CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


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    1' «ìlimo di sciente compera dì oggetti furtivi, venne rimandato ad altro tempo. Siodevano al banco della difesa Tanzi, Mutignani, Manetta e F. Gru ci oli. P. M. Ciotto.
    Al 18 si riaprì la a.* quindicina con la causa contro Camillo Laureti di Torre de' Passeri imputato di ferita. seguila, da morte. Fu condannalo a 20 anni di lavori forzati. P. M. Ciotto, dif. avv. Mutignani. La causa appuntata per mercoledì e giovedì venne rimandala ad altro giorno per ja mancanza di un testimone.
    Piccolo Corriere
    I quindici blasonati /.... "
    È un pò stantìa, n^a ve la dà carne me 1' hanno data, salvo sempre le solite frange.
    Alcuni giorni or sona arrivò tra noi un commesso-viag-gialoro rappresentante una casa di commerci» librario.
    Girò per la città, parlò con questo e con quello, assunse le debite informazioni e...... si mise all' opera.
    A molte famiglie civili di Teramo pervennero delle lettere che presso a poco dicevano casi : « lei, signore, appartiene ad una famiglia distinta; è in corso di stampa un' o-pera in cui si scrivo.no le biografie delle f nn'g'ie illustri ; lei ilunque ci può dare le maggiori informazioni per non defraudare i nostri lettori 4el:la rispettabile biografia de'suoi antenati. »
    Al ricevere questa oircolar*^ alcuni capirono il latino, e la riservarono per migliori usi; altri però aprirono, tanta d' occhi, e diedero agio alla loro imaginazione di fantasticare non so che eo$a di prosapia antica e di sangue lurohino nelle vene.
    E qui finisce il 1.° atto. Certuni vogliono che questa sia il prologo. È questione di forma, ed io, in ogni cq, a tengo più alla sostanza ebe alla forma
    Un bel giorno si sente bussare alla porla. La sarvà che $ la versando, il riso nella marmitta. Èli
    A proposito, corre una voce per la città, che cioè, non si mangia più riso in Teramo, ma si mangia il ri sino. Questa voce prende argomento dal fatto, che si sdazia molto risina , poco 0 punto riso. Ma, ritorniamo a bomba.
    La serva lascia la marmitta, s' affaccia alla finestra, e do-
    V uomo della... compagnia delle Indie lo salirci a, gli legge nel seno e riprende:
     Veda; la nostra opera sarà degna dell'Italia; essa farà il giro del mondo; ò sotto la protezione degli uomini più cospicui d'Italia; ci' siamo procurati delle biografie di Cavour, di Vittòrio Emanuele....,.', e (con voce melliflua) lei avrà il piacere di vedere, il suo blasone accanto a quello dei primi uòmini d'Italia.
    Il «olpo è ben dato. Il nostro merlo, cho pria fingeva di essere tutto umile in tanta gloria, è divenuto un pavone a-mericano. L1 idea di vedere il suo nome alla pari dei Cavour, dei reali di Savoja, dei Faliero, dei Visconti, lo ha vinto ed incatenalo.
     Ebbene, giacche ella mi vuol colmare di onori, non ho altro a dire. Io mi metto a sua disposizione.
    Il 2.° atto è terminato.
    Il B.° atto consta di due spene.
    Nella prima sì rappresenta il nostro blasonato che con e-sattezza prodigiosa, con Zelo infaticabile si adopera per con-r tentare il ricercatore di hiografie. Gli mostra il blasone, e se non la ha, ne inventa; perchè, già si sa, un' illustrazione senza blasone sarebbe come la* quaresima senza merluzzo, come il dottor d'Intino senza i voti sospirati per le prossime elezioni. E poi......croci, pergamene più 0 mono antiche, quadri, medaglie, tutto egli sciorina dinanzi all' altro. E questi ammira fu to, approva tutto con dei bene ! e dei b a 0 ! che lo fanno andare in brodo di giuggiole. E l' ammirazione arriva all' en usiasmo, quando questo, erede delle avite glorie, preso , aire, non tro" a più il pu;>to di fermai*; perocché egli tenta, non dico di far ri-altre.la. sua origino.... adamitica alla c'à della pietra, chò sarebbe stalo troppo, ma almeno al Medio Evo, allenilo degli Ottoni, usando però 1 avvertenza di dire Qho le pergamene di quel tempo sono smarrì.e nei diversi saccheggi di Teramo, e che pe,-ciè li storia vera, la storia certa comincia.... 50 anni addietro/
    (Se pure/..,)
    Date dunque ed accettate tutte le noti/.ìc richieste, il forestiero soggiunge;
     E lei vuol avere una copia dell' opera che si va stampando ?
     Ah (f certo con piacere.
     Allora, ecco qui il manifesto, legga le condizioni.....
    Piccola miseria, sa...... sessanta centesimi per fascicolo !
    È il nostro uomo firma Ira i salamelecchi del forestiero, e va à mangiare.... cioq non mangia, perchè deve raccontare
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    Il 9 volgente morì in S. Mauro, villa del Cornane i lasciano S. Angelo, dopo 7 mesi di penosa malattia il no taf 0 GAETANO MANCINI.
    Nacque in Teramo il 10 màggio 1818 da Francesco e Marta Grazia Stroppolalini, onestissimi genitori.
    Giovinetto di pronto e svegliato ingegno studiò con «more, ed orfano di padco non venne mai meno nei suoi propositi Alunno dell' illustre Aurelio Saliceti nello discipline legali, da lui apprese altresì 1' amore della patria e della libertà, che nel 1849 gli fruttarono non poche molestie.
    Nominalo notaro in Basciano nel 1842 e poi trasferito in Mosciano S. Angelo esercitò eon rara probità ed intelligenza questa nobile professigne, e seppe guadagnarsi la stima e la fiducia di quanti lo conobbero.
    Quasi senza interruzione fu membro del Consiglio notarile e coperse con lode altri pubblici uffizi.
    Di animo colto e gentile aspettò la morte con sicura coscienza, e discese nel sepolcro lasciando ai suoi tìgli molta e invidiata ricchezza nel patrimonio del nome!...
    Il Consiglio provinciale fu convocato straordinariamente pel ginr-no 21 volgente, e in mancanza di numero legale pel susseguente giorno 23,' per deliberare sulle importanti modifiche proposte dal Consiglio superiore dei lavori pubblici sali' an-i' fidarne ito della strada del Yomano, già deliberalo dal Consiglio medesimo nella tornata del 9 dicembre ultimo.
    Ultime notizie
    # #
    1 nostri principi sono arrivati a Pietroburgo. Alla frontiera incontrarono una deputazione dello czar: la musica del reggimento in parata suonò I' inno reale italiano.
    °0° I serbi attaccarono martedì un'ala dell' esercito di Osman pascià e la scacciarono da tre tri n ce re, ma dopo i rinforzi ricevuti, i turchi ripresero le loro posizioni. Naturalmente da Costantinopoli si uà una maggiore gravità I questo fatlo; ed aggiuugesi che i Serbi per-derono. le loro posizioni intorno Nissa.
    À Salisburgo s' incontrarono , imperatore ti1 Austria e quello di Germania.
    f, Tafììorelìi dir attore responsabile
    Inserzioni a. pagamento
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    Un bel giorno sì senio bussare alla porla. La serva clic versando il riso nella marmi Ita.......
    A proposilo, corre una voce per la città, clic cioè non si rttngia più riso in Teramo, ma si mangia il risina. Questa     La serva lascia la marmitta, s' affaccia alla finestra, e domanda: chi cf
     È in casa, il signor Tale di Tale?
     Sissignore, fra poco va a tavola; ina, se vuolo, pa.ssi nel salottìno, e chiamerò il padrone.
     Va bene.
    E con aria di uomo di mondo entra, ed aspetta...... il
    merla.
    Questo si presenta in forma di uomo. La lettera circolare leste ricevuta gli ha già dato una cert' aria di gravità vetusta; il suo sguardo è marcato, il suo incesso è quello di un patrizio veneziano sortito al libro d' oro,
     E lai il signor Tale di Tale?
     Per servirla.
     lo ho un immenso piacere di fire li conoscenza di nn uomo cos\ stimabile non solo per le virtù proprie, ma per quelle de' suoi anlic'ii e illustri maggiori.
    A queste parole il nostro uomo s' imbroglia nel rispondere: il suo naso di venta rosso come un saetti io; il complimento a bruciapelo gli fa 1' effetto di una forte dose di chinilo.
    L' altro comprende I' effetto e continua :
     Lei avrà già ricevuto una mia lettera, che io ebbi la temerità di indirizzarle.
     Si, ora che ... mi ricordo. Ma, a dirle il vero, io sono.... sono mortificalo di tanto onore......
     Nienl' affatto signore. Il vero merito non ha ragione alcana di restare mortificalo....
     Ma......
     D' altronde i chiari letterati che si son messi in q a efeto lavoro, e dei quali io sin l' umile rappresentante, non intendono punto di far violenza alla sua ben i ite -a modestia. Noi la preghiamo soltanto a favorirci le noti i i de* suoi anfanili, di cui tutti Teramo ricorda la fama delle civili virtù.
    A q testo pan io il padrone di osa, che man mano s' era addito gonfiando, non ci cape più. La sua fantasia si accende: già genie ne' suoi lombi scorrere il sang ie purissimo cslmié; le ombre de' suoi an Ièna ti, come quelle di Maebet, gli si agita io a;tor/io; sembra the esse si conturbino della » sa peritane*, si avanzino verso di lui, lo minaccino di fargli pzgire il fio del perché non si fosse accorto prima dell'al-»f.rxi Iella Ma prosapia!...
    Date dunque ed accettate tutte le noli/.ìe richieste, il forestiero soggiunge:
     E lei vuol avere una copia dell' opera che si va stam-pàndo ?
     Ah!.'certo cSon piacere.
     Allora, ecco qui il manife»lo, legga le condizioni.....
    Piccola miseria, sa...... sessanta cen lesinai per fascicolo I
    E il nostro uomo firma Ira i salamelecchi del forestiero, e va a mangiare ... cioè non mangia, perché deve raccontare alla moglie ed ai figli die è venuto il momento della riparazione. La storia, egli esclama, giudice severa degli uomini e maestra delle nazioni parlerà finalmente de' miai antenati e del mio blasone /....
    Seconda ed ul'ima scena del 3. atto.
    Parecchi giorni «dopo, si presenta un altro che non è l'al-, tra, il qual, ha già preso il» volo. Esso trae seco le dispense a luti' r.ggi pubblicate, e in forza della firma già. da a, le porla al blasonato illustre.
     Clic cosa sono questi zibaldoni ?
     Sono le dispense dell' opera in corso di stampa, per cui lei ba dato la riverita firma.
     Ab ìQ
     Vede ? che bella carta, che bel formato, che tipi degni di Gultemberg I... E poi, che splendidi blasoni /:..
     Ebbene; quanlo devo pagare?
     Una miseria: trecenlonovanta lire..
     Che, che !.... (Il suo viso prende il color d'olio di ricino).
     E alla fine della pubblicazione, avrà un totale di novecentosessanta lire.
    Tabltau !... E cala il sip irio.
    La ' starteli a è vera, nel fondo; noi non le abbiamo dato «he un certo colore drammatico. Però non finisce qui. Naturalmente i quindici blasona i, spaventati del caro prezzo con cui pagherebbero le glorie scritte dei loro antenati, hanno fallo nn baccano per cento. Alcuni'si sono transatti, prendendo un' allra opera per un prezzo da 300 a ,'i00 lire; allri vogliono far causa, e non sappiamo come se la (caveranno.
    C' è qualcuno inoi re che se la prende a riso, ed esclama: noi siamo i quindici c.... orbellati.
    9 queslu fallo; od aggiuugesi che i Serbi perde rono. le loro posizioni intorno Nissa.
    °0° A Salisburgo s' incontrarono 1 imperatore d1 Austria e quello di Germania.
    F. Taflìorelli direttore responsabile
    Ilo bisogno di un Nota Bene.
    Le primarie tra le quarantotto famiglio di Teramo non ci son capitate. I Delfico, i Muzi si sono affrettati a promettere o a dare le richiesle informazioni, ma... si son fermili qui.
    inserzioni a pagamento
    Civilclla del Tronto li hfglio 1875 Sig. Ditellore
    Non rida se (cosa nuova nel suo ben accreditalo giornale 1) io la vò pregare d' inserire una briga [ra due medici. Sembrerà forse un poco strana; ma io, povero diavolo, in condona a Civitella del Tronto stanco di una provocazione fino alla noia, ho dovuto mio malgrado uscir dai gangheri, con una licenza alla mia tempera sopportevole, e reagire; non che odio mi movesse di alcuno; sivvero per una lai quale giù sii fica di me stesso, senza di cui sarebbe ella codardaggine il tacere.
    11 s g. Depacifici, troppo noto nel suo ciclo non è già che mi faccia guerra, e lo si vorrebbe, a campo aperto, da uomo onesto e leale, ina ipocrita sempre, va gironzando perle famiglie, e col suo asinelio nelle campagne, per ogni dove si caccia e ficca il naso, con una voc na di zanzara e con quel perenne sorriso sulle labbra che indispone, discredila con in-narrivabile avvedutezza, sconsiglia i pareri degli allri medici, er sempre celato dietro le quinte, s1 ingegna di scoccare dardi avvelenati da un arco che ha la coda di pelo di' volpe. Sono inselli codesti; ma anche g1 insetti, quando si avventano ai leoni della Mesopotamia, o lor lasciano lacerare gli occhi, o gli fanno annegare nei fiumi ove si tuffano soverchiameli,le, per liberarsene. E notate che questi sono leoni ; che cosa sarebbe mai ili una timida lepre ?!
    Nè qui si arresta I onorevole mio collega : ei non si perita di lacerare perfino le almi prescrizioni: permettete (è questo il suo costume di dire) che mi prenda la libertà di fare a brani questa ri* tti ? ia è cosa che vi Manderebbe all'altro mondoW E dello, e fallo, pie-