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lo proprietà vendute. Per tulli questi fatti è suonala 1' ora del patrio risveglio, e tutte le famìglie che in quel paese rappresentano l'in-tclligenza ed il censo, si sono unite fra esse col desiderio di uscire dalla miseria e dai debiti, 1 soli dissidenti sono, la famiglia del sindaco con i due germani, quella dello zio del sindaco sig. de Giorgio Guglielmo, assessore rnunicipa'e od elettore per censo di L. 5 di lassa fuocatica, di Desiderio Fileno altro assessore municipale ora depennato d dia lista elettorale, il quale è al servizio del sindaco, ed il segretario comunale cognato del sindaco, I sig. Forlani Fràncescopaolo uomo venuto da Paglieta in altri termini, pochi dipendenti la Giunta comunale.
Quindi nella sera del 19 luglio, proposta appena fra 7 ore nel ritorno dell' egregio cittadino dolt. Croce Giovanni da Kip teatina, ove esercita la professione Ira l1 amore e ii rispetto di quei cittadini, tenevnsi nella casa del sig. Francescopaolo Paoìucci una riunione elettorale amministrativa. Vi presero p.ìrle 53 elettori amministrativi, oltre 8 assenti che si fecero rappresentare, e 40 elettori politici, tra quelli rivestili della doppia divisa elettorale e Ira quelli soltanto elettori politici, perchè e-lettori del 1848 oltre a diversi cittadini venuti dalle diverse contrade di lontane campagne a rappesenlare i propri interessi.. Il numero fu imponente,l'intervento spontaneo. Giova sapere che la lisa politica è composta di 47 elettori e che la lista amministrativa del ,comune risulta di 166 elettori, de' quali 81 domiciliati nei diversi comuni di Lanciano, S. Vito Chietino, Treglio, Fossa cesia, ed i rimanenti nel comune ove si è fallo uso del ruolo fuocalico allo scopo di stabilire un numero di elettori. La riunione presieduta dal sig. ''d'oce Giulio, capitano dilla guardia nazionale nel 1848, sindaco ne) 1860, capitano nuovamente dal 1881 al 1868, e dal vice presidente sig. Francesco-paolo Paoìucci, volava puro e semplice il seguente ordine del giorno accollo ad unanimità: « Riconosciuto nell' amministrazione del
è ora definitivamente accertalo lo scioglimento di questo Consiglio comunale di Morro d'oro. A commissario regio fu nominato, con piacere di tutti, il sig. Gaetano Costantini.
11 Seid del Maccaferri, P amico del Cava-gnoli è in sulle furie, e n'ha ben donde; avvegnaché trattisi della perdita di un pascialato, non dissimile dai pascialati dei Pandolfi e dei Ranalli, che si rassomigliano come due sardino di Nantes!...
Di questo saggio provvedimento il pubblico è rimasto oltre ogni dire soddisfallo, tanto più che sotto un Ministero, sulla cui bandiera sta scritto Moralità e Giustina, le amministrazioni, alla cui testa ,so;ìo ancora i sindaci del Cantelli e del Gerra, non hanno più ragione di e-sistere, e debbono ad ogni costo essere rinsanguate con nuovi elementi. Nutriamo fiducia che il prefetto cav. Millo vorrà provvedere in proposito. Le transazioni sono inutili ai più, nefaste ai partiti, perchè ingenerano perpetui equivoci. Se il cav. Millo rappresenta davvero il ministero liberale, se pensi di farne gì' interessi, non può nè deve transigere col passato. 1 liberali tengono fissi gli occhi su di lui, e ne spiano i movimenti per trarne auspici per la causa liberale.
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Bellante 26 luglio 1876.
Ieri, il nostro Consiglio comunale fu convocato in seduta straordinaria per deliberare intorno ai seguenti oggetti:
1.° Strada obbligatoria Bellante-S. Omero.
2.° Cambiamento del Collegio elettorale politico.
Ecco in poche parole come stanno i fatti.
La strada Bellante S. Omero messa nell' e-lenco delle obbligatorie fin dal 1872, percorre per giungere al fiume Salinello la lunghezza di I chilometri nove, aggirandosi in continuale spire I su d' un terreno friabile e scosceso, con una pendenza, specialmente nei pressi dell' abitalo, j che supera in alcuni punti il sette per conio. I Se invece di fare il dispendiosissimo rettifilo j sulla cresta della r.olliiia si avesse nonsntM fi»
tori. 11 disgregare*!.comuni di uno stesso mandamento costringendoli a votare per un diverso candidato, non mi sembra nè ragionevole né prudente. A Teramo i nostri elettori possono accedere facilmente, qualunque sia 1' in lem peri* della stagione: non così può dirsi rispetto a Nereto dove senza limpido cielo e strade a-sciutte si corre rischio d' andar ruzzoloni già per le balze o d'arrestare, il cammino sulla sponda destra del fiume. Speriamo che I" oa. ministro dell' interno non vorrà ostacularci 1' e-sercizio del più a Ito diritto cittadino.
Domenica ebbero luogo le elezioni amministrative. Qui, dove fortunatamente non si deplorano gare di parte, le medesime segnarono una vera formalità. 1 tre consiglieri scaduti per compiuto quinquennio furono rieletti a grande maggioranza di voti.
Dietro telegramma del sindaco di Ascoli col quale si annunciava I' arrivo del Mommsen in quella città, partì jeri sera per quella velia, delegalo da questo municipio, il sig. G, Palma, coli' incarico d'invitare l'illustre scienziato a fare una corsa per qui onde dare il suo autorevole giudizio sulle famose lapidi rinvenute in contrada S. Andrea. Nel momento che scrivo però apprendo con dispiacere che il grande archeologo per impegni assunti non ha potuto tenere V invito, partendo oggi stesso da Ascoli alle 11 precise.
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Farindola 25 luglio
Il 13 volgente è pari to di qui con manifesti segni di benevolenza il commissario del re avv.. Giuseppe Valentini, dopo avere nella tornata del 2 reso conto della propria amministrazione, e insediata la nuova rappresentanza comunale.
Fu profittevole 1' opera del Valentini ia questo comune? Ha egli giustificato lo scioglimento del Consiglio?
Per rispondere adequatamele a queste do-mande converrebbe ri tessere la minuta e faticosa tela delle riforme da lui compiute o mì-«H imn BBS nella vita intima che nelle o-
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versi comuni di Lanciano, S. Vito Chietino, Treglio, Fossacesia, ed i rimanenti nel comune ove si è fallo uso del ruolo fuocalico allo scopo di stabilire un numero di elettori. La riunione presieduta dal sig. Croce Giulio, capitanò della guardia nazionale nel 1848, sindaco nel 186i), capitano nuovamente dal 1861 al 1868, e dal vice presidente sig. Francesco-paolo PaoiiLcci, votava puro e semplice il seguente ordine del giorno accolto ad unanimità:
« Riconosciuto nei] amministrazione del comune l'indirizzo tenuto dal cav. Giustino Croce. Riconosciuto che quell' indirizzo ha portato il comune iu uuo stato di misera e di abbandono da florido e morale che era:
DELIBERA
Che si combatta la candidatura del cav. Giustino .Croce e compagni a consigliere comunale;
Si riserba di stabilire, i nomi che riscuotono la pubblica fiducia, in altra riunione.
Il comitato elettorale composto del signor Croce Giulio presidente, sig. Paolucci France-scopaolo vice-presidente, dei membri signori Colizzi Domenico, Paolucci Salvatore, Croce Eugenio e Masci Vincenzo rimane ccs ituito in permanenza, interpetre di questo nostro sentimento. »
La riunione ebbe un contegno ed un ordine inappuutabili. E' da augurarsi che il potere delle contravvenzioni, della destituzione di piccoli impiegali municipali e delle minacce non riescano a traviare la pubblica opinione.
*#* Nel mandamento di Ancariuo riuscì eletto consigliere provinciale il sig. S. Aleandri con voti 60, e ne facciamo vive congratulazioni. Gli egregi cittadini Montani e Giuseppe avv. Giosia,, ebbero il primo 25 voti, e il secondo 28, cioè tuli' i voti di Controguerra.
%* Ecco la lista progressista volala in Chieti.
Melchiorre cav. Nicola De Vitis dottor Angelo De Attiliis Camillo Quarantotti avv. Filandro Martinetti - Bianchi Antonio De Angelis Francesco Persiani barone Ignazio.
ECHI DELLA PROVINCIA
Morro d' oro 25 luglio 76.
È propriamente sciolto ! Dopo essere''stato parecchie volte vociferato e preannunciato, '
2." Cambiamento del Lonegio elettorale politico.
Ecco in poche parole come stanno i fatti.
La strada Bellante S. Omero messa nell' e-lenco delle obbligatorie fin dal 1872, percorre ! per giungere al fiume Salinello la lunghezza di I chilometri nove, aggirandosi in continuate spire 1 su d' un terreno friabile e scosceso, con una I pendenza, specialmente nei pressi dell' abitalo, che supera in alcuni punii il selte percento. Se invece di faj*e il dispendiosissiofo rettifilo sulla cresta delia collina si avesse pensalo fin d'allora di volgerla a mezzogiorno, forse il progetto non sarebbe slato abbandonato, nè S. Omero, giunto al fiume, avrebbe iniziato un consorzio'coi comuni di Teramo e Campii per . proseguire dal suo punto di arrivo una strada più comoda e breve verso il capoluogo di provincia.
In vista di tale incidente fu naturale per Bellante di sospendere i lavori, e, riconoscendo nella risoluzione dì S. Omero frustrata ogni utilità pratica di una comunicazione diretta, pensò bene di eliminarla dalle obbligatorie e sostituirvi, utilizzando il rettifilo maivu/f^tto, un tronco che s'innestasse alla consorziale vicino Fonte a Collina come quello che servirebbe al triplice scopo di raggiungere 1' obbiettivo S. Omero, di avere una comoda e diretta strada per Campii, capoluogo di mandamento, e di evitare una fortissima spesa di costruzione e manutenzione. Vero è che per andare a S. Omero si avrebbe a percorrere una maggiore distanza di circa quattro chilometri: ma quando si riflette che le distanze si misurano ad ore e non a chilometri, che tutti gì' nteressi commerciali, industriali, amministrativi e giudiziari ci spingono a Teramo e Campii senza farci varcare il corso del Salinello, io credo, si saprà interpretare meno strettamente la legge, nè si vorrà condannare il nostro Comune a spendere tanti bei quattrini ed il sudore di tanti poveri operai in un' opera letteralmente inutile. Che se poi non si attrasse la consorziale S. Omero-Campli-Te-ramo, allora solamente si potrebbe studiare un progetto più ragionevole, ma sempre però abbandonando l'attuale la di cui stranezza ed inanità non isfugge a chiunque si faccia ad osservarne lo sviluppo sopra luogo. Su questi criteri si è basata la consiliare deliberazione.
Circa il cambiamento del Collegio elettorale, pare che il Consiglio si sia fatto interprete fedele delle aspirazioni di tutti gli elet-
tesi! segui ui iJBiir?*¦ vw.unoixiriQ j re avv.. Giuseppe Valentini, dopo avere J tornata del 2 reso conto della propria M Astrazione, e insediata la nuova rapprese,)^ comunale.
Fu profittevole V opera del Valentini l questo comune? Ha egli giustificato io sciogli mento del Consiglio?
Per rispondere adequatamele a queste4 , rnande converrebbe ritessere la minuta 0/atj cosa tela delle riforme da lui .compiine 0 ^ ziate, non meno nella vita intima che nelleo, pere esteriori del comune; ma non volendo a* busare a hingo della vostra cortesia, miteni pago ai sommi capi.
Entrato appena in uffizio e iniziato il rioN dinamento dell' archivio e l'istituzione dell' a-nagrafe, il commissario si volse a riardiom la contabilità amministrativa, gravemente trasandata pel passalo, e ad altri provvedimenti di non minore importanza, come il censimento dei muli e cavalli, i ruoli d'imposta (per l'esercizio 1875!) gli affittì della vecchia cancelleria; del pascolo estivo ed altrettali.
Ma chi non sa che i savi ordini a nulla valgono, se non vi ha chi gli esegua con intelligenza e costanza? Le leggi son, ma db' pon mano adesse?... Nè vale l'illudersi: vi ha un beli' attribuire autonomia ai comuni e bandire ai quattro venti la loro libertà: le leggi non mutano i costumi, e finché le cose per-, durino così, i piccoli comuni saranno sempre nelle mani dei segretari, che sono i sindaci permanenti e ne volgono le chiavi a loro talento. Fu quindi savio accorgimento quellodd Valentini di cogliere lappila al balzo e liceo-ziare I'antico segretario, scadente di diritto! 5 volgente, come vero responsabile dell'enorme disordine dell'amministrazione, per far luogo mediante concorso a nuova e ponderala scella* Ma la sua opera sapientemente riordina-trice non si arrestò qui: pose mauo dopo ciò a sbrogliare 1' arruffata matassa dei residui attivi, più o meno ipotetici, che risalendo # esercizi anteriori al 1860 e strascinandosi " anno in anno, esercitavano una vera azio* perturbatrice sull' equilibrio dei bilanci: hio-desti e pazienti servigi, non apprezzati chew pochi intendenti, e pur tanto essenziali aU"* golare andamento dell" amministrazione! .
Nè minore pazienza mostrò nella liquida**" ne dei danni forestali, le cui pene pocuuiar rilevavano alla cospicua somma di lire 12,WJ {; Di questa non si potè ricuperare che L.
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