CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    ci compiacciamo che, dopo il 18 marzo» s'è potuto vedere dar segno di vita propria un corpo ebé fino a ieri è stato sommesso ai voleri del governo.
    In quanto poi al ministero,noi nutriamo fiducia clivi userà, di tutta la sua influenza per calmare le passioni,"è, anche se il voto di mercoledì gli riuscisse contrario,, si terrà strettamente nei limiti 'costituzionali, La sua via è tracciata: rigettata la legge, a-vrà un motivo di più per sciogliere la Ca mera, onde ripresent.nre ai corpi legislativi il progetto con maggior, fortuna. 1.1 pae^e giudicherà.
    Chèf h-ess, a noi i coi iamoi senatori della nostra regione a portarsi a Koma per mercoledì. La questione politica è posta, non <" ' è a ridire; e la Destra ne vede tutta I1 importanza, avvegnaoohè siasi composto un Comitato, di -etti fan park gli on. Brio-schi, Cadorna e Lana pertico, per chiamare a raccolta g-i amici. I loro sforzi riusciranno a nulla, in quanto al desiderio ardente di far crollare il ministero; ma tuttavia ne restino avvertiti i senatori di
    Sinistra non lasciarsi supprare numero de1 loro avversari.
    dal
    Corri ai"e clecjli ECleti.or'i
    Ci viene fCiilla da Chieli: . # Anche qui, corno in ogai altra Connine, si h pià pronti a battagliare per le elezioni amministrative che avran luogo il¦ ed anche qui si lan girare attorno due liste di diversa tinta, ohe, a considerarla bene dal vero punto, di .-vista, h;i il difetto di non essere, come dovrebbe, nettamente spiccata e chiara. Ma tan-- che si vuole? - Non polendosi ottenere il color viva e smagliante, bisogna contentarci anche do! lionato scuro; e se pur questo manca, il glauco, il eroina, il piombino e fin lo stesso marrone (purché pet^ non tiri troppo decisa-* n>ftt>l^'.al n ilMii nnssonn in a n al eh e. ni ori o con-
    soli9 altra forma gP inconvenienti e feli abusi del passato. Imperocché, dove sino a pochi mesi adefietro era P autorità dei proconsoli ctje fiera e druda V imponeva il volo e tu dovevi atteggiarli in umile parula come per \Figpoij-» de re ' « obbedisco ora invece è l'arroganza tribunizia di qualche novellino ch«j, volendo leggeri',n Ironie il peccato, ti mette nella dura alternativa di dare il tuo suffragio ai nuovi e di sentirli, anche a "nome del futuro prefetto,. rintronare l'orecchio del terribile Cjìios ego /
    Ma si dovrebbe finire una volta con colerle bravale che a nulla approdano, e che valgono appena ad intimidire i conigli ! Si mi-* vrebbe pur riflettere <:he ehi sente la dignità di libero cittadiname se ne tiene davvero, non tollera di leggieri^ che altri I' offenda e la manometta, Si dovrèbbe in fine aver per fermo che le imprudenze e le avventatezze di qualsivoglia maniera sogliono d' ordinario tornare a scapito di chi ne consuma gli atti: sotto la garenlia d' una sicura coscienza e sotlo la valida tutela dell» legge difficilmente 1' uomo ha paura dell' allr1 uomo. À che dunque tanto spavalderie e tanti spauracchi? Se chi opera a cotal modo pensa di acquistarsi maggiore Importanza, la sbaglia; perchè in realtà oi perde tult(i, perdendo,; com ò naturale, la stima (logli onesti; se po; crede, seriamente che con siffatti mezzi si renda un buon olluio al governo di sinistra, ài inganna a partito; poiché nulla può nuocer tanto alla Sinistra, quanto le improntitudini, che le tolgono la simpatia, dei più; ché sotto ogni governo amano P ordine e la quiete,
    %* Da Casi eli a mare Vlriatioo ci perviene da, una persoìia degna dì fede la seguente lettera, la cui gravila nQn isfuggirà ai nostri lettori:
    Avete ben detto svigli appunti fatti alPam--m\nistrazione Pandolfi che noi vogliamo ap-? dare al fondo delle cose e menar senza mi-= sericordia. Or eccovi un'altra accusa non meno grave. Nel 1861 fu venduta per superiore au-t orinazione, cèrta Quantità di era no del mon te
    fatto apprezzare jeerti lavori eseguiti qui e li e così avrebbe accomodato tutto, a suo modo g'intende. L'esattore alla su'* vétta tiene la gomma -suddetta di L. 600 fin dal 1872 senza interesse; e cosi in un verso od in un altro la cosa pubblica è danneggiata sempre. Ed il Pandolfì ha ia faccia pi.per n in a di sfidare il pubblico a dire un ette contro la sua ani minisi razióne? E1 tempo oramai che lo si smascheri! e il cav. Millo ne prenda nota.
    %* A Monto rio al Ynmano la lista portata dai nostri amici andò giovedì a gonfie vele. Maggiori dettagli nel pròssimo numero.
    %* A Ci vitella del Tronto si presenta dietro insistenze di nostri amici, il sindaco Remigio Oraziani a consigliere provinciale. Sappiamo che, nella votazione che avverrà domani in quel mandamento, egli avrà una grandissima maggioranza, se non 1' unanimità.
    L a Carità !.,.
    Frondarola 15 luglio 1876 Signor Direttore
    Anche i contadurlili alunni di questa mia scuola sentono nel loro tenero animo il santo dovere del fraterno amore. Sicché al generoso invito di codesto onorevole Municipio, che, con impareggiabile cura si è sempre distinto pel bene degli amministrati, anch' essi stendono la lor mano piccina al soccorso dei danneggiati dalla grandine, ed olirono quel poco che le debol. forze loro permettono.
    Le rimetto P elenco e I' ammontare, mentre con sensi della mia stima mi offro
    Dì Lei davrìio serro Nicola Segatore
    Ci arrivano sottoscrizioni da Morra d'Oro Atri e S, Omero.
    Assisi® e Correzionale
    Giovedì 13 si svolse il dibattimento contro Giusenne di Sabatino, Ant. di Sabatino e \nt
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    v ,juM»u h nauagiiare per le eiezioni amministrative che avran luogo il 23; ed anche cui si lan girare attorno due liste di diversa linfa, che, a considerarla i>ene dal vero punto di vista, ,p il difetto di non essere, come dovrebbe, nelt.-ì;ric-ite spiccata e chiara. Ma tan-Tè: - che si vuole? - Non polendosi ottenere ,! color vivo e s nagUanle, bisogna contentarci ranche del lionato scuro; e se pur questo manca, i! glauco, 1 cromo, il piombino e fin lo stesso marrone (purché però non tiri troppo decisa-» mente al n ro) possono in qualche modo conferire , mia modesta comparsa della stoffa. Ci è eg'i a pretenderò di più'? È questi la mn-r feria di cu solo si j,$,, disporre, e son queste I" coinb n.ìzioni chimiche di cui, senza consultare la pubblica opinione, sono stati capaci i nostri no nini e ie nostre officine. Chi ci trovi a ridire?
    Ouello. p     APPENDIGS
    COMMEDIA IN 5 ATTI DI W- SHAKESPEARE Versione italiana di A. ACQUAVIVA
    ,Conivi. vedi ». b'G.j
    Do>i Pedro  Altro capriccio non apparisce in 1 .ir tranne q icllo di vestirsi con abiti stranieri: corno un olandese oggi, oine un francese domani; oppure alla moda dei due paesi in una volta: come un tedesco dalla einla in giù tutto larghi e gonfi! i calzoni; e come uno spagnuolo dai fianchi insù con attillato giustacuore; se non è incapriccialo, come paro, per questa sciocchezza, non é reso sciocco da na«suq capriccio delia specie a cai tu vorresti alludere.
    Claudio  Eppure da segni non dubbii pare sia innamorato; stamane spazzolò il suo cappello per molto tempo; che significa ciò?
    D Pedro  Lo ha visto nessuno dal barbiere?
    Claudio  No, ma il giovine del barbiere fu vislo andare da lui; e l'antico ornamento delle sue gianco erodo sia già andato ad imbottir qualche divano.
    L°onalo  Davvero! sembra più giovine sen a barba.
    0 la quiete,
    Da Caslellamare '.driatico ci perviene da una persona degna di fede la seguente let- , tera, la cui gravità non isfuggirà ai nostri , lettori:
     ,
    Avete hen detto sugli appunti falli ali am--ministrazione Pandolfi che noi vogliamo andare al fondo delle cose e mediar senza mU sericordia. Or eccovi un'altra acousa non meno grave. Nel 1864 fu venduta per superiore autorizzazione certa quantità di grano del monte frumentario del valore di L. 600. Tale somma fu data #d interesse ad un certo (Nicola Mo-> relli ed il sindaco ne percepiva 'gli interessi rilasciando ricevute che si trovano depositale in nostro potere. Queste cifre d1 interessi non figurano in nessun bilancio comunale, ed in-, vitato il sindaco a darne ragione, ha risposto df aver spese il denaro 'senza potarne dare preciso conto, ma che alla fin fine avrebbe
    Le rimetto l'elenco e i ammontare, mPfu tre con sensi della mia stima mi ,offro
    Di Lpì devmo sano Nicola Segatore
    Ci arrivano sottoscrizioni da Morro d'Oro Atri e S, Omero.
    Assisto e Correzionale
    Giovedì 13 si svolse il dibattimento contro Giuseppe di Sabatino, Ant. di Sabatino e Anft. d'Angelo di Mosciano S. Angelo: il primo imputato di omicidio, e difeso da G. Mezucelli, fu condannato ali anni di lavori forzali, gli pltri due ritenuti complici in detto omicidio, e difesi tìapti avv. Mutignani e lì. Sagaria, si ebbero 5 anni di reclusione. P. M. Ciotto.
    Venerdì, per mancanza di testimoni, la causa contro Valerio, Silvèstri, Chiulli e (li Giovanni di A la ano., i mpulati di furto i primi tre, e
    DmPed-o  Per bacco' si strofinò col muschio: non ne sentile 1' odore ?
    Claudio  11 che significa essere questo dolce garzone innamorato.
    DonPfdro La $ua malinconia n' ò segno principale.
    Claudio  In diverso caso per qual m divo si sarebbe ogli fatta shirbare?
    D. Pedro  Gii^! e perchè si profumerebbe ? E per q ie?te ragioni incarninolo a c edere ciò cha ini vien. detto.
    Claudio  Perfino lo spirito mordace è diventato flebile come la corda di un li jto, e la sua mnsioa è l itta piena di sospiri.
    Don Pedro  Q leste infatti stno spie cu.' non's.i può non aggiustar lode; la conclusione è ch' egli è runinvirato,
    Claudio  Non solo, ma conosce eziandio colei ehe lo, ama.'' ' : F ' '
    Don Pedro  Io pure vorrei saperlo. Scommetto sia una cho non lo conosce.
    Claudio  Si, che non oomsce nò lui, nè la coltiva sua posizione, nè i suoi difetti, ed a dispetto di tulio ciò muore per lui.
    Don Podro La seppelliranno colla faccia rollata all' insù.
    Benedetto  E tulio questo ohe dite, o sigr^ori, non calma il mio dolor di denti. Messere (a Leonato) venite meco; ho studiata una dozzina di parolo serie da dirvi die questi sfrenati non debbono udire. (Escono Benedetto e Leonato) "
    D. Pedro  Sulla mia vita! per parlargli di beatrice.
    Claudio  Proprio cosi: Héro e Margherita hanno g^a. f itlo la loro parte con Beatrice; in tal modo i d ie Orsi nel-, incontrarsi non si moriranno. (Entra Don Gio anni)
    D. Giovanni  r Mia Signore e fratello, Dio vi salvi.
    Dm Pedro  Barin giorno, fratello.
    D. Giovanni Yorrei parlarvi... se avete tempo.
    Don Pedro  Privatamente?
    D. Giovavni  Se volete.... del resto il conte Claudio può ^scollare, riferendosi a lui il mio discorso.
    Don Pedro  Di che si traila?
    D Giovanni  (a Claudio) intende V S. sposar dorami?
    1) n Pedro  Lo sapete anche voi.
    D. Giovanni  Non credo che io saprò quando egli sapri ciò ohe io so.
    Claudio  Se vi è qualche impedimento vi prego di mi-! n sfocarlo
    /)on Gio anni  Forse crederete che io non vi ami; mi questo si vedrà poi quando ciò che ora vi manifesterò, miglili mi avrà fallo giudicare: mio fratello, credo, vi ama assai, e per eccessivo affetto vi aiulò ad effettuare queslo matrimonio: oh / aiuto inalile, oh! fatiche malamente spese 1
    Don Pedro  (agitato,! Perchè? Parlate........... di chea
    I tratta?
    Don Giovanni  lo qui venni a d'ir velo ; c 1 ora che sin»" , alle corte (già di- &     Claudio  Chi? llòro?
    D. Giovanni fsarca     C'andio  Sleale.'