andarci e-so; tua esporre quelle povere bambine ad un' insolamu» a ad un tifo non mi sembra proprio conveniente.
Non pare anche a lei, monsignore?
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Tutto sommato, le cose non sono andate male. Solo al coni j lamentano che le parli della festa non furono distribuite con ! ordine. Significa che un' altra volta i deputati le distribuiranno meglio.
lo mi limilo a fare un'osservazione. Qui abbiamo molte I feste e esticciole, che nell' economia pubblica non producono nulla, Se sì riunissero tul'e in una sola, e si facesse una gran festa, come quella di S. Giustino a Chieli, il piccolo commercio non ne avrebbe un utile reale, per 1' intervento dei forestieri?
Io butto giù questa idea senza prelesa. I deputali delle diverse feste la esaminino, la vaglino, e, se erodono, la mollano in atto.
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Movimenti in prefettura.
1 signori Cecchini, Ferrauli e Baltica di Giovanni furono traslocati il primo a Bari, il seconde a Prosinone, il terzo
a Campobasso. Partiranno fra breve.
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* * . . La Garsetla d'Italia ba parlato di briganti venulic-i dalla
frovincia di \quila e rintanatisi nel ooslro boòco Motose, ia R. Prefettura V ha fatto smentire subilo per mezzo dalli I Gazzetta, lo però mi ficcio dovere di avvertire i sullodali I brigatiti che il cav. Millo, quand'era sinlo-prefeUo a Vasto, è stalo un bravo cacciatore di briganti, ed in premio no ricevette una medaglia al valor*.
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* . HH
Sappiamo che avendo i canonici di Penne receduto dal noto contratto, il inrstero della pubblica istruzione ha ur-! (linaio che loro venis-e.ro restituiti il calice e gli altri aggotti I rt arte, dei quali abbiamo più volte parlato.
F; Tafuoreìli direttore responsabile
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