CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
     Pagina (273/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Pagina
     Testo della Pagina (OCR)     






     Pagina (273/470)
    Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice
     Immagine della Pagina

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli


[Home Page]


Testo OCR meta' superiore della pagina

    Anzio II»
    l^uto 29 U-C^iio 1876
    IV. et
    PREZZI D' ABBONAMENTO
    Aimo . . L. 9
    Semestre . » 5
    Trimestre. » 3
    Da mese . » 1,25
    Per I* Estero aumento dicìie spese I postali
    Un numero separato costa cent. 10.
     -LETTERARIO
    Esce il IVIei-col©dì e il Sabato I3V TERAMO
    La Direzione ed Amministrazione sono provvisoriamente presso la Tipografia
    del giornale Inserzione avvisi commerciali in i pag. Cent. 10 per linea o spazio di linea di colonna, in 8'1 15. Inserzione di comunicati od altro, i pi'ozzi sono da convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno sconto - Le lettere affrancate e vaglia postali debbono essere diretti all' ufficio del Corriere Abruzzese in Teramo.
    Non si restituiscono i manoscritti.
    
    La politica della settimana
    E' 1' ora in cui i Senati fanno parlare di se. Quello di Francia ha rigettato il progetto sulla collazione dei gradi accademici, difeso dal ministero e da I. Favre tanto efficacemente, e combattuto dal focoso vescovo d'Orleans mons. Dupanloup. Questo voto ha creato un grave conflitto tra i due corpi legislativi, e moslrato altresì che le tendenze del senato francese sono luti' altro che liberali. Il ministero però non si è dimesso. - Il prestito di Parigi è stalo ricoperto 54 volte dai soscrit-tori. Non v'ha dubbio che il mondo bancario ebbe sempre grande fiducia nella prosperità di Parigi e della Francia.
    Abbiamo dall' Oriente due telegrammi ufficiali. Quello di Belgrado dice che l'esercito comandato dal gen. Zach sostenne il 24 un combattimento presso Ya^our, e dopo 7 ore
    nttpnnorn un nicriO SUCC6SSO. Questo Viene
    vedere se il Senato italiano, il primo corpo dello Stato, appoggiasse col suo autorevole verdetto i criterii di governo del primo ministero liberale. A nulla valsero le insinuazioni maligne dei giornali di destra, a nulla valse la costituzione di un triumvirato, custode e vindice del prestigio dei senatori. Il Senato italiano, quest'arca santa della vecchia Destra, ha col voto di mercoledì solennemente confermato il verdetto della maggioranza dei deputati, e segnata l'ultima ora della consorteria. Coloro che, senatori o deputati, impiegati o liberi cittadini, accarezzano ancora delle velleità consortesche, abbiano la pazienza di far tesoro di questa lezione assai ben meritata. Imperocché questo voto importante, questa protesta di 114 senatori a favore del gabinetto Depretis viene dopo una lunga lotta, dopo un p ligi! lato continuo, in cui sonosi esercitati i maggiori e i minori del partito avversario. Che cosa non si è detto in questi giorni? Quale arma non si è usata? Non si è fininco solle-- i- gl o.wim dulia, repubblica? Ecco, che
    nostro voto nel Consiglio del comune, sebbene non siano mai stati e non siano al presente nostri amici politici. Nulla di più funesto che perturbare i corpi amministrativi colle passioni politiche e cogli odi di parte. Questo triste vanto era serbato nelia nostra provincia agli uomini eli quel partito, che sotto il bel nome di moderati nascondono le opere più faziose e i più fieri disegni. E' la buona bandiera ehe copre la cattiva merce, e noi non siamo usi a lasciarci uccellare dalle parole. Guardiamo il fondo delle cose, e preferiamo con fermezza la sostanza alle apparenze.
    Ne abbiamo alcuna ragione di mutare in questo anno i nostri criteri. La lista degli uscenti presenta nomi degnissimi cieli' una parte e dell' altra, che a-vranno certamente il nostro suffragio e quello dei nostri amici. Non designiamo le persone, bastandoci di accennare ai principi. I nostri concittadini conoscono gli uomini al pari di noi, e sapranno distinguere fra i vari candidati quelli, che pre-
Testo OCR meta' inferiore della pagina

    ebbe sempre grande fiducia nella prosperità di Par gì e della Francia.
    Abbiamo dall' Oriente due telegrammi uf-fici.i/F. Quello di Belgrado dice che l'esercito comandato dal gen. Zach sostenne il 24 un combat limonio presso Ya^our, e dopo 7 ore ottennero un pieno successo. Questo viene confermato, come pure sfortunatamente è con-fennato che Mudar pascià vinse i Montegrini domenica a Bissili a, i quali trovansi perciò in piena ritirata su Gazko. L' altro di Costanti- ì nopo'i, dopo aver parlalo di una vittoria presso la frontiera, dice che Abdul Kerim giunse a Nissa, ov' è imminente ,ina battaglia. Con queste notizie ufficiali cozza naturalmente un dispaccio dell' agenzia, tendente a mostrare che la guerra langue e sta per finire, limitandosi i serbi a difendere la frontiera e ad impedire I invasione. Noi non ci crediamo, imperocché non è successo finora nessun fatlo d' armi di grande importanza.
    Le Cortes spagnole soppressero definitivamente i fueros nelle province basche.
    IL VOTO DEL SENATO
    Il Senato italiano con voti 114 contro 102 ha approvato il disegno di legge sai punti franchi, Non mai il Senato è stato cosi numeroso, così battagliero; non mai come ora, avevano destato tanto interesse le sue discussioni. Il senatore Cialdini è I arrivato da Parigi, monsignor di Giacomo non ha temuto le ire vaticane, molti illustri vegliardi hanno lasciato le loro villeggiature in una stagione non propizia ai lunghi viaggi, per deporre il loro voto nell* urna di scrutinio segreto. Donde mai tanta premura? donde mai così vivo ardore ?
    La questione politica era stata posta fui lippeto nella sua integrità; bisognava
    ritata. Imperocché questo voto importante, , questa protesta di 114 sonatori a favore j del gabinetto Depretis viene dopo una lunga lotta, dopo un pugillato continuo, in cui sonosi esercitati i maggiori e i minori del partito avversario. Che cosa non si è detto in questi giorni J Quale arma non si è usata? Non si è fin'anco sollevato lo spettro delia repubblica? Ecco, che cosa sono i sedicenti moderati: - pur di combattere il ministero , osano di sollevare una questione di monarchia e di repubblica, a cui non si è mai pensato o pensarono solo pochi illusi e scamiciati che non saran contenti mai di nessun governo!
    Ma la risposta non fu attesa invano. 11 Senato italiano, in cui sfidiamo di trovare un solo repubblicano, ha approvato col suo voto la condotta del governo attuale eia leaj.'^ijideì sentimenti monarchici dei ministri. Se il voto del 27 giugno trafisse nel cuore la vecchia Destra, il voto senatoriale del 26 luglio l'ha seppellita.
    Ed era tempo!...
    L'elezioni di domani
    Domani avranno luogo fra noi 1J elezioni amministrative per la rinnovazione del quinto dei consiglieri comunali. Gii uscenti di uffizio, come abbiamo accennato altra volta, sono i signori: Delfico conte Troiano Scarselli oav. Crescenzio Costantini oav- Ber eia."» ciò Trosini gav. Berardo Ir^ errai oli 1-* asqu al e Cananeo, avv. F'ederico
    Essi sono tutti per legge rieleggibili.
    Quanto a noi i lettori del Corriere conoscono su questo proposito i nostri intimi pensieri. Noi non vogliamo che i comuni e le province cadano in balia dei partiti extra costituzionali, ma nella cerchia legale procediamo con criteri larghi e non partegiani. Non pochi uomini seggono col
    tare in questo anno i nostri criteri. La lista degli uscenti presenta nomi degnissimi dell' una parte e dell' altra, che a-vranno certamente il nostro suffragio e quello dei nostri amici. Non designiamo le persone, bastandoci di accennare ai principi. I nostri concittadini conoscono gli uomini al pari di noi, e sapranno distinguere fra i vari candidati quelli, che pre- . r sentano maggiori ga eazie di gravità, di I temperanza, di esperienza negli affari e , di amore al loco natio. Non parliamo di I probità, perchè la supponiamo comune a tutti. Noi non abbiamo idee preconcette I nè esclusioni personali, non essendo mos-, si da ira, nè da invidia, nè da altre , ree passioni; non amiamo che lo sviluppo i morale e materiale della città e del co-i mune; e tutti coloro che consuonano con , noi sinceramente in questo ordine d1 idee, , sono nostri naturali amici ed alleati. Ser-j riamo dunque le fila, ed accorriamo nu-merosi aW urna. Quésta è la grande palestra, in cui si maturano i destini dei popoli civili. E' là, nel fondo dell' urna, che , noi dobbiamo sconfiggere gli ultimi avanzi ! dei nemici delle libere istituzioni, tanto più pericolosi e nocivi quanto meno a-! perti, generosi e leali!...
    Corriere clecjli Elettori (Chieli) Rocca S. Giov. 20 luglio 1876
    Nel comune di Rocca S. Giovanni (manda-! mento di S. Vito chietino, circondario di Lanciano) nella imminente elezione comunale amministrativa decade da consigliere comunale il sindaco avv. Giustino Croce, amministratore per 15 anni! L' arte del divide et mperabis l'ha lenulo al suo posto, ove, senza indagare il come, si creava una posizione che Dio gli guardi!! Il risultato della lunga amministrazione è sialo un disinganno. Il paese florido abbastanza dal lato economico, lodevole dal luto morale, si è visto come per fato trascinalo alla miseria, oberato di debiti per i qual ! n sono pignorate le proprietà rimaste, doj c